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Il Sacrificio di Isacco del conte di san Clemente nella questione caravaggesca

Novità documentarie


 
Questo breve ma intenso saggio storico-artistico di 154 pag. per i tipi di Bonanno ed. Acireale/Catania, mette a fuoco un’eminente personalità nel mondo del collezionismo iberico, quasi del tutto dimenticata dalla critica, il conte di san Clemente Miguel Marín de Villanueva, che arrivò a possedere nel XVII sec. circa 500 pezzi tra dipinti e arazzi. La sua abitazione venne definita da Juan Vincente de Lastanosa, esperto aragonese di numismatica del XVI secolo, un “museo”. Jusepe Martinez, pittore legato alla corte di Filippo IV e poi di Filippo V, ne elogiò la collezione in Saragozza quando la mostrò, recandosi a Palazzo dal Villanueva, al conte di Bristol John Digby diplomatico inglese in terra di Spagna, prima dell’esilio di quest’ultimo in Francia. Questa visita documenta l’esistenza a casa del Villanueva di un dipinto del Correggio, la Madonna della cesta, oggi Londra National Gallery che permette all’autore di spostare la provenienza da Filippo V al conte di san Clemente. 
La pubblicazione sobria nello stile, e molto attenta nella valutazione dei fatti, si avvale di documenti di archivio pubblicati e tradotti in calce per dar modo al lettore di verificare il lavoro di ricerca condotto dall’autore. Oltre a scrivere la biografia del conte collezionista, l’autore in primo luogo dipana con la sua ricerca la vicenda documentaria del Sacrificio di Isacco attribuito recentemente a Bartolomeo Cavarozzi, (già attribuito a Michelangelo Merisi) ricostruendo le vicende collezionistiche della prima versione del dipinto appartenuto al conte e qui pubblicato per la prima volta. L’inedito rintracciato di impronta tardo manieristica ma più caravaggesco del Cavarozzi è ben argomentato ed è stato supportato dalla ricognizione delle numerose copie: circa 23 qui pubblicate a colori e b/n. Alcune copie vengono illustrate per la prima volta, e, secondo l’autore che nella pubblicazione ne argomenta le motivazioni, la maggior parte delle copie esistenti deriverebbero del prototipo appartenuto al conte. Il libro offre novità documentarie come la pubblicazione integrale dei dipinti e degli arazzi con i loro autori rubricati da coloro che ne stilarono l’elenco alla morte del conte avvalendosi dei documenti in possesso del N.H. aragonese.
 

Interessante sotto il profilo storico e antropologico lo spaccato della società aragonese  che viene fuori dalla traduzione dei documenti, come ad esempio il lascito all’ospedale pediatrico, così come la personalità egocentrica del conte che pensa anche dopo la morte di dirigere la vita dei familiari che gli succedono. Il dipinto rintracciato e rubricato come Caravaggio dal conte di san Clemente è qui attribuito a pittore anonimo ed apre un capitolo nuovo sull’esistenza dell’originale di cui si è parlato da quando nella pubblicazione postuma di V. Carderera del 1886 se ne scoprì la traccia in un inventario diverso da quello oggi pubblicato che è quello redatto alla morte del conte.

Il Sacrificio di Isacco del conte di san Clemente nella questione caravaggesca
Bonanno Editore € 20,00
G. M.
 

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