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Giovanni Da Ponte (1385-1437): nuove acquisizioni e restauri alla Galleria dell'Accademia di Firenze

In preparazione della mostra dedicata a Giovanni Da Ponte che si aprirà il prossimo 22 novembre, presentate due tavole dell'artista fiorentino, testimone ed artefice del passaggio dal tardo gotico agli inizi del Rinascimento (di Francesca Callipari)


La MADONNA COL BAMBINO IN TRONO e
L' INCORONAZIONE DELLA VERGINE

alla Galleria dell'accademia di Firenze

Acquisizioni e restauri per 

Giovanni dal Ponte



La Galleria dell’Accademia , a tutti nota soprattutto per le importantissime opere che vi si trovano all’interno quali in primis il David di Michelangelo, si arricchisce in questi giorni di un’ulteriori pezzo di notevole interesse, ovvero la quattrocentesca Madonna col Bambino di Giovanni dal Ponte.
Il dipinto, realizzato in tempera su tavola, proveniva dalla Chiesa di Badia, sita nel cuore della città, a due passi dal Bargello, e fu in seguito conservato per tantissimi anni all’interno della Certosa di Galluzzo, finché ai primi del ‘900, il conte Carlo Gamba riconobbe in esso la mano del pittore fiorentino Giovanni dal Ponte.
Tale scoperta si è rivelata estremamente importante dal momento che nell’opera si evidenzia una fortissima adesione da parte dell’artista ai primi fermenti di pittura rinnovata in senso rinascimentale. Si nota, infatti, una rigorosa spazialità del trono e pose plastiche  che ricordano lo stile di Masaccio e in particolar modo quello di Masolino da Panicale, elementi che hanno di fatto portato a datarla intorno al 1425.
Conservata nei Depositi del Polo Museale regionale della Toscana, la Madonna col Bambino di Giovanni dal Ponte entra dunque adesso a far parte delle collezioni della Galleria dell’Accademia e andrà a costituire uno dei “pezzi forti” dell’esposizione dedicata a questo importantissimo pittore, dal titolo Giovanni dal Ponte (1385-1437)Protagonista dell’Umanesimo tardogoticoche si terrà a Firenze nel prossimo autunno (22 novembre 2016 – 12 marzo 2017) rappresentante in assoluto la prima mostra monografica sulla sua produzione pittorica.
Tale esposizione sarà anche un’occasione per avvicinare e ampliare la conoscenza di questo raffinato artista che ha saputo rappresentare brillantemente quella magia caratterizzante  il felice passaggio tra l’arte tardo gotica e il primo rinascimento, mettendo in risalto altresì la qualità tecnica di questo dipinto che per l’occasione sarà sottoposto ad un restauro volto a  recuperare la brillantezza dei colori e del fondo dorato.

l'Incoronazione della Vergine
 
Il grande trittico con l’ Incoronazione della Vergine e quattro santi  di Giovanni dal Ponte della Galleria dell’Accademia sarà la prima opera ad accogliere i visitatori della  mostra monografica dedicata all’artista, che aprirà nel celebre museo fiorentino il 22 novembre prossimo.
Si tratterà certamente di una bellissima sorpresa, poiché il restauro dell’opera attualmente in corso sta offrendo risultati sorprendenti.
Il bellissimo tappeto su cui poggiano i sacri personaggi, che era di un colore scuro, è stato rivelato dalla pulitura di un verde assai brillante, su cui campeggiano i ricchi racemi dorati (Figg. 1-4). Anche il gradino di base era stato nei secoli completamente ricoperto dalla sporcizia e dalle ripassature: grande è stata pertanto la sorpresa di constatare che l’artista aveva dipinto accuratamente anche questa parte, utilizzandola, anzi, per offrire dei brani bellissimi di naturalismo pittorico (Fig. 2).
Davvero emozionante risulta la trovata di dipingere in piano le stole degli angeli musicanti ai piedi della Vergine e del Cristo (Fig. 5), con un effetto illusionistico e spaziale di grande interesse, che conferma l’intensa partecipazione del pittore ai fermenti rinascimentali che si andavano diffondendo verso il 1430 nella pittura fiorentina.
Un altro importante risultato del restauro è dato, inoltre, dal recupero del modellato della cappa di San Domenico, figura all’estremità destra (fig. 6), che prima della pulitura appariva assolutamente piatta.
L’intervento di restauro conferma quest’opera nel nucleo dei capolavori dell’estroso artista fiorentino, che la dipinse molto probabilmente per l’altare di una cappella della chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo.
24 / 7 / 2016                                 Francesca Callipari

 

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