Pintoricchio La Pala dell'Assunta di San Gimignano e gli anni senesi, San Gimignano, Pinacoteca civica di Palazzo Comunale

Fig. 1(8)La Pinacoteca civica di San Gimignano ospita Pintoricchio. La Pala dell'Assunta di San Gimignano e gli anni senesi, mostra promossa dal Comune e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto, e organizzata da Opera, società del Gruppo Civita che dal principio del 2014 gestisce i servizi dei Musei civici della cittadina toscana.


Con questa iniziativa prende avvio un progetto di valorizzazione e approfondimento delle opere di maggiore importanza delle collezioni del museo, nel quadro del quale è già in preparazione per il 2015 una rassegna imperniata sui tondi di Filippino Lippi. Si tratta, dunque, sulla carta, di esposizioni ben calibrate, contenute nelle dimensioni, ma forti di prestiti attentamente selezionati e di notevole rilievo storico-artistico, nella linea più che apprezzabile delle mostre-dossier criticamente motivate, che delineano tematiche chiare e saldamente ancorate alla tradizione territoriale, senza inseguire intenti vanamente spettacolari.

Tra le sue opere d’arte rinascimentale di maggiore prestigio, il Museo Civico di San Gimignano vanta la Madonna in gloria tra i santi Gregorio Magno e Benedetto, l’ultima pala d’altare di Bernardino Betti detto il Pintoricchio, dipinta per il monastero olivetano di Santa Maria Assunta a Barbiano tra l’ottobre 1510 e il febbraio 1512 (fig. 1). Per usare l’efficace descrizione di Don Andrea Bechi, responsabile dei Beni culturali per l’Arcidiocesi di Siena, Colle di val d’Elsa e Montalcino, la pala dell’Assunta “trasmette un convinto invito al carisma monastico, quale possibilità di anticipare la condizione celeste già durante l’esistenza terrena. La Madonna (...) irrompe nel paesaggio e si staglia maestosa all’interno di una mandorla, assisa sulle nubi del cielo e circondata da creature angeliche (...) La città, con i suoi traffici, rimane lontana, oscurata dalla grande sagoma della Vergine in mandorla”.

Fig. 3(6)Il grande dipinto per gli olivetani costituisce l’ultima opera documentata dell’artista, che morì a Siena l’11 dicembre 1513. La mostra intende però affrontare più estesamente questa fase estrema dell’attività del pittore, successiva agli affreschi della Libreria Piccolomini nel Duomo di Siena, tradizionalmente un po’ trascurata e negletta nel giudizio degli studiosi, e in effetti poco rappresentata nella grande mostra monografica dedicata nel 2008 a Pintoricchio dalla Galleria Nazionale di Perugia. Alla Pala dell’Assunta vengono così accostate, a San Gimignano, opere quali la Madonna col Bambino e san Giovannino, la Sacra Famiglia e san Giovannino (fig. 2) e la Natività (quest’ultima attribuita alla sua bottega, fig. 4), tutte provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Siena, e la Madonna col Bambino e san Giovannino conservata presso il Museo Diocesano di Città di Castello (fig. 3), utile a dar conto della tradizione umbra nella quale Pintoricchio si era formato, prima di recarsi a Roma al principio degli anni Ottanta del Quattrocento (dovre sarebbe stato coinvolto in commissioni artistiche di altissimo prestigio), e dove aveva continuato a operare prima delle commissioni senesi del primo decennio del secolo successivo.

Fig. 4(6)Sarebbe stato assai istruttivo poter vedere in mostra anche la bella Pala di Sant’Andrea a Spello, commissionata a Pintoricchio nel 1506 e portata a termine qualche anno più tardi da Eusebio da San Giorgio, e l’Assunzione della Vergine, oggi al Museo di Capodimonte, eseguita intorno al 1510 col largo ausilio della bottega per la cappella del banchiere Paolo Tolosa nella chiesa napoletana di Monteoliveto, che presenta chiare affinità di stile, composizione, iconografia e committenza con quella immediatamente successiva di San Gimignano. Ma, trattandosi di tavole di grandi dimensioni, in tal modo la rassegna, da un lato, avrebbe raggiunto proporzioni incompatibili con i ridotti spazi espositivi disponibili e, dall’altro, si sarebbe posta in conflitto con più che fondate ragioni conservative.
Il catalogo della mostra è edito da Giunti Arte Mostre e Musei.
Lu. Bo., 02/09/2014

Pintoricchio. La Pala dell’Assunta di San Gimignano e gli anni senesi
6 settembre 2014 – 6 gennaio 2015
San Gimignano – Piazza Duomo
Pinacoteca di Palazzo Comunale



Orari
Fig. 5(5)6 settembre - 31 ottobre: tutti i giorni 9:30 – 19:30
1 novembre – 6 gennaio: tutti i giorni 11:00 - 17:30
(25 dicembre chiuso; 1 gennaio: 12.30 -17.30)
Ultimo ingresso mezz’ora prima l’orario di chiusura della mostra.

Ingresso alla Pinacoteca Civica, valido anche per la visita della mostra, del Palazzo Comunale, della Torre Grossa, del Museo Archeologico, della Spezieria di santa Fina e della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”:
€ 7,50 Intero - € 6,50 ridotto

Informazioni
www.sangimignanomusei.it
prenotazioni@sangimignanomusei.it
call center info e booking 0577/286300


Didascalie immagini:
1. Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio”
La Vergine Assunta tra i Santi Gregorio Magno e Benedetto
Oro, tempera su tavola
San Gimignano, Pinacoteca Civica
2. Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio”
Sacra Famiglia e San Giovanni
Tempera e oro su tavola
Dal Convento di San Gerolamo in Campansi
Siena, Pinacoteca Nazionale
3. Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio”
Madonna con il Bambino e San Giovannino
Tempera e olio su tavola
Città di Castello, Museo del Duomo
4. Seguace del Pintoricchio (primo decennio del '500)
Adorazione dei pastori
Tempera e olio su tavola
Dal Convento di Santa Maria Maddalena a Siena
Siena, Pinacoteca Nazionale

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