Piasecka Johnson, Caravaggio, Bartolomeo Cavarozzi, Sacrificio di Isacco, Andrea del Verrocchio, Botticelli, Sotheby's Londra

Botticelli - Study for a seated St  Joseph - CopiaSotheby’s Londra presenta il  prossimo 9 luglio, all’interno dell’asta riservata a “Old Master and British Paintings”, un gruppo di nove importanti opere dal XV al XVII secolo che provengono dal lascito della grande collezionista Barbara Piasecka Johnson (1937-2013). Spiccano in particolare, al suo interno, tre notevoli e rari disegni fiorentini del Quattrocento (fra cui l’unico foglio di Botticelli apparso sul mercato nell’ultimo secolo), nonché un’opera caravaggesca non meno celebre che discussa. Come nel caso “gemello” della vendita presso Christie’s Londra, il giorno precedente, della Santa Prassede attribuita a Vermeer (vedi su News-art http://www.news-art.it/news/la--santa-prassede--attribuita-a-vermeer-in-vendita-a-londr.htm), anche in questo caso i frutti della vendita sono destinati alla Barbara Piasecka Johnson Foundation, istituzione umanitaria che ha come sua prima missione il supporto  ai bambini affetti da autismo.



Verrocchio workshop - Drapery Study of a kneeling figureWorkshop of Verrocchio - Drapery Study of a figure facing rightPunta di diamante del prezioso nucleo rinascimentale fiorentino posto all’incanto è ovviamente il disegno di Sandro Botticelli (1445-1510), l’unico del grande artista ancora in mani private: uno Studio di san Giuseppe seduto databile alla fine degli anni Ottanta del Quattrocento (stima £ 1-1.5 million, ca. € 1.250.000/1.900.000, fig. 1). Il disegno presenta una speciale importanza sotto il profilo storico-artistico, essendo il solo, fra quelli riferiti con generale consenso a Botticelli, che possa essere puntualmente ricondotto a una sua opera pittorica: la figura costituisce, infatti, uno studio preparatorio per il S. Giuseppe del tondo raffigurante la Natività con S. Giovanni Battista, conservato a Buscot Park.

Accompagnano il disegno di Botticelli due eccezionali e tipici Studi di panneggio eseguiti, con ogni probabilità nell’ottavo decennio del Quattrocento, all’interno della più importante bottega fiorentina dell’epoca, quella di Andrea del Verrocchio (stima £1.5-2 milioni, ca. €1.900.000-2.500.000, ciascuno, figg. 2-3). Con l’eccezione di questi due, tutti gli altri fogli raffiguranti drappeggi riferiti all’ambito del Verrocchio - ove, com’è ben noto, si formò col massimo costrutto lo stesso Leonardo da Vinci, al quale in passato tali studi vennero regolarmente accostati - si trovano oggi conservati nella più importanti istituzioni museali pubbliche europee.

Ma nonostante la superba e davvero rara qualità del piccolo blocco di disegni fiorentini, a fare soprattutto scalpore nel nucleo Piasecka Johnson che viene ora messo in vendita da Sotheby’s è soprattutto il potente e monumentale Sacrificio di Isacco, esito tra i più noti e attributivamente controversi del "movimento" caravaggesco, che viene ora proposto in vendita col diretto riferimento, nuovo e a tutta prima sorprendente, all’eccellente seguace di Caravaggio, Bartolomeo Cavarozzi (fig. 4).
 
Cavarozzi -Sacrifice of Isaac

Dopo il suo periodo di formazione e i suoi primi successi a Roma, il viterbese Cavarozzi si trasferì nel 1615 a Madrid, dove viene oggi suggerito che egli possa aver eseguito il presente Sacrificio di Isacco: opera che, ove l’attribuzione trovasse decisivi o almeno sostanziosi elementi di conferma, dovrebbe essere considerata tra i suoi capolavori.
La stima di catalogo (est. £3-5 million, ca. € 4-6.000.000) appare in effetti vertiginosa rispetto a tutti i più brillanti exploit di vendita di Cavarozzi: ma è evidente che su essa, e in genere sul dipinto, aleggia pesantemente la storia critica della tela, che vanta una vastissima letteratura in cui esso è stato preso in considerazione (anche da specialisti autorevoli e più che accreditati) come autografo di Caravaggio.
Negli scorsi decenni l’opera è stata più volte esposta senza esitazioni col nome del grande pittore (anche in Italia, in almeno due circostanze), sebbene sempre accompagnata, pur nella constatazione dell’alto livello qualitativo, da più o meno espliciti dubbi sulla persuasività di tale attribuzione: dubbi che nel tempo hanno dato vita a varie ipotesi alternative (la più ricorrente e incisiva delle quali facente capo a Bartolomeo Manfredi), le quali, però, si sono sempre un po’ arenate sulla difficoltà di approdare a una proposta davvero soddisfacente, se non conclusiva.
A complicare ulteriormente la vicenda, anche la presenza di un numero considerevole di copie, fedeli o variate, comunque d’epoca, alcune delle quali di notevole fattura, che sembrano giustificabili solo in quanto derivazioni da un importante originale di Caravaggio, il cui prototipo potrebbe però essere perduto e dunque non corrispondere ad alcuno degli esemplari oggi noti.

Sta di fatto che quest’ultimo riferimento “secco” a Cavarozzi - per quanto interessante e non assurdo - fa l’effetto non solo di un tentativo di aggiramento, tramite un declassamento comunque clamoroso, dei problemi filologici (forse insolubili) che il dipinto presenta, ma anche di una strategia commerciale che, in forza della stima iperbolica, e ovviamente giocando sulla fama dell'opera, intende lasciare il più ampio spazio a tutte le suggestioni attribuzionistiche che la sua fortuna critica autorizza, e che si situano evidentemente molto oltre il nome proposto.
Luca Bortolotti, 15/06/2014

Didascalie immagini:
FROM THE ESTATE OF BARBARA PIASECKA JOHNSON
1. Sandro Botticelli
Studio per San Giuseppe Seduto
Penna, inchiostro marrone con lumeggiature in gesso Bianco su carta
Quadrettato in gesso nero, 129 x 124 mm
Est. £ 1-1.5 milioni
2. Workshop of Andrea del Verrocchio, circa 1470
Drapery Study of a kneeling figure
Est. £1.5-2 million
3. Workshop of Andrea del Verrocchio, circa 1470
Drapery Study of a figure facing right
Est. £1.5-2 million
4.  Bartolomeo Cavarozzi
The Sacrifice of Isaac
Oil on canvas, 116 x 173 cm
Est. £3-5 million


 

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