Dalla seconda metà del 200 inizia l’epoca più importante e più creativa della storia della civiltà italiana. Sia sotto il profilo letterario con Dante, Petrarca e Boccaccio sia sotto quello artistico. Fra i protagonisti del secondo 200 artistico medievale ci sono Nicola Pisano e il figlio Giovanni. Giovanni rappresenta una cultura più moderna rispetto a quella del padre Nicola e partecipa della cultura gotica che si fonda sul classicismo del padre Nicola. Giovanni Pisano ebbe frequenti rapporti con la città di Pistoia e qui è conservato il suo capolavoro terminato nel 1301, ovvero il pulpito della chiesa di sant’Andrea a Pistoia con un forte accento gotico pienamente realizzato. Qui l’iconografia classica, che gli derivava dal padre Nicola, appare scemata. La madonna appare come una donna che ha appena partorito. Anche il somaro e il bue sono rappresentati con verità che proietta Giovanni in una nuova dimensione. Così anche la strage degli innocenti che rappresenta una drammaticità e una intensità moderna.
Il percorso espositivo della mostra è organizzato in nove stanze in ognuna della quale è esposta un’opera.
Nella prima stanza ci sono le origini artistiche di Giovanni rappresentate da un’opera del padre Nicola, il rilievo con le Stimmate di san Francesco. E’ quanto resta del monumento funebre risalente agli settanta del Duecento, probabilmente commissionato dalla prima chiesa francescana di Pistoia di santa Maria del Prato, il cui probabile destinatario potrebbe essere il vescovo Filippo da Pistoia.
Nelle otto sale successive si susseguono i capolavori di Giovanni Pisano: nella seconda stanza un tondo in marmo con una Madonna con il bambino considerata opera giovanile  Le forme armoniche tradiscono fortemente l’influenza paterna. Mentre la torsione del volto della vergine prelude quell’idea di movimento che caratterizzerà nella maturità lo scultore. L’opera proviene dal museo di Empoli.
La mostra prosegue con Un angelo in veste di diacono che sorregge la testa del Battista un’opera che risente del gusto gotico francese del Duecento la cui attribuzione al giovane Giovanni è posta in maniera prudente.
In mostra anche due “ballerine” figure ideate per le ghimberghe del duomo di Pisa. Si tratta di due statue che raffigurano due donne danzanti in cui il movimento espressionistico dello scultore prende forma.
In quattro stanze sono esposti quattro crocifissi che testimoniano la crescita artistica del Giovanni Pisano. Nella quinta stanza si ammira il Crocifisso della chiesa di san Bartolomeo in Pantano. Nelle due stanze successive, alla numero sette, il Crocifisso della Pieve di sant’Andrea realizzato con un movimento tormentato del corpo che induce compassione è una delle ultime opere di Giovanni. Chiude la mostra una figura allegorica marmorea: la Giustizia. L’opera faceva parte del monumento funebre della moglie di Enrico VII, Margherita di Brabante. La commissione arrivò allo scultore oramai settantenne il quale seppe realizzare ancora una volta un capolavoro che colpisce lo spettatore per la dolcezza e armonia del volto.
 
Foto 1 GIOVANNI PISANO Pulpito di Pistoia particolare- Chiesa di S Andrea- Pistoia

Foto 2 NICOLA PISANO, Stimmate di San Francesco, marmo, 1270-1275 circa, Pistoia, Museo Civico. Dalla chiesa di San Francesco a Pistoia (foto Serge Domingie)

Foto 3 GIOVANNI PISANO, Madonna col Bambino, marmo, 1270-1275 circa, Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea (foto Serge Domingie)

Foto 4 GIOVANNI PISANO, Crocifisso, legno intagliato, dipinto e dorato, 1285-1290 circa, Siena, Museo dell’Opera del Duomo. Dalla cattedrale di Siena (foto Serge Domingie)

Foto 5: GIOVANNI PISANO, Allegoria della Giustizia, figura-cariatide del monumento funebre della regina Margherita di Brabante, eretto nella chiesa di San Francesco di Castelletto a Genova, marmo, 1313 circa, Genova, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola (foto Serge Domingie)

Redazione News Art

19 giugno 2017


 
 

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