Il Maxxi cambia forma, o meglio, la amplia. Il Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha aperto nuovamente i battenti da pochi giorni con una collezione permanente ampliata e nuovi servizi digitali. I primi ospiti che il Maxxi ha accolto dopo il suo “restyling” sono stati: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro Dario Franceschini insieme al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il vice-sindaco Luca Bergamo. 
 
 
Il Maxxi, museo che porta una firma d’autore
 
La storia del Maxxi inizia nel 1998, quando viene bandito dalla Soprintendenza Speciale di Arte Contemporanea un concorso internazionale volto a raccogliere, e paragonare tra loro, idee per la realizzazione a Roma di un nuovo polo nazionale, culturale ed espositivo, dedicato all'arte e all'architettura contemporanee. Il progetto doveva integrarsi con l’urbanistica del quartiere Flaminio, valorizzare e non intaccare gli spazi esterni e creare una continuità nei percorsi ponendo attenzione all’illuminazione naturale. Zaha Hadid, architetto di fama mondiale, riuscì a fondere tra loro tuti questi requisiti nel suo progetto e nel 1999 la giuria la elesse come vincitrice del concorso. 
Zaha, morta lo scorso anno a causa di un attacco cardiaco, è stata la prima donna a ricevere i tre principali riconoscimenti nel mondo dell’architettura (il Pritzker, lo Stirling e la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects); il suo stile innovativo, fuori dagli schemi, unito ad una grande precisione metodologica sono stati il segreto del suo successo. Il periodo di attività di Zaha si colloca nell’era del decostruzionismo (o decostruttivismo), orientamento architettonico propenso all’esplorazione di linee meno tradizionali, prediligendo l’utilizzo di materiali come il vetro, il cemento armato e l’acciaio. Nei progetti architettonici gli schemi classici dei palazzi tradizionali venivano ideologicamente “distrutti” per essere poi assemblati nuovamente in strutture dalle linee moderne, dove verticalità e orizzontalità si incontrano formando strutture dal desing originale, elegante e moderno. Tutte le strutture di Zaha sono riconoscibili per queste caratteristiche e anche il Maxxi non è da meno, le sue linee pulite che si incrociano donano modernità alla struttura, i colori chiari con l’utilizzo delle vetrate rendono gli spazi esterni ideologicamente più ampi alla vista del visitatore che viene accolto dalla pulizia delle forme geometriche. Oggi il Maxxi, orgoglio architettonico della Capitale che porta la firma dell’architetto donna più celebre al mondo, amplia le sue dimensioni anche internamente.
 
Gli spazi del Maxxi si triplicano
 
La Maxxi rivoluzione del Museo nazionale delle arti del XXI secolo inizia dalla piazza Alighiero Boetti, dove sono state collocate tre nuove istallazioni: il grande barcone che con le sue reti cattura i visitatori Mareo Merz di Elisabetta Benassi, Anima di Mircea Cantor che raffigura un imponente scheletro in legno e corda dell’altezza di circa otto metri che si ispira alla Basilica di San Pietro scomponendola e tornando alle origini dell’essenzialità e Winter Moon di Ugo Rondinone, il bellissimo calco di un ulivo millenario alto cinque metri in alluminio, dipinto di smalto bianco opaco.  Una Reading room accoglierà gli incontri con l’autore, senza però tralasciare la parte “storica” grazie all’Archivio degli incontri internazionali di arte che rende accessibile al pubblico il patrimonio documentario del museo che comprende oltre sessanta opere d'arte dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. La digitalizzazione del museo inizia a prendere forma con la monogallery permanente che presenterà agli ospiti monografie, rassegne e retrospettive; quest’istallazione renderà possibile per i visitatori la fruizione di video e proiezioni per discutere con esperti del mondo dell’arte come critici, studiosi o gli stessi autori delle opere. 
Ampliata anche l’offerta della ristorazione con due locali: il primo è Typo, del tutto nuova questa caffetteria-bookshop realizzata in uno spazio vergine dell’ex caserma, ovvero su via Guido Reni; il secondo è Linea, ristorante collocato su Piazza Alighiero Boetti che sfrutterà la consulenza a livello della chef stellata Cristina Bowerman. La cura degli spazi ricreativi denota come il Maxxi vuole diventare un punto d’incontro della Capitale, un luogo dove arricchirsi, ma anche dove incontrarsi.

di Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

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