DarbovenLa galleria P420 di Bologna e la Fondazione Hanne Darboven di Amburgo presentano, nell’ambito degli eventi proposti dalla fiera di Bologna per Art City Bologna 2013, l’esposizione del lavoro dell’artista tedesca Hanne Darboven (Monaco, 1941-Amburgo, 2009) Kalendar 94, Postum OP 42 A B C D, Bläserquintett, e la performance musicale su spartito della stessa Darboven.
 
C’è una stretta relazione e una specifica interazione tra l’attività di artista visiva e quella di compositrice di Hanne Darboven, che la presentazione combinata di entrambi gli aspetti della sua produzione permette di illuminare nel modo più appropriato, secondo le intenzioni e la prassi della stessa artista.
 
E’ così che, accanto alla mostra, al Museo della Musica di Bologna un ensemble di musica da camera eseguirà la composizione Opus 26 Quartette Modell 1–9, scritta da Hanne Darboven alla fine degli anni ’80, ridando vita all’idea originale dell’artista.
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«Sin dall’età infantile Hanne Darboven mostra un grande talento musicale che però mette da parte - anche se senza mai dimenticarlo - a favore delle arti visive. E’ evidente la vicinanza tra le variazioni musicali e le varianti nelle sequenze numeriche di Hanne Darboven. Dalla seconda metà degli anni ’70 inizia a tradurre i suoi sistemi numerici in sequenze musicali (numero 0 = nota d, etc.), successivamente arrangiate per vari strumenti, singoli o intere orchestre, da musicisti professionisti. Il risultato è un’affascinante esperienza sonora, un connubio tra la sua musica matematica, per usare le parole della stessa Darboven, e la grande tradizione della musica classica tedesca». [Ernst A. Busche, Fondazione Hanne Darboven, Amburgo]
 


1Cresciuta negli anni della Minimal Art e dell’Arte Concettuale Americana, Hanne Darboven esordisce intorno alla metà degli anni Sessanta con i construction drawings, durante due anni di soggiorno a New York. E’ qui che, dopo una breve fase geometrica, Hanne Darboven trova il suo caratteristico sistema di disegno e scrittura. Logico ed enigmatico al tempo stesso, il suo lavoro è fatto di segni e parole, numeri e calcoli.
“Uso i numeri perché questo è un modo per scrivere senza descrivere. Non ha nulla a che vedere con la matematica. Proprio nulla. Scelgo di usare i numeri poiché sono così stabili, limitati, artificiali … I miei sistemi sono concetti numerici, che lavorano in termini di progressioni e/o riduzione, in qualche modo simili ai temi con variazioni in musica … Mi piacciono i mezzi più umili e meno pretenziosi, perché le mie idee si fondano su loro stesse e non sul materiale; è la natura stessa delle idee ad essere non materiale” (Hanne Darboven su Artforum, 1973).
 
Al tempo stesso rigido e poetico, il lavoro di Hanne Darboven è da inquadrare nella tendenza, tipica degli anni ’60 e ’70, alla smaterializzazione dell’arte teorizzata tra gli altri da Lucy Lippard e Sol Lewitt, alla riduzione dell’espressione artistica ad un’idea razionale, indipendentemente dalla sua concreta realizzazione.

HANNE DARBOVEN, Kalendar 94, Postum OP 42 A B C D, Bläserquintett
a cura di Miriam Schoofs
Mostra dal 22 Gennaio al 3 Febbraio 2013
martedì–venerdì: 9.30–16.00 | sabato e domenica 10.00-18.30 | chiuso il lunedì
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Strada Maggiore 34 – 40125 Bologna
Performance musicale:
domenica 27 Gennaio 2013 dalle ore 10.00 alle ore 11.00
Per informazioni:
Galleria P420: tel. 051.4847957 / 320.5635213 / 329.2222792
e-mail info@p420.it
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