QUESITI CARAVAGGESCHI - Lunedi 23 marzo, ore 17, Roma, Galleria di Palazzo Corsini

img652Il volume che viene presentato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini raccoglie i contributi del convegno svoltosi nel settembre 2012 a Monte Santa Maria in Tiberina (PG), nel prestigioso palazzo che fu residenza del Cardinale Francesco Maria Bourbon del Monte (fig 1). Si trattava del terzo incontro annuale promosso dalla Libera Accademia di Studi Caravaggeschi, sorta per iniziativa di studiosi, collezionisti e appassionati d’arte in quello che fu un feudo del potente ecclesiastico, al quale, com’è a tutti noto, va il riconoscimento di essere stato il vero primo scopritore-mecenate di Michelangelo Merisi da Caravaggio.


L’idea dell’Accademia nacque nel 2010, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Caravaggio, dal concorso di varie circostanze; in primo luogo la consapevolezza che non tutto e non tutto bene era stato fatto per rievocare in modo opportuno la figura del grande genio lombardo, poi la necessità di dare impulso a studi e a ricerche che fossero davvero di verifica e di approfondimento di quanto egli aveva prodotto, al contrario della pletora di mostre saggi interventi vari spesso realizzati al solo scopo di approfittare della sempre crescente popolarità di un artista che aveva segnato profondamente la storia della pittura occidentale.


Non a caso tra gli animatori della iniziativa figurava uno dei più accreditati studiosi dell’opera del Merisi, Maurizio Marini, che purtroppo, in seguito alla prematura scomparsa (agosto 2011), riuscì solo in parte a realizzare il compito che si era prefisso. Con lui, e dopo di lui, il sindaco della cittadina, Romano Alunno, l’assessore alla cultura Franco Michelini, il presidente della Libera Accademia, Paolo Nucci Pagliaro, e gli inesauribili collaboratori Sergio Consigli, Massimo Gazzarri ed Antonio Vignali sono comunque riusciti a realizzare un complesso di eventi che per l’importanza che hanno rivestito e soprattutto per il tanto che c’è ancora da fare ci si augura possano non essere gli ultimi, ma trovare invece ulteriore sviluppo.img653(1)

Molti e di grande rilievo sono stati gli studiosi, italiani e non, che hanno contribuito al positivo andamento dei vari incontri - accompagnati dall'esposizione di opere pittoriche spesso inedite - seguiti da un numero sempre crescente di pubblico: una vera sorpresa per gli organizzatori, considerando la lontananza da centri abitati più grandi e la sua disagevole localizzazione rispetto alle direttrici tradizionali di traffico. Da rimarcare anche il fatto che gli studiosi intervenuti hanno operato e lavorato in un clima di amichevole collaborazione, cosa purtroppo poco usuale in consessi del genere, che ha consentito di conseguire risultati di rilievo nell’approfondimento di vicende artistiche complesse e nell’elaborazione di tematiche inedite o poco frequentate.
img654(1)Ne sono chiara testimonianza le pubblicazioni degli atti, che vantano contributi di considerevole spessore, ad opera di Giacomo Berra, Raymond Ward Bissel, Carla Mariani, Simona Sperindei, Alberto Cottino, Pieluigi Carofano e Marco Gallo.
Per le novità riportate e gli approfondimenti proposti, ogni saggio, piuttosto che una breve riflessione, meriterebbe una recensione approfondita; in questa sede ci limitiamo a segnalare solo alcuni aspetti, a nostro parere di particolare interesse, presenti in qualcuno di essi.

Farà discutere l’analisi che propone Giacomo Berra su “Luce, riflessi, ombre e rifrazioni nella caraffa con fiori del Ragazzo morso da un ramarro”, uno dei capolavori giovanili del Merisi conosciuto in due versioni (fig. 2), che lo studioso analizza anche valendosi di un esperimento da lui ideato e messo in opera per dimostrare come riguardo agli effetti della illuminazione “qualcosa non funziona dal punto di vista delle relazioni luminose” nel dipinto. Si tratta della costatazione che la luce, proveniente da una fonte luminosa alla destra del Ragazzo (e che noi quindi vediamo da sinistra), si riflette in un modo non consono sulla caraffa (fig. 3), dove la finestra compare nel lato opposto rispetto a quello cui invece dovrebbe essere. Il contributo dello studioso, molto ben argomentato, merita una disamina attenta, in quanto pochissimi esegeti del Merisi hanno saputo individuare quello che nella sua ricostruzione appare in effetti un errore.img655(1)

Il saggio di Alberto Cottino porta all’attenzione dei lettori un’opera inedita. Si tratta di un importante ritrovamento, cioè un dipinto raffigurante il Martirio di San Bartolomeo (fig 4), scovato dallo studioso torinese in una collezione privata, che corrisponde a un quadro di cui si fa esplicito cenno in un documento notarile dell’epoca. La notevole opera consente allo studioso alcuni Ragionamenti sui Martiri di San Bartolomeo, da raccordare “al senso di contemplazione della morte, del dolore e della sofferenza a volte morboso (e quasi voyeuristico) che permea la società barocca”, e che fa da leit motiv a tanta pittura seicentesca.

img656(1)In questo caso, l’analisi, basata su qualità e stile che parlano - come scrive l’autore - a favore dell’autografia, viene supportata dal dato documentario, grazie al quale è stato possibile risalire ai passaggi di proprietà dell’opera, come dimostra la trascrizione che Simona Sperindei ha prodotto in calce al saggio. La stessa studiosa, per parte sua, ha dedicato un contributo a “Due pittori e ‘bottegari’ marchigiani nella Roma della prima metà del Seicento: Leonardo de Sanctis e Pier Francesco de Rossi”, di cui vengono ricostruiti i legami amicali e professionali, le relazioni intessute, gli incarichi ricoperti, in una analisi che consente altresì di ampliare le conoscenze sulla realtà romana di quegli anni cruciali.
Un capolavoro da lei restaurato, la Madonna col Bambino di Orazio Gentileschi (fig. 5) è oggetto del saggio di Carla Mariani, che svela tutti i procedimenti attraverso i quali la straordinaria opera, un tempo attribuita alla mano di Caravaggio, abbia riguadagnato quella qualità e splendore che ne fanno uno dei maggiori punti di richiamo della Galleria Corsini. Il lavoro compiuto dalla restauratrice sarà peraltro illustrato in un apposito incontro che si terrà sempre in Galleria Corsini il giorno successivo alla presentazione di questo volume.img657(1)
img658(1)I contributi di Raymond W. Bissel e Marco Gallo affrontano temi diversi ma collegati, a nostro parere, oltre che dagli strumenti di indagine assunti anche dall’ampliamento del campo di ricerca, estesa ad una più complessa curvatura analitica con approcci storico-culturali e metodologici davvero rimarchevoli.
Between Michelangelo da Caravaggio and Orazio Gentileschi: certains and hypothese” è il titolo del lavoro di Bissel, dove compaiono ipotesi attributive che non mancheranno di provocare discussioni, come nel caso del famoso Narciso (fig 6) da lui assegnato ad una collaborazione tra Caravaggio e Gentileschi.


Più ampio si presenta il lavoro di Marco Gallo “Un precedente del Giona sul letamaio di Jan Lievens (1631). Il San Girolamo penitente in atto di studiare le img659Sacre Scritture (ca. 1610-1615) possibile incunabolo di Hendrick ter Bruggen” (fig 7 e 8). Si tratta di un’ampia disamina sulle esperienze giovanili e formative di ter Bruggen, dei suoi viaggi in Italia, dei suoi contatti con gli ambienti artistici del nostro paese che gli consentirono di aggiornarsi direttamente “alle novità merisiane”, come dimostra un capolavoro che gli è stato recentemente restituito, raffigurante la Cena in Emmaus.img551
Abbiamo lasciato per ultimo il saggio di Pierluigi Carofano perché l’autore è stato il vero motore di ogni iniziativa, colui che ne ha curato le giornate di studio, le esposizioni, le pubblicazioni, al quale quindi va riconosciuto il merito di aver messo in atto - con pochi mezzi ma molta caparbietà - un'iniziativa di alto valore culturale e rilievo scientifico.
Nel suo saggio “Caravaggio, Roberto Longhi e una inedita copia de Il Baro”, Carofano presenta una notevole versione di un celebre capolavoro di Caravaggio (fig 9), già oggetto di un suo lungo intervento e di una pubblicazione, che però, per quanto di alta qualità, lo studioso non pretende sia considerata originale di mano del maestro: una dimostrazione di serietà professionale che merita di essere sottolineata.
21/03/2015

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