Grafia_musicaleLo stretto rapporto tra suono e segno, tra musica e pittura, ha rappresentato nell'immediato dopoguerra, a livello internazionale e anche in Italia, un fenomeno di grande rilievo sebbene spesso trascurato negli studi sull'arte degli anni '50-'60 del Novecento.

Venne definendosi in quegli anni la necessità poetica di inventare un nuovo sistema di grafia musicale da cui scaturirono partiture-quadro il cui duplice valore - figurativo e musicale insieme - diede corpo alla reazione nei confronti di una tradizione culturale avvertita come obsoleta.


Milano, con mostre di partiture e dibattiti alla Galleria Blu e con le ricerche presso la sede di Fonologia della RAI, Roma con l'attività svolta da Nuova Consonanza, Palermo con le Settimane musicali di Nuova Musica, che costituirono per anni un passaggio essenziale nel processo di conoscenza nel nostro paese dell'avanguardia musicale internazionale, furono tra i centri nevralgici per la diffusione di questa specifica area di ricerca e sperimentazione.
 
Le opere su carta eseguite in quegli anni da Capogrossi, Accardi, Sanfilippo e Guerrini perseguono una povertà cromatica, limitata al bianco e nero, ed un'immediatezza gestuale di un segno che sembra costituirsi quasi per germinazione spontanea, insistendo su pause e ritmi para-musicali accostati sin d'allora dalla critica alla musica aleatoria.
 
Assieme alla musica e alla pittura, anche l'incontro tra arti visive e teatro musicale è stato fecondo. Basti pensare ad opere come Intolleranza 1960 di Luigi Nono con proiezioni e luci di Emilio Vedova, il balletto Rot di Domenico Guaccero con i bozzetti di scena di Agostino Bonalumi, La morte dell'aria di Goffredo Petrassi con scenografie di Toti Scialoja, i velatini di Achille Perilli per Collage di Aldo Clementi, Die Schachtel con musiche di Franco Evangelisti e azione mimoscenica di Franco Nonnis, e così via.
 
Gillo Dorfles, testimone centrale di quei dibattiti sull'interferenza tra musica e pittura, introduce il libro con un ampio saggio. Seguono una prima parte riservata alle opere su carta di Accardi, Capogrossi, Guerrini, Nonnis, Novelli, Perilli, Sanfilippo, Scialoja, ed una seconda dedicata alle partiture musicali di Berio, Bertoncini, Bortolotti, Bussotti, Cage, Clementi, Donatoni, Evangelisti, Guaccero, Lombardi, Macchi, Maderna, Nono, Pennisi, Stockhausen. Una terza parte è dedicata al teatro musicale d’avanguardia.

Chiude il volume la sezione Testimonianze in cui è presentata una serie di interviste effettuate all'inizio degli anni '90 con tutti i protagonisti di questo libro.
 
La ricerca delle immagini alla base del ricco apparato iconografico è stata favorita dalla collaborazione della Fondazione Luigi Nono, della Fondazione Emilio ed Annabianca Vedova, della Fondazione Teatro La Scala, del Collection John Cage Trust, della Stockhausen Foundation for Music, dell’Accademia Filarmonica Romana, delle associazioni Nuova Consonanza ed Archivi degli artisti.
 
Emilio_Vedova_Luigi_Nono_Venezia_1961Grafia musicale e segno pittorico
nell'avanguardia italiana (1950-1970)
a cura di Enrica Torelli Landini,
De Luca, Roma, 2012, pp. 168, 100 ill. 

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