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Arte e religione a Tivoli, passione e sentimento in un antichissimo tempio cristiano.

La chiesa di San Silvestro da più di mille anni è un luogo incantevole di incontro mistico e preghiera (di Federico Sirini)


LA TRADITIO LEGIS NELLA CHIESA DI S. SILVESTRO A TIVOLI

 
Bisogna avere un animo ben disposto per entrare in contatto con la sacralità di un tempo, distante e complessa, quasi inspiegabile per noi moderni.
Dall'esterno la chiesa, con i suoi filari di mattoni e il campanile ormai ridotto ad una vela, mi appare come un tempio antico.
E forse lo è.

Attraversando l'unica aula, la sola rimasta dell'originario edificio a tre navate, sento le pareti stringermi e indirizzarmi prepotentemente verso il fulcro del percorso, la parete absidale e la sua decorazione.

Dalla sommità del catino la dextera dei incorona il Cristo, vestito di chitone e himation dorati,  che discende dall'empireo. La ieratica e barbata figura si staglia su un blu profondo, universale, che esclude dalla sua dimensione, ma gli occhi pungenti e vivi richiamano con forza all'evento che si sta verificando: la consegna della nuova legge a Pietro.

Ad attenderlo ci sono infatti i due principi degli apostoli: Pietro, sulla destra, con pastorale e chiavi, riceve dal Signore un rotulo aperto con su scritto «DOMINUS LEGEM DAT»; Paolo, a sinistra, accorre acclamante tenendo in mano anch'egli un cartiglio, recante la scrittura: «mihi vivere christus est et mori lucrum» (Fi 1,21). Gli apostoli indossano una tunica, di cui sono rese con maestria le trasparenze nella parte inferiore, e un pallio voluminoso che li avvolge, seguendo le curve e le linee dei corpi.

La scena si svolge sulla riviera del Giordano, stilizzata con onde multicolore, e incorniciata da due alte palme. Su una delle due palme è posata una rossa fenice, simbolo della resurrezione.

La fissità e l'immobilità sono solo apparenti: gli sguardi, le pose, i gesti e i fluttuare dei panni donano alla rappresentazione una sorta di solenne dinamismo.
Nel lasciarmi alle spalle questa grandiosa teofania sento la religiosità di un millennio fa ancora distante, ma meno incomprensibile.
di
Federico SIRINI   
                  Tivoli (Rm) 22 / 3 / 2017

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