Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, mostra Milano, Palazzo Reale

102_ Michelino da Besozzo o Stefano di Giovanni Madonna del roseto Id 223La grande mostra milanese si ispira esplicitamente, a partire dal titolo, alla storica esposizione Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, che fu allestita nel 1958 nelle stesse sale di Palazzo Reale: un evento che ebbe un’importanza cruciale nell’articolato percorso di moderna ricostruzione critica e filologica della scuola artistica lombarda, a partire dai due secoli, dal primo Trecento al principio del Cinquecento, in cui si definiscono le sue linee cardinali e si chiariscono le sue alte peculiarità.


L’arco cronologico preso in considerazione, per molti versi l’età d’oro dell’arte milanese, include dunque tutta la signoria dei Visconti e poi degli Sforza, attraverso circa duecentocinquanta opere. La rassegna odierna raccoglie i frutti di oltre cinquant’anni di studi, che hanno fatto registrare significativi passi avanti nelle conoscenze, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio milanese e lombardo.
Il percorso espositivo si svolge attraverso una serie di tappe in ordine cronologico, intrecciando pittura, scultura, oreficeria, miniatura, vetrate, frutto di una vitalità figurativa capace di rispondere alle esigenze della civiltà cortese e di conquistare rinomanza internazionale, sancita dalla definizione “ouvraige de Lombardie”.

8_ Scultore lombardo Bianca Maria Visconti Id 670Dopo una sezione introduttiva che presenta una galleria di ritratti delle due dinastie di committenti, la prima sezione si rivolge ai decenni centrali del Trecento. Viene illustrata la svolta impressa dai Visconti alla cultura lombarda, portando artisti “stranieri” come Giotto e Giovanni di Balduccio, aprendo cantieri nelle capitali del ducato, nelle città satelliti, nelle campagne, e fondando biblioteche, come quella di Pavia, che fu una delle più importanti del mondo occidentale.

Tra i vari capolavori esposti si segnalano i manoscritti Liber Pantheon del 1331 e il Libro d’Ore Bodmer dalla Morgan Library, le vetrate dalla chiesa di Santa Maria Matris Domini di Bergamo, opere in marmo di Giovanni di Balduccio, del Maestro di Viboldone e di Bonino da Campione, disegni, tavole e affreschi di Giovanni da Milano, Giusto de’ Menabuoi e del Maestro di San Nicolò dei Celestini.

La seconda tappa si concentra sugli anni attorno al 1400 del grande cantiere del Duomo di Milano dominati da Gian Galeazzo Visconti. La collaborazione con la Fabbrica del Duomo ha permesso di smontare dalle guglie ed esporre in mostra alcune statue della Cattedrale e vetrate, altrimenti difficilmente visibili.
75_ Bottega degli Embriachi Cofanetto Pirano e Tisbe Id 185Al volgere del nuovo secolo, grazie a Gian Galeazzo, la corte milanese allaccia strettissimi rapporti con le altre corti e gli altri grandi cantieri europei - specialmente Parigi, ma anche Praga, Vienna, Budapest, le Fiandre - contribuendo alla fioritura di una cultura tardo-gotica locale.
Protagonisti di questa stagione sono Giovannino de’ Grassi e Michelino da Besozzo: entrambi lavorano al cantiere del Duomo, e vengono rappresentati a Palazzo Reale attraverso opere notevolissime come il Taccuino di disegni, l’Offiziolo Visconti e il Landau Finaly 22 di de’ Grassi, nonché il Libro d’Ore di Michelino da Avignone. Questa straordinaria congiuntura corrisponde all’apice del fasto della corte pavese, verso la quale convergono artisti di primissimo piano, italiani e stranieri come Jean d’Arbois, Gentile da Fabriano e Pisanello.

Nella terza sezione si passa al lungo regno di Filippo Maria Visconti, col quale comincia la crisi del ducato. Michelino da Besozzo lascia Milano e si trasferisce a Venezia, Verona e Vicenza: di lui vengono presentate le tavole conservate presso i musei di Verona (Civici Musei d’Arte - Museo di Castelvecchio), Siena (Pinacoteca Nazionale) e New York (Metropolitan Museum), accanto al polittico con Madonna col Bambino, Santo e donatore (1447) del cosiddetto Maestro Paroto; e ancora pale d’altare, messali, miniature, e infine i celebri Tarocchi di Bonifacio Bembo, del quale sarà eccezionalmente ricomposto in mostra il capolavoro costituito dall’Incoronazione del Museo di Cremona e dalle due tavole che l’affiancavano, ora al Museo di Denver.

32_ Bonino da Campione Prudenza marmo Id 205La quarta sezione mette a fuoco lo snodo storico tra la fine dinastica dei Visconti, la presa di potere di Francesco Sforza e il governo di Galeazzo Maria Sforza, allorquando il progressivo spostamento della sede della corte da Pavia a Milano facilita l’avvento di nuove maestranze e nuove tendenze.

È il periodo delle botteghe che si spartiscono il lavoro delle grandi imprese decorative al Castello Sforzesco a Milano e a Pavia, che vedono all’opera artisti come Foppa, Bembo, Zanetto Bugatto, Bergognone. Si ammirano qui opere come i Santi Stefano e Ambrogio di Donato de Bardi, le tavole di Vincenzo Foppa da Pisa e dalla Pinacoteca di Brera, un Cristo in pietà tra i santi Ambrogio e Agostino, del Maestro di Chiaravalle, la Madonna con bambino e angeli di Zanetto Bugatto dalla Collezione Villa Cagnola - Gazzada (Varese), riavvicinata agli altri elementi che l’affiancavano (Santi ora in collezione privata), e infine il prezioso trittico di Gottardo Scotti del Museo Poldi Pezzoli.

La quinta e ultima tappa è dedicata agli anni di Ludovico il Moro e alla spaccatura provocata dalla sua caduta e dall’arrivo dei Francesi: un periodo di cambiamenti radicali nell’urbanistica, nell’architettura e in generale nella produzione artistica grazie alla presenza a Milano di Bramante, Leonardo e Bramantino.

81_ Maestro De Natura Deorum Cicerone Id 132 In questi anni Milano esporta beni di lusso come smalti, oreficerie, ricami, spesso eseguiti sulla base di progetti elaborati da artisti di primo piano. La produzione artistica locale è animata da uno spirito di confronto e concorrenza rispetto alle altre corti padane, in particolare Ferrara, Bologna e Mantova. A dar conto di questa congiuntura, sono state convocate in mostra sculture in marmo di Giovanni Antonio Amadeo, vetrate dal Duomo di Milano e alcune tavole di Bernardino Butinone e di Vincenzo Foppa, tra cui la mirabile Annunciazione (1500 circa) dal Palazzo Borromeo all’Isola Bella (Stresa) e la Madonna in trono con il Bambino e angeli dal Musée des Beaux-Arts di Digione; e ancora due tavole di Bernando Zenale dagli Uffizi, la Madonna in trono con il Bambino e il Salvator Mundi di Bergognone dalla collezione Borromeo, il celeberrimo manoscritto Ore all’uso degli Umiliati, dalla British Library di Londra, e una serie di strepitose opere di oreficeria, reliquiari, medaglioni, messali, manoscritti, bronzi.
La mostra si chiude con opere che attestano l’enorme impatto avuto in Lombardia da Leonardo e Bramante, con dipinti di Giovanni Antonio Boltraffio, Ambrogio de Predis, Bernardo Zenale.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, coprodotta da Palazzo Reale e da Skira editore, la mostra è parte di “Expo in città”, il palinsesto di iniziative culturali che si svolgeranno durante il semestre dell’Esposizione Universale.
Lu. Bor., 14/03/2015

139_ Bonifacio Bembo Incoronazione di Cristo e Maria Id 257ARTE LOMBARDA DAI VISCONTI AGLI SFORZA

Milano al centro dell'Europa
Milano, Palazzo Reale
12 marzo - 28 giugno 2015

ORARI:
Lunedì: 14.30-19.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 9.30-19.30
Giovedì e Sabato: 9.30-22.30

BIGLIETTI:
Intero € 12,00 - Ridotto € 10,00

www.viscontisforza.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

CATALOGO SKIRA

DIDASCALIE IMMAGINI:
1. Michelino da Besozzo o Stefano di Giovanni, Madonna del roseto (Madonna col Bambino e Santa Caterina) (1420)
tempera su tavola trasportata su tela; 130 x 95 x 2,4 cm, Verona, Civici Musei d’Arte - Museo di Castelvecchio

2. Scultore lombardo, Bianca Maria Visconti (1460-1480)
marmo; 45x11,5 cm, Milano, Raccolte d’Arte Antica, Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco
3.
Bottega degli Embriachi, Cofanetto con la storia di Piramo e Tisbe (Fine del XIV o inizi del XV secolo)
avorio e legno intagliato; 42 x 33 cm, Bologna, Museo Civico Medievale

4. Bonino da Campione, Prudenza (1360-1370 circa)
marmo, 67,7x19,1x15,2 cm, Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection
5. Maestro del De Natura Deorum, Cicerone, De Natura Deorum (1400-1402)
manoscritto; 30 x 23 x 3 cm, Parigi, Bibliothèque Nationale de France
6. Bonifacio Bembo, Trittico, Incoronazione di Cristo e Maria (pala centrale)
tempera su tavola; 103 x 68,4 cm, Cremona, Museo Civico “Ala Ponzone”


 

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