1_Majewski_The_Mill_and_the%20Cross_LocandinaUna delle peculiarità dell’arte di Pieter Bruegel il Vecchio è la ricerca nel campo della composizione. Le sue opere maggiori manifestano una cura meticolosa della messa in scena, studiata di solito con la chiara intenzione di offrire e suggerire esegesi visive particolari dei testi visualizzati. 

Lo spettatore modello di Bruegel, del resto, è spesso chiamato a un singolare lavoro di interazione con le immagini, la cui forma ingegnosa richiede attenzione, discernimento, meditazione. È, ad esempio, il caso della celeberrima Andata al Calvario (Vienna, Kunsthistorisches Museum, 1564, fig. 2), modello paradigmatico delle strategie semiotiche predilette dal pittore. Il Cristo portacroce occupa il centro focale dell’opera, ma risulta quasi invisibile, perso com’è tra la folla sterminata di figure disseminate nel campo visivo. Moltissimi personaggi non sembrano accorgersi dell’evento straordinario che letteralmente li sfiora. Ignari del sacrificio del Salvatore, che si sta compiendo praticamente sotto i loro occhi, essi incarnano l’incapacità di riconoscere il significato del martirio di Gesù. Bisogna saper vedere, infatti, quell’atto di estrema umanità e non tutti, ad evidenza, si dimostrano all’altezza del compito.
 
2_Pieter_Bruegel_il_Vecchio_Salita_al_Calvario_Vienna_Kunsthistorisches_Museum_1564Il caleidoscopico mosaico di scene che brulicano nell’immagine è pensato, del resto, per mettere alla prova l’osservatore. Chi guarda, infatti, deve profondere un certo impegno per individuare il Nazareno e assistere, con la dovuta empatia, al suo dolore; a tal fine, occorre farsi largo tra tanti variopinti attori che Bruegel ha collocato attorno al Figlio di Dio, senza lasciarsi distrarre dai mille rivoli del quotidiano che scorrono sotto il mulino, distogliendo lo sguardo dal passaggio della Storia. L’opera, dunque, “premia” chi dimostra di desiderare veramente la contemplazione della salita al Calvario, ponendo lo spettatore volenteroso dalla parte di coloro che vogliono e sanno vedere (figg. 3-4).
 
3_Pieter_Bruegel_il_Vecchio_Salita_al_Calvario_part_2_Vienna_Kunsthistorisches_Museum_1564Le sottigliezze compositive di Bruegel, non per caso, sono divenute per la storia dell’arte una vera e propria machine à trouver, sollecitando la riflessione sulla teoria della forma, da Roger Fry a Richard Wollheim. Ed è proprio con le sofisticate soluzioni del fiammingo che si confronta il film, notevolissimo, di Lech Majewski, uscito nel 2011, passato come una meteora nelle sale italiane l’anno successivo e, da qualche mese, finalmente disponibile in DVD. Il titolo italiano, I colori della passione, non restituisce il senso di quello originale, The Mill and the Cross, che fa riferimento ai due elementi portanti del dipinto secondo la “lettura” dell’autore polacco.
 
Pieter_Bruegel_il_Vecchio_Salita_al_Calvario_part__Vienna_Kunsthistorisches_Museum_1564L’artista, poeta e regista originario di Katowice (1953), ha speso tre anni di lavoro per approntare la trasposizione cinematografica della realizzazione del capolavoro bruegeliano, ispirata al libro The Mill and the Cross. Peter Bruegel’s Way to Calvary di Michael Francis Gibson (pubblicato in francese da Noêsis nel 1996 e in inglese da Acatos, Losanna, nel 2001), sceneggiatore del lungometraggio insieme allo stesso Majewski
 
Ben lontana dalle pellicole di tenore biografico o romanzato, e caratterizzata da uno sviluppo diegetico molto tenue, l’opera si concentra piuttosto sulla genesi della tavola di Vienna, di cui immagina i processi di costruzione sintattica e semantica. Attraverso una serie di effetti speciali stupefacenti, che contribuiscono a diluire il confine tra la pittura e il cinema, il film si sofferma sull’allestimento del complicato set creato da Bruegel – impersonato da Rutger Hauer – illuminando le scelte del pittore in merito alla tessitura cromatica e alle intricatissime relazioni prossemiche tra le infinite figure. 

Majewski_The_Mill_and_the Cross_Rutger_HauerOltre a colpire per l’eleganza raffinatissima del suo stile, la pellicola offre non poche suggestioni al mondo degli studi sull’immagine. Propone, anzitutto, un saggio delle possibilità interpretative dell’audiovisivo nei confronti della pittura, rendendo (più) evidenti certi nessi compositivi progettati per “fare senso”. L’elemento narrativo d’altra parte, per quanto esile, favorisce, attraverso la dinamizzazione dei dettagli, la comprensione e la memoria delle articolazioni segniche salienti, fornendo allo spettatore uno strumento cognitivo di grande efficacia.
 
I colori della passione costituisce, quindi, un laboratorio per le analisi dell’intertestualità e dell’intermedialità, rappresentando un caso esemplare di trasformazione di un “testo” che costituisce, a sua volta, l’adattamento dei passi evangelici relativi alla Via Crucis. Il film, pertanto, prospetta un spazio di verifica possibile della tenuta delle diverse teorie che animano la riflessione sulle forme dell’interpretazione e della traduzione tra media diversi (un paio di riferimenti in proposito: Narrative across Media. The Languages of Storytelling, a cura di M.L. Ryan, Lincoln and London 2004; Visioni di altre visioni: intertestualità e cinema, a cura di G. Guagnelini, V. Re, Bologna 2007). 
 
Il film di Majewski sollecita, inoltre, le ricerche sui modi dell’enunciazione: l’occhio del regista e quello del pittore, infatti, sembrano coincidere per larghi tratti, dando vita ad una sovrapposizione interessantissima per quanto riguarda l’espressione dei punti di vista e delle loro risonanze sul piano della produzione del senso. Al di là di ogni interesse scientifico, comunque, le scene montate dall’artista polacco sono un vero giardino delle delizie per gli occhi, e rendono giustizia all’intelligenza di Bruegel assai più di molte pagine critiche.
Francesco Sorce, 06/02/2013
 
 
I colori della passioneMajewski_The Mill_and_the Cross
Attori: Rutger Hauer, Charlotte Rampling, Michael York, Oskar Huliczka, Joanna Litwin
Regista: Lech Majewski
Formato: DVD, PAL, Schermo panoramico
Audio: Italiano (Dolby Digital 5.1), Inglese (Dolby Digital 5.1)
Studio: Cecchi Gori
Data versione DVD: 8 nov. 2012
Durata: 92 minuti