Aula gotica Monastero Santi Quattro Coronati - Tommaso Strinati

aula gotica 6Nel 1997, in una zona di clausura del Monastero Femminile Agostiniano presso la basilica dei SS. Quattro Coronati a Roma, mentre le monache continuavano inossidabili le loro eterne attività al riparo dalle meschinità della vita, una storica dell’arte, Andreina Draghi, e una restauratrice, Francesca Matera, cambiavano drasticamente rotta alle loro vite grazie ad una scoperta che avrebbe reso felice anche Indiana Jones (ma quello dei primi episodi, per intenderci). Le due si trovavano in uno stanzone con alti soffitti a volta, usato dalle monache come stireria e ambiente di servizio, un luogo apparentemente anonimo ma noto agli storici dell’arte per far parte d’uno dei complessi monumentali meglio conservati del tardo e massacrato medioevo romano.


ss_ Quattro CoronatiIl monastero dei SS. Quattro Coronati, d’origine gotica, complice la sua posizione defilata tra il Colosseo e la basilica di San Giovanni in Laterano, ha mantenuto nei secoli – seppur tra qualche inevitabile manomissione – l’aspetto che doveva avere ab origine a metà Duecento. Lo stanzone, agli occhi delle due studiose, si presentava in quell’anno 1997 ricoperto da una triste tinta lilla, con uno zoccoletto dipinto in basso in finto marmo, per un totale di circa 800 mq di superficie totale: un gigante dall’aspetto insignificante, ospedaliero (testimoniato da alcune rare fotografie), ma gustosissimo per degli appassionati ricercatori.

Le intrepide Draghi e Matera (la prima è oggi l’apprezzata direttrice del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, mentre la seconda continua la sua brillante carriera di restauratrice), non convinte che quella fosse la veste originale dell’aula, con un piccolo ponteggio iniziarono a fare delle indagini sulle pareti, rimuovendo il brutto colore grattando le mura con un bisturi. Sotto di esso, il miracolo: mani, volti, panneggi, paesaggi, iscrizioni, di tutto. Un immenso ciclo dipinto aspettava da secoli di tornare alla luce e di svelare al mondo che anche a Roma, la città del Barocco e del Caravaggio, c’era stato un medioevo straordinario e ricco tanto quanto quello che si può vedere a Firenze, a Siena, Orvieto e Napoli.

aula gotica 9Dopo l’emozione, e dopo aver avvertito la Madre superiora del Convento, il Mibac, attraverso le due Soprintendenze ai Beni Artistici e Storici e ai Beni Architettonici di Roma, si mosse energicamente; vennero stanziati tutti i fondi necessari e approntato un lungo e straordinario intervento di restauro. Per quasi nove anni Andreina Draghi diresse i lavori della restauratrice Francesca Matera nella discrezione e nella concentrazione più totale, fin quando, nel 2006 venne restituito alla comunità scientifica internazionale e (si pensò) al pubblico, un monumento che oggi non sfigura (se non, addirittura, supera per importanza) sacrari del gotico mondiale come il Palazzo dei papi ad Avignone o la Cappella degli Scrovegni di Padova.

skira 2Nel dicembre del 2006 un parterre di studiosi, politici, giornalisti, imbucati, appassionati d’ogni genere, poté bearsi della vista di circa 350 mq (su 1000 mq in origine) di un ciclo affrescato ritrovato, databile alla metà del Duecento ed eseguito per la residenza del cosiddetto Vicarius Urbis di allora (una sorta di segretario di stato vaticano di oggi), di nome Stefano Conti. La sontuosa inaugurazione fu arricchita dalla presentazione dalla bellissima e doverosa monografia sul ciclo (Gli affreschi dell’Ala Gotica nel Monastero dei SS. Quattro Coronati. Una storia ritrovata, con un’introduzione di Francesco Gandolfo, Milano 2006, dalla quale è stata oggi ricavata anche una preziosa guida breve: Il palazzo cardinalizio dei Santi Quattro, Milano 2012, entrambi editi da Skira e curati dalla stessa Draghi), finanziata dalla Dexia Crediop grazie all’allora capo della comunicazione della banca belga, l’infaticabile Daniela Condò, avvocato e grande appassionata d’arte.

skira 3Finita la prolusione dell’allora ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli e le presentazioni di rito, e finite le tartine e il prosecco dell’inaugurazione, le monache agostiniane fecero prendere aria agli affreschi, dettero una bella pulita e girarono almeno tre o quattro volte la chiave sul catenaccio della porta d’accesso alla cosiddetta Aula Gotica (così la Draghi ribattezzò il monumento) e da allora nessuno l’ha più vista. Gli affreschi al buio, le monache a pregare.
La storia è nota, troppo poco, però, se n’è parlato, troppo poco ci si è arrabbiati poiché importanti fondi dei contribuenti sono stati spesi per restaurare un’opera che, ormai da anni, è sistematicamente negata alla vista del pubblico e degli studiosi, se non pregando la povera Andreina Draghi che, visti i rapporti con le suddette monache, ogni tanto riesce a far entrare di straforo qualche amico o qualche storico medievalista particolarmente insistente.

Di fatto, l’Aula Gotica è chiusa e tale rimarrà se qualcuno non si muoverà tra le autorità dello Stato, quelle della Chiesa e quelle Locali. Aspettare ancora, seppure nel clima non certo facile in cui sopravvivono oggi i beni culturali del nostro paese, costituirebbe una colposa forma d’abbandono di pubblico capolavoro d’arte, incomprensibile, inaccettabile.

aula gotica 4Al Ministro Massimo Bray – che sta lavorando egregiamente e di lena in un ministero che, purtroppo, da anni è tornato a essere fanalino di coda del governo – desidero rivolgere un accorato appello affinché presti la massima attenzione al caso dell’Aula Gotica dei SS. Quattro Coronati.
Il monumento, caro ministro, va aperto al più presto, poiché potrebbe costituire un’attrattiva mondiale, un volano turistico e culturale a Roma per almeno tre buoni motivi.
Il primo, più banale ma non da poco, è che il monastero dei SS. Quattro si trova a due passi dal Colosseo e potrebbe incanalare un flusso di visitatori importantissimo (sempre nel rispetto della clausura delle monache, per carità!) in un quadro di promozione organica della Valle del Colosseo, proprio adesso che il neosindaco Marino ha meritoriamente avviato i lavori per la pedonalizzazione dell’ultimo troncone di Via dei Fori Imperiali. Il secondo sta nell’unicità assoluta del monumento. Nei pressi del Monastero dei Santi Quattro non mancano opere somme dell’umanità, e cito solo la cappella Branda Castiglioni del Masolino nella Basilica di S. Clemente, la chiesa a pianta circolare di Santo Stefano Rotondo, l’antichissima basilica di Santa Maria in Domnica con i coloratissimi mosaici dell’abside; tutti casi eclatanti, tutti, però, rientranti nell’alveo rassicurante dell’arte curiale: cappelle ed absidi dedicate a santi, martiri, padri della chiesa, illustri pontefici, cardinali committenti e via discorrendo. L’Aula Gotica esula da questa logica, e tutto sembra un incessante scorrere di fotogrammi della vita reale, dell’intero sistema sociale e culturale della Roma anno 1250.
aula gotica 2Immagini, egregio ministro, un immenso sistema figurativo dove la rappresentazione dei mesi e delle stagioni, e dei lavori quotidiani ad essi connessi, si intreccia con lo spettacolo dei segni zodiacali, delle personificazioni dei vizi e delle virtù, delle Arti liberali, delle costellazioni, dei venti, senza dimenticare le figure dell’Antico e del Nuovo Testamento. Immagini che in questa dimenticata Aula Gotica oltre sette secoli fa si amministrava la giustizia dello Stato Pontificio, si prendevano decisioni politiche e spirituali per tutta la cristianità nel centro nevralgico del mondo occidentale di allora, in una stanza dei bottoni com’è oggi l’aula ovale della Casa Bianca. Ma, è ben noto, sic transit gloria mundi.
Il terzo motivo, ministro Bray, non meno importante, è che il suo determinante interessamento per la vicenda dell’Aula Gotica non determinerebbe alcun impegno economico da parte del Mibac, che in questa storia ha già fatto egregiamente la sua parte. Se vi è un problema di dialogo tra le Istituzioni dello Stato e quelle Vaticane per la salvaguardia, sacrosanta, della clausura della comunità monastica dei SS. Quattro Coronati durante le visite al monumento, che lo si risolva. Tenga conto, ministro, che già gli importanti lavori di restauro del complesso affrontarono degnamente la situazione con la costruzione di un percorso protetto e isolato dalla clausura. Evidentemente qualcosa non andò, al punto di bloccare tutto. Il lavoro straordinario di un’amica, di una bravissima storica dell’arte e di una funzionaria dello Stato come Andreina Draghi va valorizzato con tutte le forze che il Mibac potrà mettere in campo.
aula gotica 7Vedrà, ministro Bray, che una volta aperta al pubblico l’Aula Gotica rientrerà nella cantilena che tutti i turisti del mondo imparano a memoria quando vengono a Roma: Colosseo, San Pietro, Cappella Sistina e, infine, Aula Gotica.
Tommaso Strinati, Storico dell’arte, 27/07/2013




 

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