SARTORIO Mito e Modernità - Galleria Berardi Roma

Sartorio_Tigre che lotta col serpenteCon la Mostra "SARTORIO. Mito e Modernità” la Galleria Berardi di Roma propone una selezione di opere, molte delle quali inedite, che copre tutto il percorso artistico di Giulio Aristide Sartorio (1860 - 1932) e capace di porre adeguatamente in rilievo la felice coesistenze, all’interno della sua ricca e multiforme produzione, di un’anima intimamente classicista con una più innovativa e sperimentale.


Attraverso le sue sette sezioni, la mostra cerca di dar conto dei molteplici temi e aspetti che caratterizzano la pittura di Sartorio. Il paesaggio, innanzitutto, che lo vide ispirato e originale cantore della campagna romana, sua costante fonte di ispirazione; il fronte simbolista, dove si concretizzano i suoi estri più inventivi (corrente di cui fu esponente tra i più influenti nella Roma tra fine Otto e inizio Novecento); la produzione animalista, in cui prese corpo anche la sua attrazione nei confronti dell’esotico; Monachellel’impegno imprescindibile sul versante della grande decorazione, con commissioni di primissimo rango che esaltarono il suo virtuosismo tecnico e compositivo. Ma anche la produzione d'ispirazione decisamente più realista (a partire dai lavori - sorprendentemente raccolti e originali tanto nell'impaginazione quanto nelle scelte iconografiche - dedicati alla Grande Guerra); i molti viaggi, occasioni per  sperimentare motivi pittorici sempre nuovi; e infine il “paradiso inaspettato”, la pittura di luce a Fregene, estremo crinale espressivo, tra i suoi più personali e incantati.

Dopo essere stato allievo dell'Accademia di San Luca, Giulio Aristide Sartorio (Roma, 1860 - 1932) esordisce con quadri in costume settecentesco brillantemente virtuosistici, nello stile di Mariano Fortuny. Nel 1883 invia all'Esposizione di Belle Arti di Roma Dum Romae consulitur morbus imperat ovvero Malaria, dipinto neo-caravaggesco oggi disperso.

Sartorio_Tra Monfalcone e DuinoStringe amicizia con Francesco Paolo Michetti, che lo avvicina al pastello e al paesaggio. Esegue il trittico Le Vergini Savie e Le Vergini Folli per il conte Gegè Primoli, opera intrisa di umori neo-bizantini, e poi il dittico raffigurante Diana d'Efeso e gli Schiavi e La Gorgone e gli Eroi - summa della sua stagione simbolista - che alla Biennale di Venezia del 1899 viene acquistato dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Tra il 1908 e il 1912 realizza il fregio per la nuova aula del Parlamento, in cui approda a una sorprendente congiunzione tra monumentalità michelangiolesca e la propria idiomatica sigla stilistica simbolista e liberty. Fa parte in quegli anni del gruppo dei XXV della Campagna Romana, perlustrando coi compagni gli amati dintorni di Roma. Nel 1915 parte volontario per la guerra, che documenta con una serie di dipinti caratterizzati da arditi tagli fotografici. Negli anni '20 compie una serie di viaggi in Oriente e Sud America, realizzando una serie di opere contraddistinte dall'immediatezza del reportage.

Sartorio_Bolivia, TiahuanacoNel suo ultimo periodo ritrae la famiglia sulla spiaggia di Fregene, approdando a una pittura inondata di un’abbagliante luce post-impressionista. Muore nel 1932, mentre sta progettando la decorazione del Duomo di Messina.
Lu. Bo., 21/10/2013

SARTORIO. Mito e Modernità

Galleria Berardi, Roma - dal 24 ottobre al 14 dicembre
Corso Rinascimento, 9 – 00186 Roma
Orario. 10 – 13; 16 – 19. Domenica chiuso. Ingresso libero
info: tel. / fax. 06.97.606.127
info@maestrionline.it
www.maestrionline.it
Catalogo a cura di Gianluca Berardi, in collaborazione con l’Archivio dell'Ottocento Romano.

Sartorio_Piccoli TritoniDidascalie immagini:
1. Tigre che lotta con serpente
olio su tela, cm 43 x 78, firmato in basso a destra “G. A. Sartorio”
2. Monache in riva al mare (1930)
olio su tela, cm 130 x 200, firmato in alto a destra “G. A. Sartorio Fregene MCMXXX”
3. Tra Monfalcone e Duino (1917)
olio su tela, cm 61 x 81, firmato in basso a sinistra: “G. A. Sartorio Da Quota XXI bis”
4. Bolivia. Tiahuanaco. Rovine della città preistorica (1924)
olio su tela, cm 40,5 x 46,5, firmato in alto a sinistra “Bolivia. Tiahuanaco Le rovine. G. A. Sartorio MCMXXIV”
5. I piccoli tritoni (1928)
olio su tela, cm 60 x 78, firmato in basso a sinistra “G. A. Sartorio Fregenae MCMXXVIII”, etichetta della “Galleria Pesaro” e numero “54” sul retro


 

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