2_ EW_MandelaFino al 15 settembre 2013 si può visitare al PAC di Milano, dopo le tappe a New York e Monaco di Baviera, la grande mostra RISE AND FALL OF APARTHEID. Photography and the Bureaucracy of Everyday Life, ideata dall'ICP International Center of Photography di New York: una raccolta veramente esaustiva di immagini che ricostruisce in ogni sua piega la triste pagina dell’apartheid in Sud Africa.


L’esposizione si avvale della prestigiosa curatela di Okwui Enwezor, in collaborazione con Rory Bester, e presenta il lavoro di una settantina tra fotografi, artisti e registi per un totale di circa 500 immagini. Attraverso fotografie, reportage, filmati, riviste, poster, dipinti, video, la mostra intende fornire una documentazione capillare e analitica dell'apartheid e dei suoi effetti duraturi sulla vita quotidiana e sulla società in Sud Africa. Essa illustra oltre 60 anni di produzione fotografica e artistica sudafricana, ricostruendo attraverso un tessuto articolatissimo di materiali iconografici, la memoria storica e l’identità del Paese, ed evidenziando, al contempo, l'importanza politica del ruolo svolto da Nelson Mandela.


6_ _Magubane_Sharpeville ShootingL’apartheid, sistema di segregazione razziale finalizzato a mantenere il potere nelle mani della popolazione bianca, dopo la sorprendente vittoria elettorale dell’Afrikaner National Party nel 1948 fu ratificato attraverso un'ampia serie di interventi legislativi, che ne fecero la piattaforma politica ufficiale del nazionalismo afrikaner. Diventato progressivamente sempre più violento verso tutte le comunità non bianche, l’apartheid ha determinato la riorganizzazione delle strutture civili, economiche e politiche del Sud Africa, coinvolgendo perfino gli aspetti più ordinari e quotidiani dell'esistenza e trasformando le istituzioni con l'unico scopo di privare africani, meticci e asiatici dei basilari diritti civili.

La mostra parte dall’idea che la salita al potere del Partito Nazionale Afrikaner e la conseguente introduzione dell'apartheid abbiano modificato la percezione del Paese, implicando lo scatto da un contesto coloniale basato sulla segregazione razziale a una realtà vivacemente dibattuta, imperniata sugli ideali di uguaglianza e democrazia, e sulla riflessione intorno al tema dei diritti civili. Nel registrare questa metamorfosi storica e culturale, la fotografia ha piegato la propria natura sul fronte dello strumento sociale e politico, registrando la situazione del Sud Africa e della lotta all'apartheid in modo critico e incisivo.

7_ MagubaneL'esposizione prende avvio da due documenti che illustrano, rispettivamente, la salita al potere del Partito Nazionale Afrikaner nel 1948 e il discorso dell'ultimo Presidente bianco Frederik De Klerk del 1990, in cui viene annunciata la liberazione di Nelson Mandela: le due tappe che hanno ufficialmente costituito l’inizio e la fine dell’apartheid. Le immagini ufficiali e auto-celebrative del regime bianco sono quindi alternate a quelle impegnate a dar conto della vita e della cultura della popolazione nera in ogni suo aspetto, sino alla rappresentazione dei momenti di lotta e ribellione.

La rassegna illustra adeguatamente il lavoro dei membri del Drum Magazine negli anni '50, dell’Afrapix Collective degli anni '80 e ai reportage del cosiddetto Bang Bang Club, ma anche le opere di fotografi sudafricani d'avanguardia come Leon Levson, Eli Weinberg, David Goldblatt, Peter Magubane, Alf Khumalo, Jurgen Schadeberg, Sam Nzima, Ernest Cole, George Hallet, Omar Badsha, Gideon Mendel, Paul Weinberg, Kevin Carter, Joao Silva e Greg Marinovich. In mostra anche le opere di fotografi sudafricani più giovani, tra cui Sabelo Mlangeni e Thabiso Sekgale, che esplorano gli effetti ancora vivi dell’apartheid.

10_ de Vlieg_Pauline Moloise_11x17Sono poi esposti lavori di artisti contemporanei sud-africani, quali Sue Williamson, Jo Ractliffe, Jane Alexander, Santu Mofokeng, Guy Tillim, Hans Haacke, fra cui spiccano soprattutto le opere di Adrian Piper e William Kentridge.

Accompagna la mostra la versione originale del catalogo in inglese, pure a cura di Okwui Enwezor e Rory Bester.
 
RISE AND FALL OF APARTHEID: Photography and the Bureaucracy of Everyday Life è stata realizzata grazie al contributo di Mark McCain e Caro Macdonald/Eye and I; della Andy Warhol Foundation for the Visual Arts; del National Endowment for the Arts; della Joseph and Joan Cullman Foundation for the Arts; di Deborah Jerome e Peter Guggenheimer; del New York City Department Cultural insieme con il City Council; della Robert Mapplethorpe Foundation.
Lu.Bor., 31/08/2013

OKWUI ENWEZOR è il Direttore della Haus der Kunst di Monaco. In precedenza è stato Curatore aggiunto all'ICP e Dean of Academic Affairs (Decano degli Affari Accademici) e Senior Vice Presidente all'Art Institute di San Francisco. Più recentemente è stato direttore artistico della Triennale 2012 al Palais de Tokio di Parigi, Direttore Artistico della Seconda Biennale di Johannesburg (1997), di Documenta 11 (2002), della Settima Biennale di Gwangju (2008). Enwezor è stato altresì Visiting Professor presso il Kirk Varnedoe Institute of Fine Arts, della New York University. E’ anche l'editore e il fondatore di Nka: Journal of Contemporary African Art (Giornale dell’Arte Africana Contemporanea).
ICP International Center of Photography è stato fondato nel 1974 da Cornell Capa (1918 - 2008). Attraverso il museo e i programmi didattici e sociali, l’istituzione sottolinea come la fotografia sia in grado di aprire nuove opportunità di espressione personale ed estetica, di trasformare la cultura popolare e di continuare ad evolversi avvalendosi delle nuove tecnologie. ICP ha presentato oltre 500 mostre e ha organizzato migliaia di corsi e laboratori (www.icp.org).

15_ Greame Williams, Nelson Mandela con la moglie Winnie 1990RISE AND FALL OF APARTHEID. PHOTOGRAPHY AND THE BUREAUCRACY OF EVERYDAY LIFE
A cura di Okwui  Enwezor con Rory Bester
9 luglio - 15 settembre 2013
Orari:
martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 09.30 – 19.30
giovedì 09.30 - 22.30 - lunedì chiuso
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro 14 , Milano
02 884 46359/360
www.comune.milano.it/pac
www.facebook.com/pac
Catalogo PRESTEL



Didascalie immagini:

1. Eli Weinberg, Nelson Mandela ritratto mentre indossa perline tradizionali ed è avvolto in un lenzuolo. Qui si nascondeva dalla polizia durante il periodo trascorso come versione nera della  ‘primula rossa’ 1961. Per gentile concessione di IDAFSA.
2. Peter Magubane, Sparatoria a Sharpeville, 21 marzo 1960. © International Center of Photography, dono del Dr. Peter Magubane.
3. Peter Magubane, Funerali a Sharpeville: nel cimitero c’erano più di 5.000 persone, Maggio 1960. Per gentile concessione del Baileys African History Archive.
4. Gille de Vlieg, Pauline Moloise (madre di Ben), due donne e Winnie Madikizela Mandela piangono al servizio funebre per Benjamin Moloise, impiccato qualche ora prima di quella stessa mattina. Khotso House, Johannesburg, 18 ottobre 1985. © Gille de Vlieg.
5. Greame Williams, Nelson Mandela con la moglie Winnie, 1990
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