Robert Capa. La realtà di fronte – Passariano di Codroipo, fino al 19 gennaio 2014

Taro Gerda_Robert Capa_Segovia front_Spain_late May-early June 1937_© Robert Capa_International Center of Photography_Magnum«Se le tue foto non sono ben riuscite, è perché non eri abbastanza vicino»: in questa massima che gli si attribuisce, risiede una parte importante della “filosofia” di Robert Capa, uno dei più celebri fotoreporter del XX secolo. La sua carriera straordinaria è ricostruita attraverso 180 scatti esposti presso Villa Manin a Passariano di Codroipo (in provincia di Udine), in una mostra, curata da Marco Minuz, che celebra il centenario della nascita del fotografo.

Robert Capa, pseudonimo di Endre Friedman (Budapest 1913 – Indocina 1954), fece della presenza sul campo un tratto distintivo del suo modus operandi, seguendo da vicino per venti anni alcuni degli eventi che hanno cambiato il corso della storia. Nel 1936 era a Parigi per documentare le elezioni che videro la vittoria del Fronte Nazionale. Nello stesso anno si recò in Spagna, allo scopo di realizzare una serie di reportage sulla guerra civile che oppose le sinistre europee alle milizie franchiste. Dal 1943 fu invece al seguito delle truppe americane in Europa, incaricato dalla rivista “Life” di rendere visibile, per così dire, l’avanzata dell’esercito alleato. Nel 1947 collaborò alla fondazione dell’agenzia fotografica Magnum, spegnendosi qualche anno più tardi, nel 1954, in Indocina, durante l’ennesimo servizio dal fronte.

Capa_Mostra_Villa Manin_06_© Robert Capa_International Center of Photography_Magnum PhotosLa mostra friulana, significativamente intitolata La realtà di fronte, illustra con chiarezza lo stile personalissimo di Capa, che cercò sempre di combinare l’immediatezza dell’immagine “in presa diretta” alla capacità di offrire una rappresentazione emblematica della realtà. Dal connubio spesso felice tra le due prospettive sono nate fotografie straordinariamente note, come quella che ritrae un soldato mentre cade colpito a morte dal fuoco nemico. Il cosiddetto “miliziano colpito a morte” del resto – tra i lavori esposti a Villa Manin – è stato a lungo oggetto di querelle, perché diversi indizi raccolti in anni recenti sembravano indicare che Capa avesse artificialmente allestito la scena riprodotta, venendo meno alla regola implicita del “candore” della macchina del reporter. Un’intervista radiofonica rilasciata dal fotografo nell’ottobre del 1947, in cui Capa stesso spiega la genesi dell’immagine, da poco resa pubblica, fa propendere ora l’opinione internazionale per la sua “autenticità”, sebbene il dibattito non sembri del tutto sopito (si veda in proposito http://lens.blogs.nytimes.com/2013/10/22/finding-a-fearless-photographers-voice/?_r=2). Tutto ciò, comunque, non diminuisce l’efficacia della foto, che resta certamente una delle icone più suggestive degli orrori della guerra.

Capa_Mostra_Villa Manin_02_© Robert Capa_International Center of Photography_Magnum PhotosIl progetto di Codroipo ha il pregio, in ogni caso, di presentare al pubblico anche un aspetto meno noto della produzione di Capa, vale a dire la sua attività nel mondo del cinema. Il fotografo, infatti, si dedicò alla macchina da presa a partire dal 1936, quando girò in collaborazione con il cameraman russo Roman Karmen alcune sequenze per il film Spagna 36, prodotto da Luis Bunuel e diretto da Jean Paul Le Chanois. Una decina d’anni più tardi, la relazione sentimentale con Ingrid Bergman condusse Capa a immortalare in alcune immagini il set di Notorius di Alfred Hitchcock (1946). Fu quindi fotografo di scena per Arco di Trionfo di Lewis Milestones (1948) e lavorò l’anno successivo in Riso amaro di Giuseppe De Santis. Nel 1950, invece, realizzò in Israele un documentario intitolato The Journey, centrato sulle vicende dei sopravvissuti all’olocausto emigrati in Medio Oriente e divenuti cittadini israeliani. Il prezioso documento sarà proiettato in mostra nella sua interezza. Nel 1952 fu ancora in Italia, in occasione dei lavori per la realizzazione de La carrozza d’oro di Jean Renoir. L’anno dopo, invece, collaborò a Moulin Rouge di John Huston, per proseguire l’attività cinematografica sul set de Il tesoro dell’Africa dello stesso regista (1953) e de La contessa scalza di Joseph Mankiewicz (1954).

Il percorso della mostra comprende, infine, una serie di ritratti di Robert Capa, scattati dall’amico Henri Cartier-Bresson e dalla compagna Gerda Taro, scomparsa a soli 27 anni nel 1937.
   (F. So, 19/11/2013)

 

Parigi_Robert Capa nell’autunno del 1935_© Robert Capa_International Center of Photography_MagnumROBERT CAPA
"LA REALTÀ di FRONTE"

20 ottobre 2013 - 19 gennaio 2014
a cura di Marco Minuz
Villa Manin, Passariano di Codroipo

Orari di apertura:
dal martedì al venerdì: 10-13 / 15-18
sabato, domenica e festivi: 10-19
chiuso lunedì
24 e 25 dicembre e 1° gennaio 2014: chiuso
31 dicembre: 10-13

Ingressi:
Intero: € 8,00
Ridotto: € 5,00 (over 65, minorenni, convenzioni UNPLI, FIAF, FAI, CEC, Cinemazero, TOURING)
Ridotto gruppi: € 4,00 (minimo 15 persone con una gratuità)
Non è previsto il servizio di prevendita.

Didascalie delle immagini
1. Gerda Taro, Robert Capa, Segovia front, Spain, late May/early June 1937, © Robert Capa / International Center of Photography / Magnum Photos
2. Robert Capa, Miliziano ferito a morte,
© Robert Capa / International Center of Photography / Magnum Photos
3. Robert Capa, Foto di scena,
© Robert Capa / International Center of Photography / Magnum Photos
4. Parigi. Robert Capa nell’autunno del 1935, © Robert Capa / International Center of Photography / Magnum Photo

 

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