Jota Castro, Gemütlichkeit - Galleria Umberto Di Marino Napoli

0210Alla Galleria Umberto Di Marino di Napoli è di scena per la terza volta dal 2006 il lavoro apertamente e irriducibilmente politico di Jota Castro (classe 1965) - eclettica figura di artista, curatore, docente universitario, diplomatico in carriera - con la personale dal titolo Gemütlichkeit (agiatezza, oppure intimità o affabilità: ma qui appare decisamente da privilegiare il primo sostantivo), in cui torna sul tema del fallimento delle premesse ideologiche dell'Europa, da sempre uno dei punti cardinali della sua ricerca artistica.


Nella sua prima mostra presso la Galleria napoletana (Enjoy your travel, 2006: http://www.galleriaumbertodimarino.com/jota-castro-enjoy-your-travel-5-december-2006/) Jota Castro aveva denunciato con graffiante ironia il declino ineluttabile dell’Europa sotto la pressione crescente delle economie emergenti, nonché la narrazione mitografica di un Vecchio Continente visto ancora come miraggio per le popolazioni al di là del Mediterraneo. Nella personale successiva (Memento mori, 2011: http://www.galleriaumbertodimarino.com/jota-castro-memento-mori-24-february-2011/) l’artista poneva sotto la sua lente i limiti, l’impotenza e l’arroganza culturale dell’Europa.

039Ancora più drammatica appare oggi la crisi dei valori etici, civili e culturali della nostra area, dopo questi ultimi anni in cui più acuta si è manifestata la catastrofe sociale e l’implosione del modello economico neoliberista.
In Gemütlichkeit Castro punta così il dito contro l’immobilismo e la deresponsabilizzazione della società europea in nome di una falsa comfort zone e in difesa di un benessere sempre più ingannevole, mentre i cadaveri dei clandestini che riemergono dal mare la inchiodano tragicamente all’indispensabile confronto radicale con chi vive al di là di linee di demarcazione incessantemente rinegoziate dalle trattative diplomatiche.

Tematiche certo non nuove, né invero frequentate di rado dall’arte contemporanea, le quali, a dispetto della loro fondatezza e correttezza politica, presentano evidentemente un alto rischio di retorica. Ma che, occorre aggiungere, trovano nei lavori di Jota Castro, incisivi e personali, una convincente traslazione artistica, in cui il piano scopertamente “didascalico” si concretizza (e trae forza) in una limpida, serrata e sin quasi stringata compostezza formale.
Lu.Bo., 09/01/2014

Jota Castro
(Lima, Perù, 1965) vive e lavora a Bruxelles (Belgio). Egli lavora indifferentemente con i mezzi della scultura, della fotografia, del video e dell'installazione, realizzando opere di esplicito impatto civile, imperniate su grandi tematiche sociali e politiche. Castro insegna alla European University di Madrid. Ha partecipato alle Biennali di Venezia, Tirana, Praga e Gwandju. Nel 2004 ha vinto la Biennale di Gwandju, in Corea.

058Tra le principali mostre personali e collettive si segnalano:
2013 Emergency Pavilion: Rebuilding Utopia, 55th Esposizione d'Arte Internazionale - la Biennale di Venezia, Italia; Tell me whom you haunt: Marcel Duchamp and the contemporary readymade, a cura di Mario Codognato, Blain Soutern, Londra, GB
2012 Austerity Über Alles, Galerie Barbara Thumm, Berlino, Germania
2011 Dublin Contemporary - Terrible Beauty—Art, Crisis, Change & The Office of Non-Compliance, Dublino, Irlanda; Memento mori, Umberto di Marino, Napoli, Italy
2010 Trasparenze, a cura di Laura Cherubini, MACRO, Roma, MADRE, Napoli, Italia; 17th Biennale of Sidney, Australia; Low cost tour, Gonzalez y Gonzalez Gallery, Santiago, Cile
2009 The Fear Society, Pabellón de la Urgencia, Murcia. 53rd Esposizione Int.le d’Arte, Biennale di Venezia, Italia; Low Cost, Galeria Oliva Arauna, Madrid, Spagna
2008 U-Turn, Quadriennale d’Arte Contemporanea di Copenhagen, Nicolaj CCAC, Copenhagen, Danimarca
2007 We are your future, II Biennale di Arte Contemporanea di Mosca, Mosca, Russia
2005 3rd Tirana Biennale, Albania; Introduction to Jota Castro, Uplands Gallery, Melbourne, Australia; Exposition Universelle 1, Palais de Tokyo, Parigi, Francia
2004 4th Kwangju Biennale, Korea PREMIO BIENNALE
2003 Motherfuckers never die, Galleria Minini, Brescia, Italia; Z.O.U, 50 ª Biennale di Venezia, Survival Guide for Demonstrators, Italia


Jota Castro
Gemütlichkeit
Galleria Umberto Di Marino - Via Alabardieri 1, 80121, Napoli
fino al 22 febbraio 2014
Orario: lunedì – sabato ore 15:00 / 20:00 – mattina su appuntamento
T.+39 081 0609318 F. +39 081 2142623
info@galleriaumbertodimarino.com
www.umbertodimarino.com

Didascalie immagini:
1.
Mediterranean autumn, 2013, butterfly, stone – photo Renato Ghiazza
2.
Jugaad, 2013, safety pins, cm 100 x 150 – photo Renato Ghiazza
3.
La mort est blue, 2013, Portuguese rose marble, cm 26x70x3 – photo Renato Ghiazza

Torna alla lista        Stampa