55.Esposizione Internazionale d'Arte Biennale di Venezia - Padiglioni nazionali Alessandra Benacchio

russiaÈ stata aperta al pubblico, sabato 1° giugno, la 55.Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia diretta da Massimiliano Gioni e intitolata Il Palazzo Enciclopedico. L'evento artistico più atteso nel calendario mondiale del contemporaneo si fonda anche in questa edizione su due pilastri: la mostra per padiglioni nazionali e la Mostra Internazionale. Scelta già sperimentata nel 1993, ma dal 1998 diventata prassi, la Biennale del 2013 darà spazio fino al 24 novembre ad una pluralità di voci e, in qualche modo, a nuovi intrecci e dialoghi inediti. Dopo esserci occupati della Mostra Internazionale (vedi http://www.news-art.it/news/il-palazzo-enciclopedico-di-massimiliano-gioni.htm) diamo conto qui della nutrita offerta delle rappresentanze nazionali.


Alfredo JaarQuesta edizione della Biennale conta, infatti, ben 88 Paesi che occupano sia i padiglioni storici dei Giardini, sia spazi ricavati all'interno dell’Arsenale. Molte nazioni hanno inoltre trovato “casa” nel centro storico della città lagunare. È il caso dell'Angola - che si è aggiudicata il Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale con Luanda, Encyclopedic City - e che, assieme a Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica della Costa d'Avorio, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay, Tuvalu e Santa Sede, è uno dei 10 nuovi Paesi ammessi alla Biennale veneziana.

Tra i padiglioni storici dei Giardini, la Francia e la Germania hanno stupito per essersi scambiate, in un gesto fortemente europeista, le rispettive sedi. Nel padiglione tedesco si ammira, così, la mostra Ravel Ravel Unravel, commissionata dallo Stato francese all'artista Anri Sala e curata da Christine Macel, mentre in quello francese la curatrice Susanne Gaensheimer ha invitato a rappresentare la Germania gli artisti Ai Weiwei, Romuald Karmakar, Santu Mofokeng e Dayanita Singh.

USAPulizia e rigore per il padiglione Britannico che ospita English Magic di Jeremy Deller: una mostra che focalizza l'attenzione sulla società britannica, con i suoi miti, le sue icone, il suo folclore e la sua storia socio-politica. Cultura alta e bassa in un mix raffinato ma al tempo stesso popolare dove una lettura politica può essere fatta, in qualche modo, anche per l'auto-celebrazione del momento del tè. Il padiglione Russo invece reinterpreta, in chiave contemporanea e attraverso il lavoro di Vadim Zakharov, Il mito di Danae (fig. 1): dalla natura corrotta dell'uomo alla questione morale del potere di cambiare le cose che può nascere dall'impegno femminile.

Ha invece lavorato sull'architettura dello stesso padiglione l'artista Lara Almarcegui per la Spagna, mentre gli Stati Uniti si sono affidati alla mostra Triple Point dell'artista Sarah Sze (fig. 3) che ha concentrato la sua attenzione sulla nozione di “compasso” e su come noi stessi ci situiamo in modo disorientante nel mondo. Una bella sorpresa invece dal padiglione della Romania, forse il più amato dal pubblico della vernice. La sua mostra, An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale, opera degli artisti Alexandra Pirici e Manuel Pelmus, prende come punto di partenza l'intera storia della Biennale Arte creandone, attraverso atti performativi, un effimero ma audace monumento. Un lavoro che ne celebra l'apertura verso la sperimentazione, ma al contempo ne denuncia anche l'impianto conservatore e monolitico. Vicina in tal senso anche l'operazione compiuta da Alfredo Jaar per il padiglione cileno all'Arsenale che, in Venezia, Venezia (fig. 2) invita a guardare la realtà svelando l'obsoleta concezione della stessa Biennale, dove in un panorama artistico oramai globalizzato la cultura e l'arte vengono ancora sistematizzate per nazioni.

Marcello_Maloberti(1)All'Arsenale anche la mostra del Padiglione Italia, affidato in questa edizione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal PaBAAC a Bartolomeo Pietromarchi, attuale direttore del MACRO di Roma. La mostra, dal titolo vice versa, è un viaggio nell'arte italiana di oggi attraverso la chiave dialettica della cultura. L'itinerario racconta identità, storie e paesaggi che esplorano la vicenda artistica e culturale del nostro Paese, mettendone in scena i suoi aspetti molteplici. Questi ultimi sono narrati mettendo in dialogo i lavori di 14 artisti che, a coppie, occupano sette ambienti tematizzati: corpo/storia (per Francesco Arena e Fabio Mauri), veduta/luogo (per Luigi Ghirri e Luca Vitone), suono/silenzio (per Massimo Bartolini e Francesca Grilli), prospettiva/superficie (per Giulio Paolini e Marco Tirelli), famigliare/estraneo (per Flavio Favelli e Marcello Maloberti, fig. 4), sistema/frammento (per Gianfranco Baruchello e Elisabetta Benassi) e il giardino con tragedia/commedia (per Piero Golia e Sislej Xhafa).

Luca_Vitone (1)Un viaggio che, secondo lo stesso Pietromarchi, “consente di rileggere alcune traiettorie fondamentali dell'arte italiana recente, di rintracciare percorsi dimenticati, di sanare amnesie culturali e dare nuova visibilità ad autori solitari”. Dodici delle quattordici opere sono nate espressamente per la mostra veneziana, come il lavoro di Luca Vitone, Per l'eternità (fig. 5), che, in dialogo con i paesaggi di Luigi Ghirri (fig. 6), ha ideato un ritratto-scultura “da respirare”. Un intenso profumo di rabarbaro, piacevole inizialmente ma nauseante a lungo andare, veicola metaforicamente la memoria di una tragedia collettiva come l'inalazione delle polveri e la vicenda che ancora oggi interessa la zona di Casale Monferrato.
Alessandra Benacchio, 03/06/2013


Crediti immagini:
Luigi_Ghirri (3)
1) Vadim Zakharov, DANAË, Padiglione Russia, Venezia 2013, Photo: Daniel Zakharov;
2) Alfredo Jaar, Venezia, Venezia, 2013,
Padiglione Cile, Metal pool, 1:60 resin model of Giardini, hydraulic system, 100 cm x 500 cm x 500 cm, wood structure, metal, 100 cm x 1600 cm x 1400 cm, Photo: Agostino Osio;
3) Sarah Sze, Triple Point, 2013, Venezia, Padiglione Stati Uniti, Photo: Alessandra Benacchio;
4) Marcello Maloberti
, La voglia matta, 2013, masso di marmo, teli mare, fanzine, masso 3x2x2 m, Bolide #1, #2, #3... #55, 2013, tavoli in legno, specchio, cinture, meloni, performance / sculture, Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano, Photo: Laura Einaudi;
5) Luca Vitone, La stanza della memoria, 2013, fotografia, Courtesy l’artista e Galleria Pinksummer, Genova;
6) Luigi Ghirri, Capri 1982, in Viaggio in Italia, 1984, stampa cromogenica, 2004, Courtesy Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo © Eredi Luigi Ghirri.

55. Esposizione Internazionale d'Arte
1 giugno - 24 novembre 2013
Venezia, Giardini-Arsenale
Orario: 10-18 / Chiuso il lunedì
www.labiennale.org



 

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