La consegna delle chiavi di Guido Reni. Un capolavoro ritorna - Fano, Pinacoteca San Domenico

Reni_Guido_Consegna delle chiavi a San Pietro_1625_Parigi_Musée du Louvre(fig_1)Fino al 29 settembre prossimo, nella cittadina di Fano, si festeggia il ritorno della grande pala con la Consegna delle Chiavi (fig. 1) firmata nel 1625 da Guido Reni (Bologna, 1575-1642), e commissionata dal marchigiano Francesco Marcolini per la sua cappella privata nella chiesa di San Pietro in Valle. L’evento, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dal Comune di Fano insieme alla Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici delle Marche, ha permesso di far rimpatriare la tela dopo più di due secoli di lontananza, dando luogo a una piccola mostra, ospitata nella Pinacoteca di San Domenico, dal titolo "La Consegna delle Chiavi. Un capolavoro ritorna". Infatti, nel 1797, in piena età napoleonica, il quadro venne trafugato dalla chiesa per essere trasportato in Francia, dove ancora oggi si trova, conservata al Louvre.


L’allestimento fanese permette di fruire il dipinto accanto a due Annunciazioni realizzate dallo stesso Reni: una destinata sempre a San Pietro in Valle, eseguita nel 1621 (fig. 2) e oggi custodita nel Museo civico di Fano, e l’altra conservata nei Musei civici di Ascoli Piceno e dipinta dal bolognese intorno al 1628 (fig. 3).

Durante il terzo decennio del XVII secolo, Reni è in effetti più volte impegnato al servizio della committenza marchigiana. L’Annunciazione del 1621 è la prima opera in ordine di tempo che il bolognese realizza per la chiesa di San Pietro in Valle, legata agli Oratoriani di San Filippo Neri. La commissione gli viene dal filippino padre Gabrielli che la vuole destinare alla sua cappella privata. Nell’opera Reni ritrae i due protagonisti in un ambiente indefinito, il cui unico estremo tangibile è sottolineato dalla presenza del leggio su cui la Vergine si sostiene. Circondati in basso da nubi dense e scure, rischiarate in alto da una luce dorata che piove dal cielo, Maria e l’arcangelo si scambiano uno sguardo profondo e silenzioso. La tavolozza del pittore è risentita di scuri che tagliano nettamente i panneggi, facendo risaltare la gamma dei colori metallici che richiamano certe sperimentazioni compiute da Ludovico Carracci.

Reni_Guido_Annunciazione_1621_Fano_Pinacoteca Civica(fig_2)La pala, ad ogni modo, non dovette soddisfare lo stesso autore: il suo disappunto è espresso in alcune lettere inviate a padre Gabrielli, pubblicate da Giovanni Gaetano Bottari e Stefano Ticozzi (Raccolta di lettere sulla pittura, scultura ed architettura..., 1828, VIII, p. 34). In una missiva del 23 marzo 1622 Guido, parlando già della Consegna delle chiavi per il Marcolini, auspica, ad esempio, di «far cosa meglio della prima».

La grande tela con il Cristo che consegna le chiavi a San Pietro, invece, è un’opera in cui l’artista rinvia allo studio dei grandi modelli raffaelleschi, che emerge prepotentemente nel classicismo dei volti, nell’eleganza contenuta dei gesti, nella razionale organizzazione degli spazi e nella levità dei colori smaltati. Il gruppo costituito dagli Apostoli, da Cristo e San Pietro si staglia in primo piano contro una fuga prospettica delineata dalla strombatura delle colonne classiche che, poste in rapida successione l’una dietro l’altra, aprono su un paesaggio arcadico. In alto, a chiudere il contesto della scena sacra, tre putti intrisi da un bagliore dorato sono immersi nei vapori delle nuvole.

La triade fanese termina con l’Annunciazione del 1628, in cui Reni, pur mantenendo l’impostazione del ’21, descrive il momento in cui l’angelo si accosta a Maria ancora profondamente assorta nella lettura, per annunciarle il mistero dell’incarnazione. I due protagonisti sono ritratti all’interno di una stanza, di cui percepiamo il pavimento in prospettiva, che affaccia su un largo paesaggio esterno. Intorno all’angelo si addensano delle fitte nubi argentate, da cui in alto sulla sinistra occhieggiano due putti alati il cui roseo incarnato è riscaldato dalla luce che promana dal cielo. L’iconografia dell’Annunciazione sembra riflettere ancora i legami di Reni con la pittura dei Carracci, ma anche una nuova meditazione sui dipinti di uno dei più illustri artisti marchigiani del Cinquecento: Federico Barocci.
Contestualmente all’esposizione il Comune di Fano ha organizzato un itinerario del barocco fanese, che consente gratuitamente ai fruitori di seguire i percorsi dell’arte del Seicento tra la Pinacoteca, la Cattedrale, il Museo Civico e la stessa San Pietro in Valle.
   Giulia Bonardi, 22/8/2013


Reni_Guido_Annunciazione_1628-1629_Ascoli Piceno_Pinacoteca Civica(fig_3)Guido Reni “La consegna delle chiavi”. Un capolavoro ritorna
15 giugno 2013-29 settembre 2013


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Tel. 0721 802885 - Fax 0721 827726

Orari di apertura
Martedì - Domenica
18.00 – 22.00




Itinerario del Seicento a Fano
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tutti i giorni esclusi i festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00

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venerdì, sabato e festivi ore 18.00 – 20.00

Pinacoteca Civica
mar ore 9.00 – 13.00 e 17.00 – 20.00; gio e dom ore 17.00 – 20.00; sabato ore 9.00 – 13.00
Ingresso libero presso tutte le sedi espositive

Didascalie immagini

1. Guido Reni, Cristo consegna le chiavi a San Pietro, 1625, olio su tela; cm. 343 x 218, Parigi, Musée du Louvre.
2. Guido Reni, Annunciazione, 1621, olio su tela; cm. 266,5 x 168, Fano, Pinacoteca Civica.
3. Guido Reni, Annunciazione, 1628-1629, olio su tela, cm. 237 x 154. Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica.

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