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L'occhio di Caravaggio è un volume dedicato all'analisi di alcuni anni cruciali nel percorso professionale del pittore lombardo, soffermandosi in particolare su quegli elementi tecnici che l'hanno reso rivoluzionario, e prestando attenzione più al processo esecutivo che alle peculiarità del suo stile.

Con questa pubblicazione Whitfield conferma di essere rimasto, nel suo percorso di storico dell’arte e antiquario, sempre fedele a Michelangelo Merisi da Caravaggio, mantenendolo con autentica passione al centro dei propri studi.

Il libro offre nuovi spunti di riflessione e si sofferma su molteplici argomenti e spigolature che vanno dalla precisa interpretazione dei documenti ai committenti e mecenati dell'artista, sino alle tecniche da lui adottate.

Aderente alla realtà e sostenuta da un'adeguata intuizione appare la ricostruzione delle prime attività lavorative di Caravaggio a Roma, così come la sottolineata importanza del rapporto con Prospero Orsi.

In questo primo capitolo viene fuori l’esperienza dello studioso attento delle vicende umane e artistiche del pittore lombardo. Pur se solo sulla base d’ipotesi (ma che prendono purtuttavia le mosse da dati oggettivi) Whitfield riesce a cristallizzare l’attività lavorativa degli anni della povertà del Caravaggio a Roma, avanzando fondate supposizioni che aiutano, almeno in parte, a decriptare gli anni ancora sconosciuti della prima attività del pittore.


Il volume tratta ancora con competenza del procedimento attraverso il quale Caravaggio inventa un metodo nuovo per creare le immagini e dare loro prospettiva: e questo proposito l’autore è tra quelli che da più tempo sostengono con forza l’utilizzo della camera oscura da parte del Merisi. L'autore mette a fuoco le influenze di Galileo Galilei, dell'illuminato mecenate cardinale Del Monte e la capacità del Caravaggio di cogliere gli stimoli provenienti dai più dotti e avanzati uomini di scienza e cultura dell’epoca.
Nella parte finale il libro si concentra su ciò che si situa al di là della raffigurazione del dipinto, analizzando gli elementi organici e chimici con i quali il Merisi preparava le sue tele.
 
Con questa pubblicazione Whitfield apporta un significativo contributo alla conoscenza del Merisi, assumendo un angolo di osservazione originale che offre i frutti di un'analisi raffinata e consolidata nel tempo.
 
                                                                                                                                                                                             Renato Di Tomasi

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