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Arte Bellezza e Matematica; una "Equazione di Dio" esprime l'armoniosa bellezza della Matematica

Le considerazioni di un agnostico sul senso delle cose del mondo, con proposta di una Equazione di Dio (Equazione Teofanica): una speculazione sulla materia, sulla coscienza umana e su Dio come sua proiezione, collegata all''intuizione della Matematica come Arte (di Franco Luccichenti)


LA BELLEZZA MATEMATICA
(con il ringraziamento dell'Autore per queste riflessioni a Platone, Aristotele, Agostino d'Ippona, Tomaso d'Aquino e ai fisici che hanno indicato la VIA per una comprensione migliore del mondo) 

Una equazione, una formula, una espressione, definiscono con segni (matematici) concetti e speculazioni cruciali per lo sviluppo del pensiero e della conoscenza del mondo.  Un non matematico può scoprire in questi segni e nelle loro modalità di aggregazione una bellezza formale sostanziata dalla componente enigmatica e misteriosa che comunque sottostà alla parte simbolica. Insomma una scrittura misteriosa che viene dalle profondità del pensiero umano e dalle sue misteriose intuizioni.  Direi un fascino paragonabile alla sacralità dei glifi Maya ai geroglifici dell'antico Egitto alla scrittura cuneiforme . Il significante cioè la faccia esterna del segno matematico può avere un valore estetico indipendentemente dal significato e delineare nello spazio del foglio armonia e bellezza.

 

 

EQUAZIONE TEOFANICA  o  EQUAZIONE DI DIO

  

                                             c ( N/0 + 0/N ) =  DIO

 

N è un numero qualsiasi ,c è la costante teofanica che è definita dalla velocità della luce

La luce con il suo calore ha permesso la vita cosciente nell'universo. La materia emersa dal  Big Ben senza la luce e il calore emanato dalle stelle non poteva generare le reazioni chimiche che  hanno nei miliardi di anni portato alla vita sulla terra e presumibilmente nell'universo conosciuto.   N/0 ( N fratto 0 )rappresenta matematicamente l'infinito incommensurabile ,ineffabile che trascende il tempo e lo spazio.  0/N ( 0 frattoN )rappresenta il nulla assoluto inizio e fine di tutte le cose . Dio è appunto sostanziato da queste due entità matematiche che sommate e moltiplicate per c lo potrebbero definire. Aggiungo che i segni matematici sono simboli che esprimono speculazioni del pensiero che per sua natura esplora anche i territori misteriosi dove abita la metafisica .  Qualsiasi valore assuma N l'equazione conserva sempre il suo  significato. Potendo  così assumere infinite configurazioni  conferma la sua natura teofanica.

 

 

L’universo osservato è emerso da un esplosione di materia in assenza di segnali relativi ad alcunché di preesistente.

 

La materia emersa sembra obbedire a un “principio generale di aggregazione”.

 

L’aggregazione che forma nel tempo complessità prima inorganiche poi organiche appare sottoposta ad una azione convulsa e senza scopo se non la pura esplorazione di “possibilità” formali poi esistenziali.

 

Nel dispiegarsi degli eventi e del tempo relativo, una serie di impedimenti naturali  ha escluso  gran parte delle ”possibilità“ di appartenere con continuità allo spazio e al tempo

 

La materia organica, nello sviluppo dei fenomeni, possiede grande capacità di esplorare possibilità e diversità, ma scarsa resistenza a permanere nel tempo.

 

I fenomeni appaiono sottoposti  tutti a vincoli ferrei. ( leggi della fisica )

 

I vincoli della fisica e le criticità ambientali hanno lasciato FILTRARE dopo un tempo, in scala umana molto lungo, la vita cosciente nel nostro pianeta. E’presumibile che il fenomeno non sia rarissimo nell’universo.

 

La coscienza emersa dalla materia permette al mondo di essere osservato e di "rivelarsi”alla vita animale e all’uomo attraverso un complesso sistema sensoriale.

Definisco il fenomeno “autorivelazione del mondo o principio narcisista”.

 

L’interazione tra coscienza umana e universo osservato  ha consentito all’uomo mediante la speculazione intellettuale  di dilatare la sua esperienza spaziale e temporale fino  alle origini del mondo e proiettarsi nel futuro remoto.

 

La coscienza appare così come una possibilità o addirittura come strumento di emancipazione dagli stretti vincoli materiali e spazio temporali dell’essere.

 

La selezione esercitata dai vincoli ambientali e dalle leggi della fisica ha permesso  al mondo materiale di dotarsi, con la vita cosciente, di una “possibilità di trascendere”la mera materialità .

 

Ritengo che la materia che forma l’universo obbedisca a un “principio di emancipazione” dai suoi vincoli strutturali  e che abbia  un destino finalizzato ad accedere a possibilità esistenziali ulteriori nascoste e imprevedibili. La selezione naturale” sottostà” al principio di emancipazione. La vita individuale contribuisce al processo in atto lasciando comunque un “orma” nello spazio e nel tempo fisico. Questa “orma” apparterrà per sempre all’eternità delle cose che sono entrate nel tempo per partecipare e dare impulso al processo “evolutivo”. Forse un "grande attrattore”nel caos cosmico originale ha favorito  tra miliardi di possibilità l’emergere della coscienza dall’universo per permettere alla vita  di superare la fase strettamente fisica che la supporta per aprire alla “possibilità” di accedere  a dimensioni trascendenti e ulteriori.

Il senso della vita è nella partecipazione al processo descritto.

 

 

DIO è una proiezione della coscienza verso l’infinito, pura possibilità che si perde in lontananze remote e inaccessibili. E’in questi luoghi fuori dal tempo che  il desiderio di  trascendenza degli uomini sostanzia dio nella bellezza del mondo .  Dio è un “precipitato”spirituale tra desiderio e possibilità.
Roma 17 / 6 / 2016                                                       di Franco LUCCICHENTI

 


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