Adrian Paci Vite in transito - Pac Milano

002Il PAC presenta una vasta retrospettiva, a cura di Paola Nicolin e Alessandro Rabottini, dedicata ad Adrian Paci, artista albanese che dal 1997 vive e lavora a Milano.
La mostra offre un’ampia selezione di opere realizzate dalla metà degli anni Novanta fino al recentissimo The Column, mediometraggio realizzato nel 2013, prefiggendosi di dare una rappresentazione complessiva della varietà di linguaggi ed esperienze figurative che caratterizzano l'attività artistica di Paci: disegno, pittura, scultura,  fotografia, video.

 
Il lavoro di Adrian Paci (Scutari, Albania, 1969) - da sempre impegnato a coniugare racconto, ricerca formale e impegno sociale - dapprincipio si è sviluppato e imposto all’attenzione internazionale come un’incisiva testimonianza artistica delle controverse vicende che hanno caratterizzato l’esistenza dei paesi dell’ex blocco sovietico a seguito della caduta del Muro di Berlino. Paci ha così prodotto un nucleo di opere che ruotava in vario modo intorno al tema centrale dall’immigrazione, sempre accompagnato e sostenuto da una riflessione critica sul ruolo delle immagini nella narrazione, descrizione e interpretazione della realtà.
005Nel corso della sua attività Paci ha costantemente ampliato i confini concettuali del proprio lavoro, giungendo a un’esplorazione aperta e in progress intorno alle tematiche universali della perdita, del movimento individuale e collettivo delle persone, della perpetua ricerca di un altrove fisico e mentale.
 
The Column (2013), film esposto per la prima volta in questa circostanza in Italia e prodotto con il contributo di importanti istituzioni internazionali (fra gli altri lo Jeu de Paume di Parigi, il PAC di Milano, il Röda Sten Konsthall di Göteborg e il Trondheim Kunstmuseum di Trondheim), si colloca pienamente all’interno di questo set di questioni e di spunti di ricerca.
Il mediometraggio è il racconto visionario e potentemente metaforico dell’estrazione di un grande blocco di marmo da una cava cinese e della sua successiva trasformazione in una colonna in stile classico (esposta anch'essa negli spazi del PAC). La lavorazione avviene in mare, per mano di abili operai specializzati che nel corso della traversata sembrano diventare tutt’uno con l'opera, che realizzano all’interno di una grande nave cargo di cui non è precisata la distinazione e la cui enorme pancia è integralmente occupata dal cantiere dove viene eseguita l'anomala commissione.
Parabola restituita con limpida e ponderata bellezza visiva, The Column ruota con catturante lentezza attorno a temi di stringente attualità (senza, peraltro, riuscire minimamente soggiogata dal pur trasparente livello "didascalico"), come la de-localizzazione del lavoro, la trasformazione delle tradizioni e il confronto tra le culture.

007Nella mostra milanese si possono cogliere appieno i due nuclei cardinali della poetica di Paci: la figura umana come originario e insormontabile elemento narrativo e immaginativo, e il movimento costante dei popoli o delle persone, tra dimensione autobiografica e storia.
Un problematico spazio semantico - denso di implicazioni politiche, sociali, culturali, morali, affettive, oltrechè evidentemente estetiche – in cui si collocano i personaggi di tutti i video presentati al PAC: Vajtojca (2002), Turn On (2004), PilgrIMAGES (2005), Centro di Permanenza Temporanea (2007), Encouneter (2011).

La personale del PAC espone anche una serie di opere figurative più “tradizionali”, come gli acquerelli di The Wedding, l’affresco su mattoni di Façade, la serie di disegni su carta Passages e le gouaches montate su tela della serie Secondo Pasolini (Decameron), 2007, omaggio al grande regista e poeta italiano (tra le fonti di ispirazione dichiarate di Paci) e alle strette connessioni che legano i suoi film alla pittura.
La mostra è arricchita da un contributo dell’artista Giovanni De Lazzari (Lecco, 1977), formatosi con Adrian Paci durante gli anni del suo insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Bergamo, che ha concepito un installazione – visibile al primo piano del PAC – attraverso la selezione di materiali provenienti da una collezione privata di Milano che raccontano gli esordi della carriera di Paci.
 
011(1)L’esposizione è accompagnata dalla pubblicazione Adrian Paci – Transit, realizzata in coproduzione con il Jeu de Paume e il Musée d’Art Contemporain di Montréal e pubblicato da Mousse Publishing.
Lu.Bo., 19/10/2013

ADRIAN PACI, Vite in transito
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
Via Palestro, 14, 20121 Milano
5 ottobre 2013  - 6 gennaio 2014
02 8846 5236
facebook.com/pacmilano


DIDASCALIE IMMAGINI:
1.  Adrian Paci
, Passages, 2009, Acrilico e acquarelli su intonaco e terracotta, cm 30 x 20 x 20
Collezione privata, courtesy dell’artista e di kaufmann repetto, milano
2.  Adrian Paci, Secondo Pasolini (Decameron), dettaglio, 2006, 12 gouaches su carta montate su tela, cm 38 x 70 cad
courtesy dell’artista e di kaufmann repetto, milano
3.  Adrian Paci, Centro di permanenza temporanea, 2007, video, 5’30’’
courtesy dell’artista e di kaufmann repetto, milano
4.  Adrian Paci, The column, 2013, video, 25’40’’
courtesy dell’artista e di kaufmann repetto, milano

 

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