La Convenzione tra la Scuola di Lettere e Beni Culturali dell'Università di Bologna e l'Accademia Militare di Modena:
un progetto pilota per l'Italia

Sonia CAVICCHIOLI – Università di Bologna
 
“Non che [la collezione dei duchi di Modena] sia la più ricca, è però quella meglio distribuita e ornata. Non vi si vedono esposti i dipinti uno sull’altro (…) come accade nella maggior parte dei casi a Roma, presso i Giustiniani, gli Altieri e altre famiglie. Qui, tutto è di qualità eccelsa; le pitture sono esposte in piccolo numero in ogni ambiente, magnificamente incorniciate e disposte senza confusione su una tappezzeria che le fa ben risaltare…”(Lettres familières écrites de l’Italie, 18582, p. 458).
Con queste parole, di grande interesse per la storia del gusto e del collezionismo, Charles de Brosses, raffinato intellettuale in viaggio in Italia, accompagna la descrizione della collezione estense di Modena, visitata nel 1740. A quella data le raccolte ducali, che comprendono anche straordinari nuclei di disegni, monete e medaglie, bronzetti, cammei, ‘meraviglie’, si conservano ancora nel Palazzo Ducale, progettato a partire dal 1634 dal romano Bartolomeo Avanzini e terminato nelle sue principali strutture e decorazioni entro la fine del XVII secolo.
 
Per un singolare destino, questa sontuosa reggia viene scelta all’indomani dell’Unità d’Italia come sede della Scuola Militare, e nel secondo dopoguerra sarà trasformata in Accademia Militare. Fin dal 1860, conseguenze inevitabili della scelta sono il trasferimento delle raccolte, che comprendono anche una biblioteca e un archivio dinastico ricchissimi, e il degrado di molti ambienti interni, causato da una destinazione d’uso poco appropriata per una dimora storica di questa importanza. Ulteriore, scontata conseguenza, l’inaccessibilità del palazzo da parte del pubblico.
Dopo più di un secolo di accentuata estraneità, è merito del comando dell’Accademia aver intrapreso negli anni recenti un percorso di progressiva apertura ai cittadini e agli studiosi, che si traduce nella più ampia possibilità di accedere agli ambienti storici del piano nobile, parte principale degli appartamenti ducali nei tempi in cui Modena era capitale: stanze dalle volte magnificamente decorate, e altre che un tempo esibivano alle pareti e sui soffitti, o racchiusi entro scrigni e preziosi armarii, i capolavori di una delle più importanti collezioni d’Europa. 
 
Questo stato di cose è all’origine del progetto di studio e formazione qui presentato: una Convenzione stipulata fra la Scuola di Lettere e Beni culturali dell’Università di Bologna e l’Accademia Militare, sulla base di un progetto scientifico di chi scrive. L’idea nasce dalla constatazione che il visitatore, una volta entrato in Accademia, sente di penetrare in una dimensione ‘altra’ il cui fascino è accresciuto dalla bellezza degli ambienti, ma non dispone di alcuno strumento – se non la cultura personale o percorsi guidati scarsamente aggiornati – che permetta di risalire dalla funzione attuale dell’edificio alla sua dimensione aulica, di residenza di Antico Regime. Di leggere, insomma, l’edificio nei suoi due registri – attuale e storico.

Grazie alla Convenzione è stato attivato un tirocinio curriculare rivolto a studenti della Laurea magistrale in Arti visive, i cui primi due candidati concludono in questi giorni il percorso. Duplice l’obiettivo: didattico e professionalizzante per gli studenti; di valorizzazione e promozione per l’Accademia Militare - Palazzo Ducale. Dopo una fase di formazione, gli studenti sono chiamati a mettere a punto, sulla base degli studi più aggiornati e potendo muoversi all’interno degli  ambienti, strumenti didattici e di mediazione culturale finalizzati a rendere vivo il percorso, restituendo fra l’altro ciò che è scomparso, ma resta documentato da fonti visive o scritte; rendendo leggibili le decorazioni conservate; presentando idealmente coloro che abitarono il palazzo. La redazione di testi non è tutto, evidentemente: non è che il primo passo per progettare un percorso che si avvalga di mezzi tradizionali e sistemi multimediali, integrati per coinvolgere i visitatori e fare della visita un momento di conoscenza appagante. Questa Convenzione fra Università di Bologna e Accademia Militare propone dunque un progetto pilota per l’Italia, dove per tradizione sono numerosi i luoghi che, pur meritando lo status di bene culturale, hanno destinazioni d’uso del tutto estranee alla funzione museale. Nella convinzione che studio e ricerca da un lato, mediazione culturale e promozione dall’altro siano tasselli reciprocamente indispensabili.
di
Sonia CAVICCHIOLI                     Bologna 11 / 1 / 2017

 

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