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Biblioteca Angelica/Siria, andata e ritorno

 
Fino al 29 aprile Diagonale Libro/Galleria (Via dei Chiavari 75, Roma) ospita una piccola ma molto raffinata mostra di Ileana Florescu. 27 opere (stampa a getto d’inchiostro su carta cotone) in cui letteratura e visione, parola e immagine, passato e presente, Oriente e Occidente si sovrappongono. Ne nasce un racconto a più voci, che possiede l’urgenza di conservare la memoria di un paese, la Siria, a rischio evidente di estinzione.

La genesi delle opere è il frutto di un incontro saldatosi nel tempo. Nel 2011 Ileana Florescu fa un viaggio in Siria durante il quale scatta fotografie turistiche del paese e delle sue note rovine romane.

Qualche mese dopo, e in coincidenza con i primi moti di rivolta in Siria, l’artista inizia a lavorare per la Biblioteca Angelica di Roma sul tema dell’Inquisizione e ha modo di fotografare alcune edizioni originali di volumi passati sotto la scure del Sant’Uffizio dal 1559 in avanti.

Nella primavera del 2015, colpita dalla presa di Palmira da parte dell’Isis, Ileana Florescu inizia a sovrapporre le foto delle opere inquisite con quelle scattate durante il viaggio in Siria. Così il ricordo grafico di uno dei massimi sistemi di censura messi in atto dalla cultura occidentale, sta a significare la cancellazione violenta di una cultura e della sua memoria. E allora il paesaggio siriano assume tratti fantasmagorici ed evanescenti e si dissolve sotto i segni dei censori romani. Due nomi d’eccezione firmano il catalogo della mostra, Franco Cardini e Ester Cohen.

Proprio Cardini scrive che ‘I minacciosi tratti di penna dei censori del passato (…) erano mezzi per tentar di fermare la libertà e il pensiero esattamente come adesso i cannoni e i missili terraterra o le menzogne dei politici o le soperchierie delle lobbies (…)’.


Ileana Florescu nasce ad Asmara da madre italiana e padre inglese di origine romena. Dopo aver seguito la famiglia in numerosi spostamenti, giunge in Italia adolescente. A Firenze si laurea in Lettere e Filosofia e, nonostante una predisposizione per la pittura, si dedica alla ricerca storica partecipando al Laboratorio di Storia di Sergio Bertelli. Nel 2001 espone per la prima volta alla collettiva Tra Cielo e Terra (Pio Monti Arte Contemporanea, Roma). La sua prima personale, Scie, viene ospitata dalla galleria romana Acta International nel 2002.
Nello stesso anno l’artista trasferisce il suo studio nell’ex pastificio Cerere, storica sede della Scuola di San Lorenzo.
Roma 27 / 3 / 2016                                                                   Giorgia Terrinoni

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