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La Pinacoteca conserva al posto d’onore delle sue collezioni un celebre ciclo di dipinti che Finoglio trasse dalla Gerusalemme Liberata. Fu Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, ad invitare il pittore a trasferirsi da Napoli (dov’era probabilmente nato intorno al 1590 e dove aveva svolto il suo apprendistato e la sua prima carriera artistica) nelle Puglie: ed in effetti Paolo Finoglio sarebbe poi vissuto e rimasto operoso tra Conversano e Monopoli sino alla morte, nel 1645. Proprio dalla volontà del suo principale committente e della moglie Isabella Filomarino scaturì l’esecuzione, all’incirca tra il 1640 e il 1643, della serie di dieci grandi tele raffiguranti episodi del capolavoro di Torquato Tasso, destinate alla Galleria del Castello Acquaviva. Il ciclo, vertice dell’arte del Finoglio, rimase nel castello fino al 1938, quando le tele vennero vendute per essere poi acquistate in asta dal Comune di Conversano nel 1974. Esse offrono un’originale interpretazione pittorica della Gerusalemme liberata, che accantona la componente arcadico-pastorale, solitamente privilegiata dall’arte del Seicento, per concentrarsi sulla dimensione epica e sulle scene cavalleresche e più propriamente “di historia” del poema tassesco.

Al secondo piano della Pinacoteca sono esposte in mostra altre 13 opere, che intendono fornire una panoramica sufficientemente rappresentativa dell’influenza e del seguito del pittore intorno alla metà del XVII secolo, insieme a testimonianze documentarie provenienti dall’archivio di Stato e dalla Diocesi di Conversano. La mostra, inoltre, si estende idealmente alle chiese dei Santi Medici e di San Bendetto, a loro volta legate alla famiglia Acquaviva, gli arredi pittorici delle quali furono avviati dal Finoglio per essere ultimati, alla sua morte, da artisti legati alla sua maniera (per quanto non necessariamente suoi allievi). Il titolo dell’esposizione, Finoglio e il suo seguito, precisa del resto l’intento di mettere a fuoco anche il dopo Finoglio, che vede coinvolti artisti di primo piano come Cesare Fracanzano (attivo nella chiesa dei Santi Medici), maestri di buon livello come Carlo Rosa, e autori ancora sconosciuti. Tra questi ultimi si segnalano in mostra quattro dipinti del cosiddetto Maestro della Samaritana (due dei quali provenienti proprio dalla Chiesa di San Benedetto e oggi conservati nella Pinacoteca Provinciale di Bari), uno dei pittori più interessanti attivi nell’orbita di Finoglio. In questo senso l’odierna esposizione può essere considerata, fermo restando il ruolo cardinale svolto in entrambe dal ciclo tassesco, un utile complemento all’assai più ampia mostra monografica che si tenne sempre a Conversano nel 2000, Paolo Finoglio e il suo tempo, e che si può dire svolse una funzione sin quasi rivelatrice delle alte qualità stilistiche e della brillantezza tecnica di Finoglio, sin lì considerato, tranne che da pochi specialisti dell’arte napoletana del Seicento, all’incirca un piccolo maestro caravaggesco di seconda generazione, epigono di Battistello Caracciolo e Massimo Stanzione.

I documenti archivistici esposti riguardano l’ultimo periodo di attività dell’artista. Ai documenti già noti si aggiungono causali di pagamento e protocolli notarili, che hanno dimostrato, tra l’altro, come negli anni 1641 e 1643 Finoglio fosse stabilmente residente a Conversano. In particolare, un atto notarile datato 14 febbraio 1641 ragguaglia intorno all’attività di commercio delle sete svolta dal pittore: notizia che si sarebbe facilmente tentati di mettere in relazione col sempre ammirato virtuosismo luministico esibito dalla pittura di Finoglio nella resa naturalistica dei tessuti.

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Orari mostra: dal martedì al venerdì 9,30/12,30- 17,30/20,30. Sabato e domenica 10,00/12,30 – 18,30/21,00. Lunedì chiuso. Prenotazioni e guide, tel. 0804959510, email: coop.armida@libero.it

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