Bernardino LICINIO (Venezia 1588 circa, ante 1565), appartenne ad  una famiglia originaria di Poscante, nel Bergamasco. I suoi natali sono stati ipotizzati a Venezia, anche se su questo dato non ci sono conferme documentarie. Bernardino fu il secondogenito di Antonio Licinio, pittore a sua volta, anche se non ne sono note le opere. La critica che si è occupata degli studi sul pittore conviene nel situare la data di nascita all'incirca alla fine degli anni Ottanta del Quattrocento. La deduzione sulla data della nascita prende le mosse dalle prime notizie documentarie che lo riguardano e che risalgono al 1511, quando egli risultava già orfano di padre e attivo professionalmente a Venezia, così come appaiono deducibili dalla data di nascita del terzo fratello registrata nel 1491. Il fratello maggiore Arrigo, di poco più anziano, esercitò anche lui la professione di pittore, e con ogni probabilità lavorò esclusivamente nella bottega del più abile fratello minore, stante che si conoscono solo le opere firmate da Licinio e non del fratello che tuttavia dovette, all’ombra di questi, realizzare opere proprie.
Ciò sarebbe confermato dalla notevole differenza qualitativa che si può constatare in molte opere assegnate al Licinio, e in qualche caso anche da lui firmate, che quasi certamente furono realizzate in parte dal fratello maggiore o dalla bottega dove apprendeva l’ars pingendi il nipote Giulio. Il fratello Arrigo è documentato a Venezia dal 1512 sino al 1551 sempre in qualità di testimone in atti notarili, nei quali egli specifica sistematicamente la propria qualifica di pittore e di figlio di Antonio. Il terzogenito di Antonio Licinio fu Zuane Battista, che divenne prete e ricoprì la carica di parroco di S. Cassiano, a Venezia. Dell’ultimo dei fratelli sono note la data di nascita, 1491, e quella di morte, 1568, che aiutano a orientarsi sulla presunta data di nascita dei due fratelli maggiori. Nel 1565 il sacerdote Zuane Battista dettò il proprio testamento. Da questo atto notarile si evince che ambedue i fratelli maggiori per assenza di notizie dovevano essere già deceduti. Bernardino Licinio ebbe come riferimento formativo Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Vittore Carpaccio.  Successivamente guardò a Giorgione da Castelfranco, Palma il Vecchio, Tiziano, Lotto ed infine il Moroni. Licinio fu tra i  primi a sperimentare nella pittura italiana il ritratto di gruppo, e specialmente familiare, con le figure spesso rappresentate a mezzo busto.
La ritrattistica costituì la sua specializzazione, anche se non arrivò agli esiti altissimi di pittori del calibro di Giovan Battista Moroni. Le commissioni pubbliche per pale di altare nella produzione del Licinio sono rarefatte limitandosi a pochissimi esemplari quali il Trittico della Resurrezione, conservato a Lonato (Brescia) nella chiesa di S. Giovanni Battista . Dimenticato per molto tempo Bernardino Licinio è stato all’inizio del secolo scorso riscoperto da Gustav Ludwig nel 1903. Parte della critica in passato, specialmente agli inizi del Novecento e per buona parte di esso, si è mostrata ingenerosa con Licinio additandolo di mediocre levatura. Tuttavia, oggi, sembra che l’incerto giudizio degli studiosi del passato sia da ascrivere al fatto che alcune opere del Licinio non siano del tutto ascrivibili ad esso, ma alla mano del fratello o a quelle giovanili di cui non si sa nulla.
La differenza qualitativa che emerge tra alcune opere certe del Licinio ed altre attribuite può essere messa in relazione anche con la bottega. Nel 1531, esempio ne è la modesta Madonna con Bambino in trono fra dieci santi francescani, conservata a Veglia (Krk), nella chiesa di S. Francesco. Tuttavia la critica più recente sta recuperando la figura del pittore di origine Bergamasca distinguendo ciò che sia ascrivibile al solo pittore o agli aiuti, e nella mostra in corso a Castelfranco “Le trame di Giorgione”, Bernardino Licinio, appare come uno dei protagonisti del contesto storico ricostruito con due opere rappresentati due dame, concorrendo ai percorsi tra costume e tessuti e la storia dell’arte nella gloriosa repubblica veneziana che nella mostra di Castelfranco si voluta celebrare.
 
Redazione, 26.2.2018
 
Didascalia:
 Ritratto della famiglia di Arrigo Licinio, 1535 40. Roma, Galleria Borghese
Ritratti di dama con acconciatura detta balzo.
Ritratto di dama con animale
Ritratto di famiglia 1520 circa San Pietroburgo Hermitage.
 

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