EMILIO ISGRÒ Modello Italia (2013 – 1964) - mostra GNAM Roma

3_Modello Italia_tm su tela montata su legno,300 x 190 cm, 2012Il mio Modello Italia è un modello identitario che, partendo dall’arte, vuol recuperare quella unicità culturale che dal Rinascimento al Futurismo ha imposto l’Italia al rispetto del mondo. Perché sì, è vero, siamo economicamente e politicamente in crisi, una piccola potenza ormai. E tuttavia restiamo pur sempre una grande potenza culturale in grado di competere sui mercati globali. È da questa consapevolezza che dobbiamo ripartire noi artisti se vogliamo segnare le vie del coraggio anche all’economia e alla politica (…)”, Emilio Isgrò.


La mostra dedicata dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Emilio Isgrò, Modello Italia (2013 – 1964), in tutti i sensi prende le mosse all'incirca dove si arrestava la grande antologica tenutasi nel 2008 presso il Centro per l’arte contemporanea "Luigi Pecci" di Prato, intitolata Dichiaro di essere Emilio Isgrò.
Affermando la propria identità, Isgrò - siciliano di nascita, ma da più di mezzo secolo residente e attivo a Milano - sanciva in quella circostanza, in forma quasi imperiosa, un'orgogliosa assunzione di responsabilità (d'accordo, peraltro, con una produzione che ha sempre fatto perno sulle implicazioni culturali, civili e politiche intrinseche al lavoro dell'artista) rispetto al suo precedente percorso creativo e intellettuale, dando inizio al contempo a una nuova stagione artistica.

Intento dell’esposizione della GNAM è di dimostrare tanto l’attualità del lavoro di Emilio Isgrò, quanto la coerenza del suo itinerario, all’interno del quale anche le produzioni più recenti mantengono un saldo legame di linguaggio e di progetto con le prime. E’ così che le complesse e grandi opere e installazioni dell’ultimo periodo recuperano elementi propri già dei lavori degli anni Sessanta e Settanta, insistendo sugli stessi segni primitivi caratteristici della ricerca dell’artista, di rilievo primario negli svolgimenti delle correnti della Poesia Visiva e dell'Arte Concettuale.

Emilio_Isgrò_L'ora_Italiana_1986L’esposizione procede a ritroso prendendo avvio dai lavori degli ultimi cinque anni: Weltanschauung (2007), Dichiaro di essere Emilio Isgrò (2008), Fratelli d’Italia (2009), Sbarco a Marsala, La Costituzione cancellata, L'Italia che dorme, Var ve yok e Codici ottomani (tutti del 2010), Cancellazione del debito pubblico (2011), fino a Modello Italia (2012, fig. 1). A questi lavori si aggiunge un gruppo di opere inedite: una serie di giornali italiani cancellati che intende affermare la necessità di una rinascita culturale e politica del nostro Paese.
Al piano superiore della Galleria è presente, invece, una selezione di lavori più antichi e ben noti, come Volkswagen (1964), Jacqueline (1965), Enciclopedia Treccani (1970), nonché i primi Libri cancellati, i Telex, i Semi d'arancia, il Particolare ingrandito di Gianni Agnelli, fino a Ora italiana (fig. 2), ispirato alla strage di Bologna.

Il catalogo Electa amplia lo sguardo sull’artista avvalendosi dei contributi di personaggi della cultura non necessariamente legati al mondo dell’arte (tra gli altri Gillo Dorfles e Maurizio Cattelan, ma anche Ferruccio de Bortoli, lo scrittore Aldo Nove, il regista Roberto Andò).

Nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1937, Emilio Isgrò si trasferisce a Milano nel 1956. Fin dagli esordi accompagna la produzione artistica con l’attività di scrittore e poeta. Proprio nel 1956 pubblica per le Edizioni Arturo Schwarz la raccolta di poesie Fiere del Sud. Nel 1964 realizza le prime Cancellature, che diverranno presto la sua sigla poetica dominante: libri completamente cancellati, che rappresentano un significativo contributo agli sviluppi della Poesia Visiva e dell’Arte Concettuale. Nel 1966 pubblica Dichiarazione 1, in cui precisa la sua concezione di poesia come “arte generale del segno”. Nel 1972 è invitato alla XXXVI Biennale d’Arte di Venezia, a cui parteciperà anche nel 1978, nel 1986 e nel 1993. Nel 1977 riceve il primo premio alla XIV Biennale d’Arte di San Paolo del Brasile. Nel 1979 alla Rotonda della Besana di Milano presenta Chopin, partitura per 15 pianoforti. Nel triennio 1983-1985 dà l’avvio con la trilogia L’Orestea di Gibellina ai grandi spettacoli della Valle del Belice. Nel 1985 il Teatro alla Scala gli commissiona l’installazione multimediale La veglia di Bach, allestita nella Chiesa di San Carpoforo a Milano. Nel 1990 ultima il suo nuovo testo Teoria della cancellatura. Nel 1992 partecipa alla collettiva The artist and the book in twentieth-century Italy organizzata dal MoMA di New York e nel 1994 a I libri d’artista italiani del Novecento alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Nel 1998 dona al suo paese natale il gigantesco Seme d’arancia. Nel 2001 inaugura l’antologica Emilio Isgrò 1964-2000 nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a Palermo. Al 2008 risale la retrospettiva Dichiaro di essere Emilio Isgrò, ospitata dal Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato e al 2009 Fratelli d’Italia, monografica ospitata al Palazzo delle Stelline di Milano.
(Lu.Bo., 29/05/2013)

Didascalie immagini:
1. Emilio Isgrò
, Modello Italia, acrilico su tela montata su legno, cm. 300 x 190, 2012;
2. Emilio Isgrò, L’ora italiana (part. dell'opera costituita da venti tondi), Riporto fotografico, acrilico e assemblage (orologio) su tavola,
1986, Collezioni Intesa Sanpaolo, Gallerie d'Italia - Piazza Scala, Milano.

Emilio Isgrò. Modello Italia (2013-1964)
a cura di Angelandreina Rorro (GNAM)
20 Giugno - 6 ottobre 2013
GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma
Orari di apertura:
martedì - domenica dalle 10.30 alle 19.30
Chiusura il lunedì
Informazioni tel. +39 06 32298221
www.gnam.beniculturali.it

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