IL POLO MUSEALE DEL LAZIO  E LA  FONDAZIONE SILVANO TOTI
 

Presentano alla stampa martedì 23 maggio 2017, ore 11.30 i lavori di restauro della sala delle fatiche di Ercole presenti a Palazzo di Venezia. Il pubblico potrà visitarla a partire da sabato 27 maggio p.v. avvalendosi di visite guidate.
L’evento inaugurale vedrà l’intervento di Edith Gabrielli, Direttore del Polo Museale del Lazio. Maria Teresa Toti, Fondazione Silvano Toti. Sonia Martone, Direttore del Museo di Palazzo Venezia. Paolo Castellani, Direttore dei lavori di restauro.
Il restauro restituisce al pubblico la magnificenza degli affreschi e del fregio ligneo della Sala delle Fatiche di Ercole, che riportano otto fatiche dell’eroe: Ercole e il leone Nemeo, Ercole e Anteo, Ercole e i buoi di Gerione, Ercole e Gerione, Ercole e il drago Ladone, Ercole e la cerva di Cerinea, Ercole e gli uccelli di Stinfalo ed infine Ercole e il centauro Nesso.
Già in passato le decorazioni erano state oggetto di restauro, fra l’altro nella seconda metà del XIX secolo, nel 1928 e infine nel 1970. Tenendo presente questa complessa vicenda conservativa, il nuovo intervento ha dapprima rimosso il fisiologico deposito di sporco, le vecchie vernici superficiali – nel frattempo ingiallite – e le estese ridipinture dei fondi azzurri delle scene raffigurate entro la finta loggia, per poi passare al reintegro delle lacune, laddove naturalmente necessario e possibile.

La Sala delle Fatiche di Ercole è situata al piano nobile di Palazzo Venezia, nell’appartamento del fondatore dell’edificio, il cardinale veneziano Pietro Barbo, poi divenuto papa Paolo II (1464-1471).
La sala originariamente era ufficialmente destinata alla custodia dei paramenti sacri del pontefice e perciò talora anche detta Sala dei Paramenti.
Il fregio a fresco che ne decora la parte alta raffigura in trompe-l’œil una loggia a dodici arcate, quattro con fontane e amorini, le otto restanti con fatiche dell’eroe.





Ecco dunque Ercole e il leone Nemeo, Ercole e Anteo, Ercole e i buoi di Gerione, Ercole e Gerione, Ercole e il drago Ladone, Ercole e la cerva di Cerinea, Ercole e gli uccelli di Stinfalo ed infine Ercole e il centauro Nesso. La provenienza culturale dell’autore che eseguì gli affreschi va ricondotta ad un maestro dell’Italia del nord, forse nell’ambito di Andrea Mantegna.

Fig. 1 Ercole e Anteo
Fig. 2 Ercole e Gerione
Fig. 3 Affresco particolare di un putto
Fig. 4 Affresco particolare Ercole e il Centauro Nesso
Fig. 4 Affresco particolare Ghirlanda con due putti


Redazione

 
 

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