BIENNALE INTERNAZIONALE DI ANTIQUARIATO DI ROMA, IX EDIZIONE, LUIGI MICHIELON

LUIGI MICHIELONDal 1° al 6 Ottobre 2014 torna a Palazzo Venezia la Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, giunta alla sua nona edizione, che si presenta quest’anno in una veste assai rinnovata. L’elemento più importante di novità rispetto alle edizioni precedenti è la selezione molto più ristretta di espositori e opere, nell’intento di proporre una mostra di maggiore e più omogenea qualità. A tal fine anche l’allestimento sarà guidato dall’esigenza di presentare gli oggetti in spazi più ampi, che mettano il visitatore in condizioni ideali di fruizione dei beni. Anche quest’anno la Biennale di Antiquariato di Roma si impegna meritoriamente nel restauro di una delle opere conservate nel museo di Palazzo Venezia: un olio su tavola del Giovan Francesco Maineri raffigurante Il Compianto di Cristo Morto e Donatori (fig. 2).

Abbiamo rivolto qualche domanda al direttore dell’evento Luigi Michielon intorno alle caratteristiche principali dell’edizione di quest’anno.


D: Lei dirige la manifestazione dal 2006: quest’anno la novità che appare con più evidenza è il minor numero di espositori e la riduzione dei giorni di esposizione: si tratta di un ridimensionamento? Ha inciso in qualche modo nell’organizzazione il momento di crisi che l’Italia sta attraversando?

R: No, il numero ridotto di espositori è legato al fatto che abbiamo avuto minori spazi a disposizione

D: E’ dunque solo una questione di spazi?

PrimamR: Beh, poi c’è stata anche da parte della Associazione della Biennale la volontà di creare nuovi allestimenti con aree espositive più grandi, con maggiore spazio a disposizione, e questo ha comportato alcuni stand in meno; ma devo dire che la qualità è sempre straordinaria: anzi, rispetto alle passate edizioni c’è un ritorno di nomi di galleristi molto importanti.

D: Tra gli oggetti in esposizione quali a suo parere possono essere considerati i top lots?

R: Ovviamente ce ne sono molti. Posso segnalarne solo pochi, ad esempio il Giove proveniente dalla collezione Giustiniani, una scultura di oltre tre metri e mezzo davvero straordinaria, poi una coppia di strepitose  consolles romane, di qualità autenticamente museale, per non dire dei dipinti: Canaletto, Picasso, De Chirico… Le opere, come sempre, sono di grandissimo rilievo.

D: Si segnalano oggetti di arte orientale? E’ un fatto che molti commercianti stiano cercando di intercettare il consenso di questa nuova clientela in ascesa.

R: Non direi che ci siano stand allestiti specificamente per questo settore. C’è naturalmente qualche oggetto, ma non rilevo una tendenza specifica.

D: Si notano invece dei cambiamenti nel Comitato direttivo, una sorta di romanizzazione con l’uscita di Bartolozzi o di de Jonckehere e l’entrata di Francesca Antonacci e Alessandra De Castro.

R: In effetti sono usciti alcuni esponenti (uno perché ha chiuso la galleria, un altro perché non poteva più essere presente, ecc) così abbiamo deciso di approfittare per allargare la presenza femminile dato che la gestione era quasi esclusivamente in mano a uomini, con personalità competenti e preparate come Francesca ed Alessandra.
 
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D: Sulla base della sua pluriennale esperienza di organizzatore, cosa suggerirebbe per cercare di superare la situazione di impasse in cui versa da qualche tempo il mercato soprattutto dell’arte antica in Italia?


R: Il vero problema è che in Italia abbiamo una legislazione che in pratica ostacola l’acquisto: pensiamo solo alla libera circolazione e alla notificazione delle opere d’arte. Quest’anno come Segreteria dell’Organizzazione ci siamo potuti accordare con l’Ufficio esportazione per ottenere più velocemente la libera circolazione dei beni, come del resto avviene a Firenze a Palazzo Corsini, così che chi viene in mostra avrà la possibilità, se intende acquistare opere, di esportare l’oggetto: altrimenti ci vorrebbero mesi, specie qui a Roma. D’altra parte siamo in Europa: ci sarebbe bisogno di una normativa che consenta il libero transito delle opere d’antiquariato, non dico ovviamente di Caravaggio, Raffaello o altri oggetti di questo rilievo, per i quali  è chiaro che occorrono delle limitazioni, ma notificare opere che non hanno una speciale rilevanza storico-artistica e che dovrebbero girare tranquillamente, come accade di continuo, è un paradosso che certo non aiuta il mercato dell’arte in Italia.

D: Insomma una sorta di Shengen allargato alle opere d’arte?

R: Esattamente. Perché in Inghilterra o in Francia, o nei Paesi del nord Europa  le cose funzionano meglio sotto questo aspetto? Perché c’è una molto maggiore disponibilità, liberalità e attenzione nei confronti del mercato. Da noi, a mio avviso, c’è ancora un grosso bacino di collezionisti anche molto importanti che amerebbero acquistare, ma che spesso sono demoralizzati per le traversie che debbono attraversare come compratori.
 
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D: Ma questo non è in contraddizione con il fatto che i commercianti italiani trasferiscano all’estero al loro attività?


R: Ma guardi, se io faccio fatica a lavorare e a vendere vado fuori. Quante aziende stanno lasciando l’Italia per andare a lavorare all’estero? Se voglio lavorare e questo Paese non mi offre la possibilità di farlo al meglio, cos’altro dovrei fare?

D: Il nuovo ministro dei beni culturali Franceschini sembra più sensibile sotto questo aspetto?


R: E’ vero, ma non dipende solo da lui, da solo non è che possa fare chissà cosa; la realtà è che anche qui siamo vincolati da un eccesso di burocrazia. Ma naturalmente il discorso non può essere esaurito in poche parole, come pure il problema non può essere risolto in pochi mesi.
 
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D: Avete previsto altre iniziative all’interno della Biennale?

R: Certo. Il primo ottobre, ad esempio, l’Associazione Nazionale delle donne del vino premierà Philippe Daverio, che a suo avviso si è maggiormente segnalato, oltre che come esperto conoscitore d’arte, anche del mondo enogastronomico. Poi, in collaborazione con la direttrice di Palazzo Venezia, dott.ssa Draghi, esporremo al primo piano del palazzo una sezione degli Arazzi cinquecenteschi in argento e oro della Collezione Barberini, davvero straordinari; inoltre, come d’abitudine, l’Associazione degli antiquari promuove come omaggio all’ospitalità il restauro di un’importante opera d’arte ( il Compianto su Cristo morto di Francesco Maineri), e poi verrà presentato un importante libro.

D. Un’ultima domanda: si è appena chiusa la mostra antiquaria di Parigi, si sta aprendo questa di Roma, si apre a giorni - certo con tutt’altro target - Mercanteinfiera a Parma ed altre seguiranno a ridosso. Non le pare che si stia esorbitando con l'offerta, anche in considerazione del momento che  attraversiamo? Quale potrà essere la risposta del pubblico?

R. Vuole dire che ci sono troppe mostre? Non sono d’accordo; se guardiamo anche in Inghilterra o in Francia, quante manifestazioni ci sono? In Italia, in realtà ci sono Firenze e Roma, perché, se ha notato, c’è stata nei fatti una silenziosa selezione, molte iniziative si sono ridotte o stanno morendo. Il discorso è il solito: se c’è la qualità non si registrano problemi, se la qualità latita l’insuccesso alla lunga è scontato. A mio avviso in realtà sta accedendo quanto è auspicabile, cioè escono dal mercato quelle realtà che offrivano prodotti magari a prezzi elevati ma di media o bassa qualità; invece se vediamo anche a livello internazionale la qualità non scende ed è sempre vincente. E’ quello che ci proponiamo con questa manifestazione: meglio portare meno gallerie ma di alto rilievo piuttosto che fare un’iniziativa più grande con espositori anche medi. La nostra manifestazione ha proprio lo scopo di puntare tutto sulla qualità; l’eventuale compratore tra l’altro è garantito da una commissione che verificherà la qualità di  tutte le opere che verranno offerte in mostra, composta da esperti italiani e stranieri, tra i quali Jennifer Montague, Fernando Mazzocca e altri di grande prestigio, coordinati dalla Soprintendente, dott.ssa Daniela Porro, così che l’acquirente avrà la maggiore certezza e garanzia possibile sui beni.
Pietro di Loreto, 28/09/2014

Grandi Antiquari, Nauticshow, Luxury & Yachts, Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, sono solo alcune delle manifestazioni organizzate da Luigi Michielon, Presidente di D.O.G.E. Srl. La cura della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, giunta alla IX Edizione, è affidata alla società D.O.G.E Srl, nata con lo scopo di organizzare eventi di respiro nazionale ed internazionale.

 
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Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma_IX edizione 2014

BIENNALE INTERNAZIONALE DI ANTIQUARIATO DI ROMA
dal 1 al 6 ottobre 2014
Palazzo Venezia,
Via del Plebiscito, 118 ROMA

Orario di apertura:
Tutti i giorni dalle ore 11:00 alle ore 20:00
Ingresso: intero 10 euro, ridotto 8 euro.

www.biennale-antiquariato.roma.it

Informazioni:
Tel +39 049 93 01 038 - Fax +39 049 93 06 359
info@dogesrl.com

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