Francesco Lauretta, Esercizi di equilibrio, GAM Palermo

Lauretta 1Esercizi di equilibrio è il titolo della mostra e l’esercizio è ascetico perché punta su un’”altra vita”, ad un’avanzata o impennata ‘spirituale’. La mostra nell’insieme è una acrobazia performativa dove avviene, così spero, un effetto di pensosità, visto che impegna a plasmare la propria soggettività tramite l’esercizio: un esercizio, e cura, su di sé. Questa Opera - ‘Opera’ perché comprende tutte le opere e tutte le opere sono chiamate Esercizio “1”, “blu”, “00”, ecc. … -  è nata e s’è sviluppata col tempo, e col tempo continua a crescere tramite incessante fitness. Naturalmente molto dal momento in cui mi hanno chiamato è cambiato, o meglio cresciuto, abbattuto, combattuto e risorto.


La stanza centrale è l’origine (lo spazio GAM consta di tre grandi sale) e da una frase a parete scritta col blu, “Prendevo la luce e la fatica di salire e scendere per il paese come una benedizione”, deposta poi su uno dei due libri stampati in unica copia esposti su una teca - genesi d’amore di una lingua femminile e maschile, La madre e Perla - e dalla Madre, una tela, s’espande un vortice che dà la vita.

Lauretta 4Dal nucleo mi estendo verso l’ingresso con due quadri e una lunga parete dipinta di viola di Marte e un video. I due dipinti mostrano scene ‘pastorali’, sono luoghi dove l’uomo e la natura si mostrano grandi. Nella parete di ‘Marte’ alcuni fogli esibiscono i cosiddetti Esercizi spirituali, opere su carta, pencolante, che, curiosamente, mi hanno richiesto pazienza, riflessione profonda e impegno straordinari, una pratica dell’inquietudine che non coincide con un lasciarsi andare: da qui la fatica immensa, e l’attenzione.
Intorno fuochi d’artificio si esauriscono e sbocciano di colore, muti.

Lauretta 5La terza sala, la più grande, è uno svolazzo di disegni. Sono grandi disegni blu e carminio, obliqui, sotto gli archi. E il disegno, meglio della pittura, come medium è metafora e non smette mai di cominciare.
Sono, questi, pezzi d’amore nel cosmo, sono nuovi sempre, c’è la tendenza a non voler finire. Una Bocca, o scultura vitale, e la Musa, una bodybuilder, chiudono la mostra, anzi l’ampliano, sbocciano, visto che se la Bocca è una struttura, scultura vitale e soglia che indica i luoghi dello sconfinamento, la Musa mette in atto un processo di autotrasformazione del soggetto che fa rivivere le pratiche ascetiche (non religiose) dell’esercizio: può infatti aumentare le forze spontanee che danno all’individuo la possibilità d’essere se stesso.

In breve, col tempo (c’è voluto tempo, molto, una vita intera quasi) ho imparato a muovermi a raggiera su più fronti, quotidianamente esercito questo movimento programmatico, questo allenamento, ed è come avessi deposto sperma, incubato pensieri, immagini, alcuni sono riuscito a spiegarli altri ancora stanno lì, nel cosmo in attesa, basta un soffio per procedere e concepire la lotta della nascita, un soffio intero, d’una vita, ed è anche per questo che mai mi definirò pittore, mai una definizione può formare la mia curiosità se non e solo: ingegnere.
Francesco Lauretta, 11/11/2013

Lauretta 7Francesco Lauretta
Esercizi di Equilibrio
GAM Palermo
Dal 6 dicembre 2013


 

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