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Enea e AnchiseNato a Genova nel 1609 (origine orgogliosamente ribadita nelle sue firme lungo tutta la carriera), Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto fu un pittore colto e versatile, la cui biografia movimentata - che determinò lunghi soggiorni in molti dei principali centri artistici italiani, tra cui Roma, Napoli, Venezia e Mantova, ove morì nel 1664 - gli diede modo di arricchire e aggiornare costantemente il suo linguaggio figurativo alla luce dei più significativi esempi europei.

Pur collocandosi tra i pittori italiani del ‘600 maggiormente originali e inventivi, Castiglione fu forse ancora più grande come disegnatore e incisore, ambiti dove ebbe modo di rifulgere appieno tutta la sua naturale vena di sperimentatore di soluzioni tecniche, iconografie e motivi figurativi.


Il Genio di CastiglioneAlla morte, il Grechetto lasciò nel suo studio un imponente fondo di grafica, che andò disperso sul mercato soprattutto veneziano e i cui fogli divennero da subito oggetto di desiderio dei collezionisti, tra l’altro garantendogli una notevole fama postuma. Un secolo più tardi, nel 1762, Re Giorgio III acquistò in blocco la prestigiosa raccolta di Joseph Smith, l’influente console britannico presso la Serenissima che fu anche (se non soprattutto) un eccezionale collezionista, in primis dell’amico Canaletto. I circa 250 disegni di Castiglione e della sua cerchia che questi aveva messo insieme nel tempo passarono, così, alla Royal Collection, andando a costituire il più importante nucleo esistente di opere su carta del pittore, un’ampia selezione del quale è oggi esposta in questa mostra straordinaria e raffinatissima alla Queen’s Gallery, presso Buckingham Palace, "Castiglione: Lost Genius".

Amor sacro e profanoA cura di Timothy J. Standring e Martin Clayton e forte di una novantina di pezzi fra incisioni e soprattutto disegni (assai vari per formato, tecnica, livello di finitezza, destinazione funzionale, soggetto e carattere), l’esposizione si prefigge di ridare il giusto lustro alla reputazione dell’artista - invero oggi un po’ sbiadita, se non tra gli addetti ai lavori, almeno presso la più vasta platea degli appassionati - mettendone pienamente in luce le alte qualità formali e l’inesauribile inventiva in quanto disegnatore