Giorgio Vasari e l'Allegoria della Pazienza - Firenze, 26 novembre 2013 - 5 gennaio 2014

Vasari Giorgio_Gaspar Becerra_Allegoria della Pazienza_Firenze_Galleria PalatinaSono trascorsi 76 anni da quando, sul “Journal” del Warburg Institute, Rudolf Wittkower spiegava con la consueta magistrale erudizione parte del significato della cosiddetta Allegoria della Pazienza conservata a Palazzo Pitti (Patience and Chance: The Story of a Political Emblem, vol. 1, n. 2 (1937), pp. 171-177). Il museo fiorentino dedica ora una mostra centrata sul dipinto, esaminando, tra l’altro, le influenze esercitate dall’iconografia della tela su una piccola serie di opere pressoché contemporanee e considerando i sensi del concetto di pazienza nella cultura rinascimentale.

Vasari Giorgio_Gaspar Becerra_Allegoria della Pazienza_Firenze_Galleria Palatina(part_)Il progetto nasce da una serie di indagini che Barbara Agosti e Anna Bisceglia, curatrice della mostra, hanno dedicato di recente al quadro, proponendo di considerarlo frutto della collaborazione tra Giorgio Vasari e Gaspar Becerra, artista spagnolo attivo tra Roma e Firenze nei decenni centrali del Cinquecento (si veda in proposito: B. Agosti, A. Bisceglia, Il caso della Pazienza della Galleria Palatina, in Atti e memorie della Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze, n. s., 72/73, 2010/11 (2012), pp. 73-88). Al pittore e storiografo aretino spettò l’invenzione del tema, mentre al Becerra – secondo la nuova proposta attributiva – toccò lavorare al compimento dell’immagine.

Il dipinto, in ogni caso, fu commissionato a Vasari da Bernardetto Minerbetti, vescovo di Arezzo e ambasciatore di Cosimo I de’Medici. Il prelato, non potendosi permettere un lavoro di Michelangelo, aveva invitato l’amico Vasari a chiedere consiglio al genio di Caprese su come elaborare un’immagine in grado di personificare la virtù della pazienza, che compariva anche nella sua impresa. Dal carteggio tra il committente e il pittore, tuttavia, si evince che il Buonarroti si limitò a scegliere tra i disegni vasariani quello ritenuto più adatto a rappresentare il concetto. Vasari inviò il foglio al vescovo accompagnandolo con una lunga descrizione, chiave d’accesso essenziale al complicato sistema simbolico concepito per l’occasione.

Beham_PatientiaL’ingegnoso mosaico di segni allestito dall’artista, in effetti, chiama in causa per via allusiva diverse sfumature della nozione di pazienza. Il nocciolo semantico, comunque, risiede nella parte mediana del dipinto. Al centro, una figura femminile impersona la virtù: una catena la lega ad una roccia, mentre da un orologio ad acqua stillano alcune gocce destinate a erodere lentamente gli anelli che vincolano la donna. Il trascorrere del tempo è evocato inoltre dalla sfera armillare, che richiama il moto dei pianeti e con esso il passaggio dei giorni, delle stagioni e degli anni. I patimenti della costrizione dunque – è questo il succo dell’idea vasariana – sono vinti dalla capacità di saper attendere. L’artista aretino – va detto – scelse una soluzione piuttosto originale rispetto alle coeve rappresentazioni dello stesso soggetto, e basti qui ricordare, quale confronto, la stampa di Hans Sebald Beham del 1540.

La scelta del tema, comunque, si inquadra nella meditazione rinascimentale sulla virtù, di stretta attualità all’epoca della commessa del vescovo Minerbetti. Nel 1544, in effetti, era stato pubblicato a Basilea un trattato sull’argomento redatto da Celio Calcagnini dal titolo De patientia seu vita aulica commentatio..., che aveva provveduto a sancire “ufficialmente” l’inscrizione della pazienza tra le qualità del cortigiano. Pochi anni più tardi, peraltro, e dunque a ridosso della tela di Palazzo Pitti, veniva dato alle stampe a Venezia anche il Dialogo de la vita de’cortigiani intitolato la patientia, opera di Lucio Paolo Rosello, sacerdote padovano prossimo agli spirituali che, pur limitandosi per larghi tratti a tradurre il testo di Calcagnini, fornì un ulteriore contributo alla sistematizzazione del concetto nella cornice dei modelli etici cinquecenteschi.

Leoni Pompeo_Ercole II d’Este_1554_Firenze_Museo Nazionale del Bargello_versoLa riflessione, insomma, niente affatto marginale, era centrata sull’elogio dell’esercizio della pazienza nel contesto della vita di corte, riformulando molte delle implicazioni legate alla tradizione del pensiero radicato nel De patientia di Sant’Agostino e nelle più recenti declinazioni fornite da Battista Spagnuoli detto il Mantovano (De patientia aurei libri tres, 1497) e Filippo Baldacchini (Dyalogo de patientia, 1525).

Filippi Camillo_Pazienza_Galleria Estense_foto NegroLa mostra fiorentina fa il punto sui temi sommariamente delineati e raccoglie attorno al lavoro del duo Vasari-Becerra un gruppo di opere che, in diversa misura, dipendono dall’invenzione dell’autore delle celeberrime Vite. Tra esse spicca il dipinto che Camillo Filippi realizzò per la decorazione della “camera della Pazienza” nel Castello di Ferrara, replicando con qualche variante la trovata iconografica di Vasari. L’immagine (1554ca), oggi alla Galleria Estense di Modena, fu richiesta dal duca Ercole d’Este, che ne fece la sua impresa personale. Il motivo fu poi replicato più volte dagli artisti della corte estense: esso campeggia, infatti, anche sul Busto ritratto dello stesso duca, eseguito da Prospero Sogari Spani (1556ca), nonché sulle medaglie fuse da Pompeo Leoni per il medesimo signore ferrarese (Museo del Bargello, 1558ca).

A coronamento del progetto, accanto a disegni e stampe legate al tema, verrà esposta anche un’altra ben nota Pazienza di Giorgio Vasari, vale a dire quella che faceva parte della decorazione pittorica del soffitto del palazzo veneziano di Giovanni Corner (Venezia, Gallerie dell’Accademia, 1542).
    Francesco Sorce, 18/11/2013

 

 

Vasari Giorgio_Pazienza (soffitto Corner)_Venezia_Accademia_1542GIORGIO VASARI E L’ALLEGORIA DELLA PAZIENZA
Galleria Palatina – Palazzo Pitti, Firenze
PROROGATA FINO A SABATO 9 FEBBRAIO 2014
Mostra e catalogo a cura di Anna Bisceglia
Catalogo Sillabe

Prezzo biglietto
intero: € 13.00; ridotto: € 6.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni
Gratuità del biglietto sotto i 18 e per i cittadini dell’U.E. sopra i 65 anni
Orario
Martedì – Domenica ore  8.15 - 18.50; la biglietteria chiude alle 18.05
Chiuso il lunedì


Didascalie delle immagini
1. Giorgio Vasari (Arezzo, 1511- Firenze, 1574), Gaspar Becerra (Baeza, 1520 - Madrid, 1568), Allegoria della Pazienza, Olio su tela, cm 178 × 102, Firenze, Galleria Palatina
2. Giorgio Vasari, Gaspar Becerra, Allegoria della Pazienza, Firenze, Galleria Palatina, part.
3. Hans Sebald Beham, Patientia, 1540
4. Pompeo Leoni (?, circa 1533 - Madrid, 1608), Medaglia ritratto del duca Ercole II d’Este, 1554, Bronzo, fusione, diam. mm 65,5, Firenze, Museo Nazionale del Bargello
5. Camillo Filippi, Allegoria della Pazienza, Modena, Galleria Estense, 1554ca
6. Giorgio Vasari, Allegoria della Pazienza (dal soffitto di Palazzo Corner), Venezia, Gallerie dell'Accademia, 1542

 

Torna alla lista        Stampa