Presentazione del volume di

Erminia Gentile Ortona e Mirco Modolo

 

CAYLUS E LA RISCOPERTA DELLA PITTURA ANTICA

attraverso gli acquarelli di Pietro Santi Bartoli per Luigi XIV.
Genesi del primo libro di storia dell’arte a colori

De Luca Editori d’Arte

Giovedì 30 giugno alle 17.30 presso la
Sala Dante – Istituto Centrale per la Grafica
Via Poli, 54 - Roma
 
 
Il Direttore del Centro di Studi
Marcello Fagiolo


Il Recueil de peintures antiques, uscito a Parigi tra il 1757 e il 1760, rappresenta una pietra miliare nello studio della pittura antica nel XVIII secolo; nonostante il successo della pubblicazione presso i contemporanei, che ebbero a definirlo “le livre d’antiquités le plus singulier qui paraitra jamais” (Ch. Le Beau), rimane ancora oggi una delle opere meno note di Caylus.
Dopo aver rinvenuto a Parigi trentatré acquarelli di Pietro Santi Bartoli, Caylus li fece incidere al tratto e acquarellare in trenta esemplari, che, per la prima volta, sono stati in gran parte rintracciati dagli autori del libro.
Si propone qui una rilettura del Recueil e della sua fortuna attraverso l’esame della corrispondenza di Caylus – e dei suoi collaboratori Mariette e Barthélemy – con gli amici italiani padre Paciaudi e monsignor Bottari, corrispondenza che ha permesso di conoscere più da vicino la storia dell’edizione, la sua distribuzione, la sua fortuna presso i contemporanei. I bellissimi acquarelli di Bartoli ritrovati da Caylus sono oggi conservati nella Bibliothèque nationale de France, rilegati nel manoscritto che Caylus donò a Luigi XV nel 1764. A questi sono da aggiungere i trentadue esemplari del Royal Institute of British Architects di Londra che appartenevano in origine ad un’unica serie, acquistata dall’Accademia di Francia a Roma per conto di Luigi XIV tra il 1685 e il 1694, come si è potuto accertare, sulla base della documentazione archivistica reperita a Parigi.
I sessantacinque acquarelli di Bartoli, che riproducono affreschi antichi rinvenuti nelle vigne della Roma tardobarocca, riuniti insieme in questo libro, sono pubblicati per la prima volta a colori e analizzati in base al contesto archeologico di provenienza, in una sintesi che attraversa due secoli fondamentali per lo studio della pittura antica.
 
 
ERMINIA GENTILE ORTONA si è specializzata nello studio dell’Antico nell’arte italiana. con particolare riguardo per la pittura del Settecento romano. Ha scritto saggi sulle pitture delle Terme di Tito, sulla Villa Albani, sull’influenza della pittura antica nell’ambiente del Cardinale Alessandro Albani, su Felice Giani. Nei molti anni, trascorsi all’estero ha svolto attività di catalogazione e tutela dei beni artistici nelle ambasciate di Lisbona, Teheran e Parigi, culminata col volume L’Ambasciata d’Italia a Parigi. Hotel de La Rochefoucauld-Doudeauville (2009).
 
MIRCO MODOLO è archeologo, archivista e studioso di cultura antiquaria della Roma del XVII secolo. Dottore di ricerca con una tesi sulla fortuna della pittura antica tra Sei e Settecento (Università “Roma Tre”), si è diplomato presso la Scuola biennale di Paleografia, Archivistica e Diplomatica dell’Archivio Segreto Vaticano. Nelle sue pubblicazioni si è interessato prevalentemente dei disegni dall’antico sia come strumento di indagine del contesto erudito che li ha prodotti, sia come chiave per la ricostruzione archeologica. Ha analizzato gli acquarelli di Pietro Santi e Francesco Bartoli della collezione Topham di Eton e della collezione Coke di Holkham Hall nei cataloghi delle mostre “Paper Palaces” (Eton 2013) e “Seduzione Etrusca” (Cortona 2014).

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