In una conferenza affollatissima lo scorso 11 aprile aprile si è dato il via alla mostra “Caravaggio. Napoli” che ha aperto le sale al pubblico il 12 aprile passato e che si protrarrà sino al 14 luglio 2019. Ha aperto il discorso al numeroso pubblico intervenuto il direttore di Capodimonte Sylvain Bellegger il quale ha esordito sottolineando soprattutto l’importanza dell’arte, della storia come identità di una nazione, dell’importanza che l’Italia riveste in questo contesto e dell’opera di Caravaggio. Sotto il profilo tecnico, il direttore ha evidenziato le difficoltà dell’organizzazione della mostra facendole seguire da elogi verso tutti coloro che con il proprio contributo hanno reso possibile e migliore l’evento artistico sul periodo napoletano di Caravaggio, sottolineando, e non per questioni di forma, le doti professionali e umane di tutti i partecipanti. La curatrice Cristina Terzaghi che ha preso subito dopo la parola, con un pizzico di emozione che traspariva leggermente, è entrata quasi subito nel merito dell’evento parlando del catalogo, dei dipinti e delle ragioni della mostra. L’ultimo intervento è stato quello del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca il quale ha evidenziato lo sforzo economico  della politica locale per il rilancio della cultura in Campania e a Napoli, definendola non a torto capitale europea d’arte, riprendendo quanto precedentemente esposto dal direttore del Capodimonte sugli eventi artistici in programma a Napoli e la volontà di miglioramento sociale attraverso l’offerta culturale.  La mostra allestita nelle sale sotterranee del museo Capodimonte, dedicate alla memoria di Raffaello Causa, presenta sei capolavori di Michelangelo Merisi da Caravaggio eseguiti durante il soggiorno napoletano.
La Flagellazione del 1607, eseguita per San Domenico Maggiore; l’altra Flagellazione del 1607, della collezione del museo di Rouen; la Salomè con la testa del Battista del 1609, della collezione della National Gallery di Londra; la Salomè con la testa del Battista del 1607 di Palacio Real di Madrid; il Martirio di sant’Orsola del 1610 in collezione Intesa San Paolo a Napoli e il San Giovanni Battista del 1610 della Galleria Borghese di Roma. Assenti altre due opere note come la Negazione di San Pietro del 1610 e la Crocifissione di sant’Andrea del 1607 rimaste nei musei americani.  Gli epigoni del Caravaggio presenti in mostra che accompagnano questa rassegna napoletana sono Fabrizio Santafede, Giovan Battista Caracciolo detto Battistello, Giovanni Baglione, Massimo Stanzione, Luis Finson, Hendrik de Somer, Carlo Sellitto, Filippo Vitale, Jusepe de Ribera e Tanzio da Varallo che fanno da cornice e si interpongono in un percorso breve ma intenso con le opere del Merisi in mostra. La mostra impressiona, oltre che per l’ammirazione delle opere del maestro lombardo, per la saggia distribuzione delle opere con una illuminazione ineccepibile che consente una magnifica leggibilità delle opere, cosa per nulla scontata e che spesso sminuisce il valore dell’evento. Sotto il profilo didattico mettere insieme, quindi a distanza di qualche metro la Flagellazione di Rouen e la sua splendida copia, aiuta a comprendere a pieno la qualità esecutiva del maestro e quella del suo copista, che tuttavia qualitativamente si posiziona dietro a distanza ravvicinata.  Le diverse opere in mostra di Battistello Caracciolo consentono di apprezzare stilisticamente e di coglierne le differenze con Caravaggio. Battistello Caracciolo fu colui che condivise, stando ai documenti, rapporti professionali con Caravaggio a Napoli e che forse più di tutti i suoi colleghi ne subì il fascino della rivoluzione naturalistica che il Merisi portò con il suo arrivo a Napoli. La mostra, grazie ad una navetta che fa da spola tra il museo e il centro storico della città, continua al Pio Monte della Misericordia ove è allocato il dipinto delle Sette Opere di Misericordia realizzato da Caravaggio nei primi mesi del suo soggiorno a Napoli. Il catalogo, a cura di Cristina Terzaghi, contiene un lungo saggio della curatrice che percorre le vicende umane e artistiche del Caravaggio dalla partenza precipitosa da Roma, dopo i fatti delittuosi accaduti il 28 maggio 1606, quando rimase ucciso in una rissa Ranuccio Tomassoni, sino ai giorni cui Caravaggio, secondo le cronache del tempo, si spense nel luglio del 1610 a Portoercole. La studiosa con il lungo saggio ha rinverdito il periodo napoletano di Caravaggio con l’aggiunta di nuove scoperte documentarie che la filologia caravaggesca aveva ultimamente trascurato. Il catalogo è arricchito da un saggio di Keith Sciberras che ripercorre il periodo maltese del Merisi e il contesto napoletano sul viaggio verso Malta. Altri saggi che sono presenti nel catalogo sono di Stefano Causa, Loredana Gazzarra, Stefano Ricci, Augusto Russo. Un percorso documentario aggiornato a cura di Loredana Gazzarra e Cristina Terzaghi chiude un catalogo  sobrio, ben impaginato e curato nei contenuti.
Redazione aprile 2019
fig. 1 Particolare Flagellazione Museo Capodimonte, Napoli.
fig.2 particolare Sette Opere di Misericordia, Pio Monte della Misericordia, napoli.
 
 
Sede Museo e Real Bosco di Capodimonte, Via Milano n. 2, Napoli.
Orari aperta tutti i giorni dalle ore 08,30 alle 19,30.
Biglietti € 14,00 solo mostra € 15,00 mostra + museo
Info e prenotazioni 848800288