Una situazione scoraggiante al centro di Roma: le pitture di Giulio Rosso in condizione di degrado


Passeggiando per le vie della Capitale capita spesso di trovarsi a scoprire luoghi nascosti, scorci di cui non eravamo neanche a conoscenza. Sulla Via di Ripetta, storica strada situata nel rione Campo Marzio, che insieme a Via del Corso e via del Babbuino costituisce il celeberrimo Tridente congiungente Piazza del Popolo alle basiliche maggiori, sorge un imponente edificio con tre brillanti affreschi della prima metà del ‘900.
Questa serie di pitture rappresentano scene popolari ambientate nelle principali piazze della città, ovvero Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e lo stesso Porto di Ripetta. Realizzate dal fiorentino Giulio Rosso, abile pittore e decoratore dei primi anni ’20 del Novecento, distintosi per aver decorato il Teatro Savoia di Firenze e in seguito il Teatro Quirinetta di Roma, le scene sono caratterizzate da colori brillanti e da una particolare attenzione ai dettagli, mostrando uno spaccato della vita popolare e descrivendo giochi e varie attività dell’epoca. Arricchisce il tutto una composizione quasi teatrale incorniciata da un’architettura dal sapore manieristico con colonne tortili, conchiglie con cartigli ed eleganti panneggi.

Emerge, inoltre, da questi affreschi una estrema eleganza decorativa, evidente sia nei colori che caratterizzano le opere, sia nello stile dal quale traspare un richiamo alla pittura del passato.

Tuttavia, ciò che qui mi preme sottolineare è lo stato di totale abbandono in cui versa l’atrio che custodisce queste eccellenti pitture, tra sporcizie di ogni sorta e un cancello in ferro che impedisce di apprezzarne la bellezza. Viene da chiedersi se qualcuno si renda conto del valore di queste pitture che non possono in nessun modo passare inosservate, tenendo conto, tra l’altro che l’atrio si trova a due passi dall’Accademia di Belle Arti.


Siamo “abituati” a vedere beni artistici in stato di degrado, ruderi antichi abbandonati in mezzo alla vegetazione, ma vorremmo che il nostro Bel Paese si rendesse conto dell’importanza di tutelare e valorizzare il proprio patrimonio artistico. E’ da qui che bisogna ripartire per riabilitare questa nazione.. ripartire dalle piccole cose. Sarebbe opportuno in questo specifico caso riaprire i cancelli che limitano la visibilità di questi affreschi, rendendo dunque le opere fruibili ed evitando di dare ai tanti turisti che visitano la Capitale l’idea di un Paese ormai in decadenza sotto tutti i punti di vista.

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