Augusto. La visione di una nuova era - da ottobre alle Scuderie del Quirinale

Augusto Pontefice_Palazzo Massimo_partLe Scuderie del Quirinale celebreranno la figura di Augusto in occasione del bimillenario della morte, avvenuta a Nola il 19 agosto del 14 d. C., con una grande mostra dedicata al primo imperatore romano. L’esposizione, curata da Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce, Annalisa Lo Monaco, Cécile Giroire e Daniel Roger, è organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo – Scuderie del Quirinale e i Musei Capitolini di Roma, in collaborazione con la Réunion des musées nationaux – Grand Palais e il Musée du Louvre di Parigi.


Articolata in varie sezioni, il progetto intende offrire al visitatore un parallelo tra la vicenda biografica di Cesare Ottaviano Augusto e la contemporanea evoluzione politica di Roma. Egli, infatti, riuscì ad imporsi in un delicato momento di passaggio e di svolta, traghettando la città dalla Repubblica all’Impero. Nipote e figlio adottivo di Giulio Cesare, Augusto riuscì nell’arduo intento di porre fine a decenni di lotte intestine che avevano indebolito le secolari strutture repubblicane, inaugurando con l’impero non solo una nuova stagione politica, durata sotto il suo dominio oltre quarant’anni, ma anche – e soprattutto – una nuova epoca culturale.

Capitello di lesena dal tempio di Marte Ultore_Mercati Traiano_partL’ascesa di Augusto fu puntellata da una serie di successi; egli ricoprì ogni carica del cursus honorum, introducendo riforme di grande rilievo e influenza duratura in ogni ambito del sistema politico, da quello amministrativo ed economico e monetario a quello militare e difensivo; favorì, inoltre, la produzione culturale al fine di veicolare l’idea di una nuova età dell’oro, programma sostenuto dal suo influente consigliere Mecenate, come hanno dimostrato gli studi magistrali di Paul Zanker (Augusto e il potere delle immagini, Torino 1989). Infine, promosse la costruzione di nuovi monumentali edifici, esortando anche i privati “affinché, ognuno secondo le proprie disponibilità, adornasse la città di nuovi templi oppure restaurasse ed arricchisse quelli già esistenti” (Svetonio, Augustus, 29).

L’agognata conclusione delle guerre civili che avevano funestato gli ultimi anni della Res publica fu presentata, con abilissima capacità propagandistica, come un'epoca di pace e di prosperità, resa possibile e garantita dall’operato di Cesare Ottaviano, il cui stesso appellativo di Augustus, conferitogli dal Senato nel 27 a. C., fu il risultato di un’oculata scelta comunicativa e “di immagine” che lo presentava agli occhi del popolo come colui che aveva risollevato del sorti del bene comune. L’Ara Pacis Augustae, il notissimo monumento del Campo Marzio, celebra, d’altra parte, proprio il raggiungimento della Pax Romana.

Testa di Ulisse_forse gruppo dell'accecamento di Polifemo_ marmo_Sperlonga_Museo Archeologico NazionaleA partire dal prossimo 18 ottobre, la mostra, tramite una selezione di opere provenienti dai principali musei del mondo, che comprende statue, ritratti, arredi domestici in bronzo, argento e vetro, gioielli in oro e pietre preziose, offrirà l’opportunità non solo di ammirare pezzi di grande valore artistico, ma anche di misurare la nascita e l’evoluzione di un nuovo linguaggio, segno eloquente di un’epoca culturale che ha contribuito grandemente allo sviluppo successivo della civiltà occidentale.
Michela Corso, 20/8/2013

Augusto. La visione di una nuova era
Scuderie del Quirinale, Roma
18 ottobre 2013 – 9 febbraio 2014

Biglietti
Intero € 12,00
Ridotto € 9,50

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