antonio_canova_ercole_e_lica_galleryLa mostra è imperniata su un nucleo di 79 disegni selezionati all’interno del grande fondo di circa 1800 fogli di proprietà del Museo Civico di Bassano, che fu donato a metà Ottocento da Giambattista Sartori Canova, fratellastro dell’artista e suo erede universale. Oltre ai disegni sono esposte 15 acqueforti delle opere realizzate, 6 modelli originali in gesso, 4 tempere, un dipinto ad olio, due terrecotte e due marmi: un insieme che permette di visualizzare tutto il processo che si sviluppa dalla fase ideativa alla realizzazione dell’opera.
 
Una prima sezione della mostra seleziona un gruppo di fogli attraverso i quali si evidenzia la varietà del segno grafico di Canova e i suoi metodi di progettazione. Partendo dal disegno, l’esposizione individua due fondamentali percorsi di lettura dell’opera canoviana: il rapporto con la scultura antica delle collezioni romane e quello con i protagonisti della storia e della cultura del suo tempo. Si possono così ammirare i disegni per i monumenti e le sculture di Clemente XIV, Napoleone Bonaparte, Maria Luisa d’Asburgo, Maria Cristina d’Austria, Carlo III e Ferdinando I di Borbone, George Washington, Vittorio Alfieri, Orazio Nelson, e Paolina Borghese Bonaparte nonché opere commissionate da Re Giorgio IV d’Inghilterra e da Joséphine de Beauharnais Bonaparte.
In questa sezione sono presentate le incisioni fatte eseguire da Canova, che consentono di operare il confronto con l’opera realizzata, nonché cinque bozzetti in gesso e in terracotta e due dipinti, parte integrante del processo realizzativo. Completano e arricchiscono la mostra i disegni per tre opere fondamentali, la Venere Italica, il Creugante e Damosseno per Pio VII e l’Ercole e Lica per il banchiere Torlonia.

Canova “solea gittare in carta il suo pensiero con pochi e semplicissimi tratti, che più volte ritoccava e modificava”. Queste parole scritte da Leopoldo Cicognara al principio dell’Ottocento restituiscono sia l’urgenza della trasposizione del pensiero e dell’immagine sulla carta, sia la funzione privata di questi segni. Ed è proprio l’identificazione del disegno con il pensiero che viene costantemente sottolineata dalle fonti contemporanee, in linea del resto con uno dei punti cardinali della letteratura artistica italiana dal Rinascimento in avanti. “Pensieri delineati a lapis”, è anche l’icastica descrizione dei disegni di Canova da parte del fratello Giambattista Sartori, che interpreta la grafica canoviana come la prima fase dell’ ”invenzione” che consente di leggere e comprendere tutte le fasi successive nel percorso di genesi delle opere.
 
antonio_canova_due_figure_femminili_nude_di_schiena_l_altra_andante_di_profilo_con_braccia_incrociate_al_petto_galleryIl fondo bassanese è costituito da 10 grandi album e 8 taccuini non omogenei nella struttura, comprendenti fogli di dimensioni molto variabili, disegni finiti di accademia e schizzi di getto, progetti interi e parziali per bassorilievi in gesso e grandi sculture a tutto tondo.
 
Mostra a cura di Giuliana Ericani, Direttrice del Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa
 
Catalogo Palombi Editore
 
MUSEO DI ROMA
Piazza San Pantaleo, 10 - 00186 Roma
 
Orario:
Dal martedì alla domenica ore 10.00 - 20.00
Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
 
Biglietto d'ingresso integrato Museo + Mostra: 
Intero € 11,00; Ridotto € 9,00

museodiroma@comune.roma.it
Informazioni: 060608, tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00
 

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