1 - Paul Cézanne_HermitageNel 1907 la retrospettiva di Paul Cézanne al Grand Palais, le sue opere a Firenze nelle collezioni Fabbri e Loeser e l'articolo di Ardengo Soffici sulla rivista senese "Vita d'Arte" segnano, nel cammino dei pittori italiani, il rifiuto della dissoluzione impressionista della forma, per abbracciare lo spirito di geometria e la sintesi formale del classicismo, e i valori plastici della tradizione toscana di Giotto, Masaccio e Piero della Francesca.

La modernità è rappresentata, come in Baudelaire, dalle durezze del presente; la tradizione, invece dai "primitivi", i maestri del Tre e Quattrocento. Quattro opere di Cézanne provenienti dal mercante Vollard partecipano nel 1910 alla mostra fiorentina dell'Impressionismo francese nel Lyceum Club e Soffici la recensisce sulla rivista "La Voce", considerando l'artista francese dotato di qualità creative "orfiche". Anche Boccioni in "Pittura e scultura futuriste" nel 1914 e Carrà nell'articolo "Da Cézanne a noi futuristi" su "Lacerba", e poi su "La ronda" nel '16, si interessano al pittore di Aix-en-Provence. 2 - Paul Cézanne_Richmond VirginiaDodici suoi acquerelli, per lo più paesaggi, partecipano nel '14 alla II Esposizione d'Arte della Secessione nel romano Palazzo delle Esposizioni e nello stesso anno Roberto Longhi lo consacra "il più grande artista dell'era moderna". Cézanne viene considerato un innovatore in quanto padre del cubismo e dell'arte pura, ma al contempo un classico per i valori volumetrici/formali della tradizione nazionale. Un anno dopo la litografia Bagnanti è presente nella sezione "Bianco e nero" della Secessione. Nel 1920 nel padiglione francese della Biennale veneziana si ammirano ben 28 opere di Cézanne, nel vivo del dibattito tra classicismo, rappel all'ordre e arte moderna.


L'interessante mostra del Vittoriano permette di accostare a ventidue opere del maestro francese altri ottantaquattro lavori di grandi artisti italiani del Novecento che hanno risentito della lezione cezanniana per i valori plastico/volumetrici o per l'espressività del colore, costruttivo ma vibratile, nei paesaggi o nei nudi, nelle nature morte o nei ritratti.

6 - MORANDI_Mambo FondazzaDalle case di Soffici e Ottone Rosai (la cui Partita di carte evoca i giocatori cezanniani), a Giorgio Morandi, presente con 10 dipinti, liriche e tonali nature morte, paesaggi (fig. 3) e bagnanti. Quattro le tele di Umberto Boccioni, fra cui tre importanti ritratti, compresi i capolavori monumentali Silvia (Sintesi plastica di figura seduta) e Il Maestro Busoni, (fig. 4) entrambi della GNAM di Roma, mentre di collezione privata è La Sig.ra Cragnolini Fanna, dai vibranti bagliori policromatici, e una Natura morta di terraglie, posate e frutti dalle dinamiche pennellate. Ben tredici i dipinti di Carlo Carrà: sette paesaggi, taluni spogli e brulli come in Giotto e Masaccio (fig. 5), quattro nature morte, un primitivo Ritratto di Ginevra Pavoni e le nude bagnanti ne La libecciata. L'influsso di Cézanne subìto da Gino Severini è testimoniato da 6 opere, fra le quali quattro ritratti, tra cui spicca quello a sanguigna del Busto nudo della moglie Jeanne (figlia del poeta Paul Fort), nonché una natura morta dal cubismo sintetico (Le vase bleu).

8 - BOCCIONI BUSONI_GnamMario Sironi
e' presente con 7 opere, tra l'Autoritratto di collezione privata del 1909, nudi statuari ma anche sintetici (in cui è enfatizzata la monumentalità della figura umana della tradizione italiana, fig. 6) come l’Adamo ed Eva del 1930-‘34, una natura morta e un drammatico Paesaggio di montagna. Felice Carena si appropria della lezione cezanniana in 3 nature morte (fra le quali colpisce in particolare Tempus fugit. Natura morta con teschi e clessidra), due Bagnanti e un plastico Nudo di schiena del '32. Di qualità straordinaria Le uova sul cassettone - a tempera grassa, dal chiaroscuro in sinfonia di grigi -, due espressivi ritratti, tra i quali il Maestro Alfredo Casella, e un "concerto" di nudi.
Tra i maggiori capolavori di Francesco Trombadori le tre strepitose nature morte presenti in mostra: Drappo di damasco e frutta, del 1922, Paura della pittura - con la copertina della rivista "Prospettive" e la monografia con l'autoritratto di Cezanne, vero teatro nel teatro con effetto trompe-l'oeil - e Natura morta con cavoli rossi, boccale e tela. Si ammirano, inoltre, l’intenso ritratto dell'attrice Giovanna Scotto del 1923, il virtuosismo luministico del Viale grande di Villa Strohl-Fern, ove l'artista aveva lo studio (tuttora superstite) e viveva assieme alle sue opere.
Pure notevoli i Limoni di Antonio Donghi, il desolato, invernale Paesaggio di Riccardo Francalancia, i tre plastici Ritratti della moglie di Roberto Melli e il nucleo di opere di Giuseppe Capogrossi, con tre Nature morte dalle sinfonie cromatiche tra tonalità caldi e fredde e Il vestibolo (tutti conservati in collezione privata).

9 - CARRA MERIGGIO_Coll privataChiudono in bellezza l'esposizione, a rappresentare degnamente il senso della lezione cezanniana, i Neofiti neomasacceschi, due Paesaggi, il Ritratto di giovane sarta e La famiglia con terzetto di nudi virili di Corradi Cagli, e infine sei oli di Fausto Pirandello di grande energia espressiva, come la Natura morta con mele, con i pomi spigolosi e quasi squadrati, Il bagno, dove i volumi dei corpi affiorano tra le ortogonali del grillage ligneo e delle sedie, e le due Bagnanti di schiena dalle larghe pennellate, quasi tessere musive dal vivace cromatismo.

La lezione del maestro di Aix-en-Provence presentata nella grande rassegna romana arriva fino al 1960, ma, come sottolineato in conferenza stampa dalla curatrice Maria Teresa Benedetti, avrebbe potuto proseguire anche oltre. In conclusione, un percorso di qualità e anche di notevole soddisfazione visiva quello proposto dalla mostra, che premia senza esterofilia il merito delle eccellenze artistiche italiane del Novecento.
Antonio Giordano, 10/10/2013


10 - SIRONI_GamCézanne e gli artisti italiani del ‘900

5 ottobre 2013 – 2 febbraio 2014
Roma, Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Orario: dal Lunedì al Giovedì 9.30-19.30; Venerdì e Sabato 9.30-23.30;
Domenica 9.30-20.30.
Costo del biglietto: 8.50 intero; 6.00 ridotto
Per informazioni: 06/6780664.
www.comunicareorganizzando.it


Didascalie immagini:
1. Paul Cézanne, Frutta, 1879-80 ca., olio su tela, 46,2 x 55.3 cm, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage Fotografia © Museo Statale Ermitage /Vladimir Terebenin, Leonmard Kheifets, Yuri Molodkovets
2. Paul Cézanne, Ritratto di Victor Chocquet, ca. 1877, Olio su tela, cm 35,24 x 27,31, Virginia Museum of Fine Arts, Richmond, Collection of Mr. And Mrs. Paul Mellon, Photo: Katherine Wetzel, ©Virginia Museum of Fine Arts
3. Giorgio Morandi, Cortile di via Fondazza, 1958, Olio su tela, cm 30,6 x 40,5, Museo Morandi, Bologna
4. Umberto Boccioni, Ritratto del Maestro Busoni, 1916, Olio su tela, cm 176 x 121, Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma - Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. Su gentile concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Foto Alessandro Vasari
5. Carlo Carrà, Meriggio, 1927, cm 88 x 69, Olio su tela, Collezione privata Giorgio Pulazza
6. Mario Sironi, Nudo con fruttiera (Venere), 1923 ca., Olio su tela, cm 100 x 75,5, GAM - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino