Mattia Corvino e Firenze - Firenze, fino al 6 gennaio 2014

Mattia Corvino_locandinaLa Biblioteca Monumentale del Museo di San Marco a Firenze ospita fino al 6 gennaio una significativa mostra dedicata a Mattia Corvino, re d’Ungheria dal 1458 al 1490. Il progetto intende mettere a fuoco la politica culturale perseguita dal sovrano che, allo scopo di patrocinare una corte orientata verso gli studi umanistici, trasse profonda ispirazione dal contemporaneo germoglio della vita intellettuale fiorentina promossa da Lorenzo il Magnifico.

Figlio di János (Giovanni) Hunyadi, governatore delle terre ungheresi, Mattia si impegnò nella sistematica promozione delle arti e delle lettere per bilanciare la mancanza di un nobile e antico passato dinastico. L’acquisizione dell’egemonia politica e militare sull’Europa centrale e di un ruolo di primo piano nella difesa della Cristianità contro l’avanzata ottomana fu accompagnata da un’accorta strategia di immagine volta a guadagnare un profilo da spendere sul mercato dei valori di prestigio dell’aristocrazia continentale.

Verrocchio (Bottega)_Alessandro il Grande_Washington_National Gallery of ArtSecondo una pratica diffusa, il Corvino sollecitò gli umanisti che componevano la sua corte all’elaborazione dei miti necessari alla rappresentazione del potere, compresa naturalmente l’invenzione di un passato glorioso. In questa prospettiva e sulla scia dell’esempio del predecessore Sigismondo di Lussemburgo, che ospitò Filippo Scolari (Pippo Spano), Pier Paolo Vergerio e Masolino in Ungheria, lo Hunyadi trovò nell’umanesimo fiorentino il repertorio essenziale per la realizzazione del proprio programma di governo, caldeggiando la presenza di artisti e poeti italiani nelle splendide residenze di Buda e Visegrád.

Anche il matrimonio con Beatrice d’Aragona, figlia del re di Napoli Ferdinando, fu funzionale all’italianizzazione della cultura magiara. Al seguito della principessa, valicarono le Alpi, tra gli altri, Francesco Bandini, sodale di Marsilio Ficino e del suo circolo neoplatonico, gli scultori Gregorio di Lorenzo e Giovanni Dalmata e il miniatore Francesco Rosselli. Da Firenze, inoltre, giunsero codici illustrati dai più qualificati miniatori toscani, sculture dalle botteghe di Verrocchio e Benedetto da Maiano, tessuti (in larga parte perduti) realizzati con ogni probabilità su disegni dell’atelier dei Pollaiolo, a magnificare il mecenatismo illuminato del sovrano.

Laurana_Francesco_Beatrice di Aragona_The Frick Collection_New York CityLa mostra documenta piuttosto dettagliatamente il processo di acculturazione favorito da Mattia Corvino, esponendo alcuni oggetti di particolare importanza sul piano della diffusione dello stile italiano in Ungheria. Uno spazio speciale è riservato alla ritrattistica, che, nelle sue declinazioni all’antica, fu ovviamente uno strumento decisivo nella costruzione dell’immagine del re. Spiccano ad esempio, in questo settore, il Busto di Alessandro Magno eseguito dalla bottega del Verrocchio (Washington, National Gallery of Art, 1483-85), che costituisce un chiaro ritratto ideale attraverso il quale si desiderava celebrare le virtù militari dello Hunyadi, e i due Busti di Mattia e Beatrice attribuiti a Giovanni Dalmata (Budapest, Szépmuvészeti Múzeum, 1480-90) e concepiti secondo lo schema di profilo delle medaglie antiche,. Di gran pregio, inoltre, è la celebre effigie marmorea di Beatrice d’Aragona modellata da Francesco Laurana (New York, The Frick Collection, 1474-75ca), lavoro che incarna emblematicamente i modi idealizzanti dello scultore di origine dalmata.

Gherardo_Monte di Giovanni_Novum Testamentum et Liber Psalmorum_1489-1490_Firenze_Biblioteca Medicea Laurenziana_c2vLa diffusione della tradizione classica in Ungheria ricevette un impulso decisivo dalla fondazione da parte di Mattia della Biblioteca Corviniana a Buda, una raccolta di circa 3000 volumi che rivaleggiava per importanza con quella Vaticana. Una parte dello straordinario nucleo di codici – disperso dopo la morte dello Hunyadi (1490) – divenne proprietà dei Medici. Presso il Museo di San Marco sono esposti alcuni capolavori appartenuti alla Biblioteca; accanto ad essi sono notevoli i due volumi, rimasti incompiuti a Firenze, della Bibbia di Mattia miniata da Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, protagonisti dell’illustrazione libraria quattrocentesca.

De_Predis_Ambrogio_Bianca_Maria_Sforza_Washington_National GalleryLa mostra rappresenta, infine, la situazione dinastica successiva alla scomparsa del Corvino. Sono esposti pertanto, a coronamento del percorso storico, i Ritratti di Giovanni Corvino, figlio destinato a raccogliere l’eredità paterna, e Bianca Maria Sforza, sua sposa promessa (il matrimonio non fu mai celebrato per ragioni politiche). Il dipinto della National Gallery di Washington che raffigura la donna milanese fu realizzato da Ambrogio de’Predis, mentre l’altro si deve ad un artista di scuola nordica. Ai quadri menzionati si aggiunge il cosiddetto Stocco benedetto (Budapest, Nemzeti Múzeum), donato da Giulio II a Vladislao II, successore di Mattia, nel 1509, come segno per ergere simbolicamente quest’ultimo a baluardo della Cristianità nella lotta contro i Turchi.

La scelta di allestire l’esposizione nella Biblioteca di San Marco – occorre da ultimo precisare – è stata dettata dalla speciale importanza del luogo al tempo del regno di Mattia: l’istituzione fiorentina, infatti, contribuì in maniera determinante all’irradiazione del pensiero rinascimentale, favorendo peraltro gli studi di molti degli intellettuali che furono legati più o meno direttamente alla corte di Buda.
   Francesco Sorce, 15/10/2013


 

MATTIA CORVINO E FIRENZE
Arte e umanesimo alla corte del re di Ungheria

10 ottobre 2013 – 6 gennaio 2014

Museo di San Marco
Piazza San Marco 3,  Firenze

 

Dalmata_Giovanni(Attribuito)_Mattia Corvino_BudapestOrario e prezzi della mostra
8.15 – 13.50 lunedì - venerdì
8.15 – 16.50 sabato
8.15 – 18.50 domenica e festivi
Chiuso secondo e quarto lunedì del mese, 25 dicembre e 1 gennaio
Biglietto intero € 7.00; ridotto € 3.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e  i 25 anni,
gratuito per i minori di 18 anni e per i cittadini dell’U.E. sopra i 65 anni


Catalogo
Giunti Editore
a cura di
Péter Farbaky, Dániel Pócs, Magnolia Scudieri,
Lia Brunori, Enik Spekner, András Végh




 

Didascalie delle immagini
1. Bottega di Andrea del Verrocchio, Alessandro il Grande, 1483-1485 ca., altorilievo in marmo, Washington, National Gallery of Art
2. Francesco Laurana (Vrana [Zara], 1420/30 ca. - Avignone, 1502), Beatrice d’Aragona, 1474-1475 ca., marmo, New York, The Frick Collection
3.
Novum Testamentum et Liber Psalmorum, manoscritto; scrittura 1485-1490; decorazione miniata di Gherardo e Monte di Giovanni, 1489-1490, Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, c2v
4.
Ambrogio de Predis (Milano, 1455 ca. - Milano, post 1508), Bianca Maria Sforza, 1493 (?), olio su tavola (pioppo), Washington, National Gallery of Art, Widener Collection
5. Attribuito a Giovanni Dalmata
(Ivan Duknovic) - (Trogir, 1440/45 ca. - 1514), Ritratti a bassorilievo di re Mattia e della regina Beatrice, 1480-1490, marmo bianco, diaspro verde scuro, Budapest, Szépmuvészeti Múzeum
     ***Nella locandina: part. di Gian Francesco Marliani (attivo dal 1480 al 1524), Epitalamion, manoscritto; scrittura 1488; miniature di Ambrogio de’Predis e Leonardo da Vinci (?), (1487); Volterra, Biblioteca Guarnacci



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