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Parla Tiziana Sassoli (Galleria Fondantico). Continua l'inchiesta "Che fine ha fatto l'arte antica?"

L'intervento di una nota gallerista bolognese sui problemi che affliggono il mercato dell'arte e sulle possibili soluzioni per superarli


Pubblichiamo oggi un altro parere di un' addetta ai lavori, titolare di una storica Galleria bolognese specializzata in pittura emiliana antica, ma non solo; le sue risposte, che a volte appaiono forse troppo brevi, tuttavia affrontano in modo preciso le questioni poste e in ogni caso possono essere in grado di aiutare a far luce sui motivi di crisi che attraversa il mercato antiquario e sulle strade per uscirne fuori.


D- Sig.ra Sassoli, la stagione delle aste di pittura antica si è chiusa con le recenti aste tenutesi a Londra agli inizi di luglio;  le chiedo:  quale è la sua personale valutazione sull’andamento di questo segmento di mercato, cioè quello dei dipinti antichi; che idea si è fatto personalmente ? a suo parere si notano segnali di ripresa ?
 
1 A mio avviso ci sono senz’altro segnali di ripresa e il mercato dell’antico, soprattutto internazionale, favorisce ottimi esiti.
 
D- In particolare, per quanto concerne la Galleria Fondantico i dati registrati in questo primo semestre cosa hanno fatto registrare?
 
2 Per quanto riguarda i risultati di vendita della mia galleria ho registrato, particolarmente quest’anno, un notevole incremento delle vendite, e acquisito diversi nuovi clienti.
 
D- Numerose gallerie antiquarie pongono molta attenzione anche ad altre merceologie capaci di attrarre una clientela non tradizionalmente legata all’arte occidentale, mi riferisco in particolare a ceramiche, sculture ed oggettistica varia di provenienza cinese o in genere orientale; che risultati avete registrato ultimamente in questo campo ?
 
3 Non tratto arte orientale
 
D- Si dice tra gli addetti ai lavori che se le galleria antiquarie reggono perché possono valersi dei risultati che ottengono dalla vendita di arte contemporanea; non a caso sempre più numerose sono  le gallerie tradizionalmente legate al commercio di dipinti antichi che espongono autori contemporanei di grande richiamo; lei lo conferma ? si tratta di una tendenza transitoria secondo lei o di una realtà ormai consolidata ?
 
4 Certamente l’arte contemporanea raggiunge considerevoli cifre, ma l’arte antica è a mio avviso ancora sottovalutata. Mi auguro che nei prossimi anni possa rivalutarsi sempre più e interessare sempre più il pubblico di amatori, collezionisti e cultori.
 
D-Quali sono a suo parere i motivi per cui molte botteghe storiche chiudono e il fatto che molti mercanti trasferiscono le loro attività all’estero ? E solo una questione di normative più favorevoli e di vantaggi fiscali ? Non rischia di divenire un banale luogo comune quello di dare sempre la colpa a qualcun altro quando le cose vanno male ?
 
5 Credo che le “fughe all’estero” riguardino molto i vantaggi fiscali e le normative italiane che purtroppo non si adeguano a quelle internazionali.
 
D- La sua esperienza sotto questo punto di vista quale è ? Mi riferisco  alla capacità di adeguarsi e venire incontro alle esigenze del mercato, saper rispondere ai gusti della clientela, anche saper sfruttare i supporti delle nuove tecnologie:  L’avvento della tecnologia informatica può aiutare ?
 
6 Oggigiorno ci vuole molto più impegno e sempre più preparazione, l’importante è acquisire quadri con attribuzioni importanti e ottimi stati di conservazione. Certo le nuove tecnologie quali il web hanno favorito il divulgare delle informazioni e la visibilità delle opere, aiutandoci in tal senso.

D- Ci si lamenta -ed è una questione davvero di grande rilievo- della normativa farraginosa che esiste nel nostro paese in materia di esportazione di beni collegati al mercato dell’arte; lei cosa ne pensa? Se potesse dare un suggerimento ai politici, cosa suggerirebbe loro ?
 
7 Indubbiamente la normativa è da riorganizzare completamente, snellendo per esempio le pratiche per l’esportazione; suggerire ai politici non è certo facile, ma mi auguro che s’interessino al problema e si adeguino agli altri paesi del mondo con cui dobbiamo confrontarci, e fare qualcosa di comune.
 
D- Alla fine di un anno di attività piena di impegni, quale può dire essere stato il ‘colpo’ più importante che avete portato a segno? O meglio, quale è stata la vostra più grande soddisfazione dal punto di vista delle aggiudicazioni? E dove invece vi aspettavate esiti che poi hanno deluso?
 
8 Il colpo importante non esiste più, di soddisfazioni ne ho avute tante, quali riportare dipinti, in particolare emiliani, in Italia. Penso che un lavoro serio e continuo accontentandosi di bassi ricavi possa dare risultati forse meno clamorosi ma più continuativi.
 
D- Infine, se dovesse suggerire ad un investitore che avesse denaro da spendere nel campo del mercato dell’arte, quale settore consiglierebbe di seguire e perché?
 
9 Suggerirei ad un investitore che avesse denaro da spendere di investire nel mercato dell’antico, proprio perche è sottovalutato, sempre acquistando opere con ottima conservazione e di certa attribuzione, anche di pittori minori, che visti gli studi recenti sono stati riqualificati e credo che in futuro possano rivelare piacevoli sorprese.
  
Fondantico
di Tiziana Sassoli
Via de' Pepoli 6/E 40125 Bologna
tel/fax +39 051 265980
info@fondantico.it
 

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