Plinio De Martiis, La Tartaruga, mostra Galleria Marchetti Roma

Fausto Pirandello, Bagnanti, 1949, olio su cartoneLa Galleria Marchetti di Roma presenta, fino al 22 novembre, la mostra Artisti italiani della Tartaruga - Nel  Decennale della scomparsa di Plinio De Martiis, a cura di Silvia Pegoraro. La Galleria rende così omaggio a una personalità decisiva per le vicende dell’arte d’avanguardia italiana, e in modo speciale romana, della seconda metà del secolo scorso, instancabile ideatore e organizzatore di iniziative culturali. La rassegna allinea i nomi più importanti che transitarono, e spesso ebbero la loro rampa di lancio o la prima opportunità di farsi conoscere, nelle sale della sua galleria “La Tartaruga”, giustamente celebrata pochi mesi or sono al Palazzo delle Esposizioni (assieme all’ "Attico" di Fabio Sargentini e poche altre) come motore cruciale negli svolgimenti della vivacissima scena romana degli anni Sessanta e Settanta, all’interno della grande retrospettiva “Anni ‘70” (vedi su News-art http://www.news-art.it/news/niente-male--in-fondo--quel-decennio.htm).


Giuseppe Capogrossi, Superficie 721, 1968, olio e oro su telaNel 2007 la Regione Abruzzo (di cui era originario) dedicò a Plinio De Martiis una grande mostra presso il Museo Vittoria Colonna di Pescara, imperniata sui maggiori artisti internazionali che egli aveva lanciato in Europa, da Rauschenberg a Twombly, da Appel a Wols, accanto a una selezione di foto da lui scattate ad artisti e intellettuali che frequentavano la galleria La Tartaruga (fondata nel ’54), da Duchamp a Ungaretti, a Leo Castelli.
Nella mostra organizzata dalla Galleria Marchetti si è scelto, invece, di porre l’accento su lavori (fra cui alcuni inediti) di 31 fra i maggiori artisti italiani che lavorarono con De Martiis ed esposero presso la Tartaruga tra gli anni ’50 e gli anni ’80.

Vale la pena di segnalarli singolarmente perché si può dire che oggi abbiano tutti un posto preciso nelle tumultuose vicende dell’arte italiana dell’ultimo mezzo secolo: Franco Angeli, Ugo Attardi, Luigi Boille, Giuseppe Capogrossi, Antonio Corpora, Stefano Di Stasio, Piero Dorazio, Tano Festa, Lucio Fontana, Sergio Lombardo, Mino Maccari,  Mario Mafai,  Renato Mambor, Titina Maselli, Eliseo Mattiacci, Sante Monachesi, Marcello Muccini,  Gianfranco Notargiacomo, Gastone Novelli, Giovanni Omiccioli, Achille Perilli, Fausto Pirandello, Antonietta Raphaël, Mimmo Rotella, Giuseppe Santomaso, Mario Schifano, Antonio Scordia, Cesare Tacchi, Giulio Turcato, Antonio Vangelli, Emilio Vedova.

Catalogo Grafiche Turato Edizioni, con testi della curatrice, estratti di interviste a Plinio De Martiis, e la cronologia completa delle mostre e degli eventi della Galleria La Tartaruga.
 
Piero Dorazio, Senza titolo, 1957, tecnica mista su carta(1)


Gastone Novelli, Lo strappo, 1957, olio e tecnica mista su telaPlinio De Martiis e  “La Tartaruga”

Nato a Giulianova (Teramo) nel 1920, Plinio De Martiis lasciò da ragazzo la città natale insieme ai genitori, per andare a vivere a Roma. Fin da ragazzo si appassionò alla fotografia, al cinema e al teatro, frequentando il gruppo del “Teatro dell'Arlecchino”, insieme a Franca Valeri, Carlo Mazzarella e Vittorio Caprioli. Dopo la guerra diventò funzionario del Partito Comunista Italiano, da cui si allontanò nel 1954 per aprire la galleria d'arte “La Tartaruga” insieme alla moglie Antonietta Pirandello. Ispiratori di questa nuova avventura furono Leoncillo, Leonardi, Salvatore Scarpitta, Mario Mafai e Giulio Turcato. Oltre alle mostre dedicate a questi artisti, si tennero negli anni ’50 esposizioni dedicate ad Afro e Burri,  Fausto Pirandello, Dorazio, Novelli, Perilli, Rotella, Corpora, Consagra, Colla (con la sua prima personale a Roma), Karel Appel e Asger Jorn  (entrambi con la loro prima personale a Roma). Tra il ‘57 e il ‘59, la Galleria “La Tartaruga” lanciò, per prima in Europa, l’arte americana: vi esposero artisti americani come Rauschenberg, De Kooning, Marca-Relli (con la sua prima personale a Roma),  Kline e  Twombly (entrambi con la loro prima personale in Europa), ai quali negli anni ‘60 si sarebbero aggiunti anche Sam Francis o Andy Warhol.
Gli anni ‘60 si aprirono con l’esordio di Kounellis, con la sua prima personale assoluta, nel giugno 1960, e continuarono con Schifano, Giosetta Fioroni, Castellani, Manzoni, Angeli, Festa, Ceroli (con la sua prima personale assoluta nel ‘64) e Pascali (con la sua prima personale assoluta nel ’65). Nel 1963 la galleria si trasferì in Piazza del Popolo, e in quell’anno si ebbero qui anche le prime apparizioni di Lombardo, Mambor, Tacchi. Anche Eliseo Mattiacci tenne alla Tartaruga, nel 1967, la sua prima mostra personale. La Galleria La Tartaruga, era diventata in breve tempo uno dei punti cruciali dell’arte nella “dolce vita” romana, frequentata anche da Duchamp, e da intellettuali e scrittori come Giuseppe Ungaretti, Nanni Balestrini (che vi tenne una mostra di poesia visuale), Tristan Tzara, Alberto Moravia e Sandro Penna.

Antonio Corpora, Stella e cometa, 1974, olio e smalto su telaAgli inizi del 1968 De Martiis ideò il “Teatro delle Mostre - Festival - Una mostra ogni giorno. Dalle 16 alle 20”. Il progetto trasformò la galleria in una quotidiana occasione di incontro fra artisti, critici e intellettuali. L’idea di una manifestazione così congegnata emerse a fronte della qualità più effimera che la produzione artistica stava assumendo in quella fase, tale da richiedere un diverso modello di esposizione e di rapporto con l’opera. La prima fase della Tartaruga si chiuse nel 1969. La galleria riaprì nel 1970 nella nuova sede di Via Principessa Clotilde. Per tutti gli anni ‘70 continuò ad essere un insostituibile laboratorio d’arte, una fucina di sperimentazione in cui esposero per la prima volta le loro opere artisti come Spalletti, Parmiggiani, Agnetti, nonché una vetrina per le ricerche della poesia visuale di quegli anni.
Alla fine degli anni ’70, De Martiis diede la sua interpretazione della “rinascita della pittura” che va delineandosi in quel periodo. Dopo un’ennesima chiusura, la galleria riapre infatti, in Piazza Mignanelli, con un piccolo gruppo di pittori “Anacronisti” (Piruca, Ligas, Di Stasio e altri), che dipingono a olio su tela. De Martis continuò a organizzare mostre in galleria fino a metà degli anni ’80, prevalentemente “di repertorio”, utilizzando spesso materiali d’archivio e in particolare le sue fotografie.
10/10/2014                                                                                             
ARTISTI  ITALIANI  DELLA  TARTARUGA -  Nel  Decennale della scomparsa di Plinio De Martiis
A cura di Silvia Pegoraro                                                                                                                                                      
Galleria d’Arte Marchetti, Via Margutta 8 -  00187 Roma                                                                            
Dal  2 ottobre al 22 novembre  2014                                                        
Ingresso libero
                                                                                                                                                        
Orari:
Lunedì, 16.30-19.30 - da martedì a sabato, 10.30-13.00 / 16.30-19.30  
                                                                      
                                                                                                               
tel/fax 06 3204863
www.artemarchetti.it
Antonietta Raphaël, Danza e musica al chiaro di luna, 1962, olio su tavola
Didascalie immagini:

1.Fausto Pirandello, Bagnanti, 1949, olio su cartone
2.Giuseppe Capogrossi, Superficie 721, 1968, olio e oro su tela
3.Piero Dorazio, Senza titolo, 1957, tecnica mista su carta
4.Gastone Novelli, Lo strappo, 1957, olio e tecnica mista su tela
5.Antonio Corpora, Stella e cometa, 1974, olio e smalto su tela
6.Antonietta Raphaël, Danza e musica al chiaro di luna, 1962, olio su tavola

 

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