FIG1(4)Accostavi ai piedi del castello e - scendendo dall’auto tedesca federale repubblicana - accecato da cotanto platonico sdegno, notavi ad attenderti, solingo e filosoficamente meditabondo, a braccia conserte sul petto, un uomo, superata degnamente la cinquantina, vestito di coccodrillata Lacoste azzurra. In bella vista, egli mostrava il quotidiano “La Repubblica”: maldestra traduzione scalfariana di Politéia, che meglio sarebbe stato intitolare, in quell’ormai lontano ’78: “In difesa della Costituzione”.


- Buongiorno!
- Buongiorno!
- Il cancello è chiuso perché è Ferragosto?
- No, veramente da un po’ di anni è sempre chiuso…
- Ah beh, meno male… Scusi, Lei è di Mazzarino?
- Nato a Mazzarino, ma vivo a Palermo…mi chiamo Corrado M., piacere…
- Io mi chiamo…eccetera eccetera, sono venuto per visitare Mazzarino.FIG2(4)
- Quando sono a Mazzarino vengo sempre qui, ad ammirare il castello…
- Visto da vicino è un rudere stupendo, convengo. Ma Lei cosa pensa di questo edificio di 5 piani costruito a 300 metri dalle antiche mura?
- Non me ne parli… L’ha visto? L’hanno incollato col cemento alla chiesa Bizantino-Normanna di San Francesco di Paola, come se niente fosse, come se fosse del tutto naturale farlo (Figg. 1-2). Dentro il tempio è un capolavoro, fuori il condominio della seconda metà del ‘900 si è mangiato la Storia. Negli anni ‘50/’60 le cose le facevano così, accecati dall’ars edificatoria post-bellica repubblicana, che manco il fascismo, come scrive il Pennacchi.
Gli atti post-bellici, più che democratici e repubblicani, sono stati dei favoritismi tribali contro la Storia, il Paesaggio e il Bene Comune. Crimini politico-architettonici contro l’Umanità. Punto e basta. Questi amministratori lotofagi, per quattro favori all’uno e all’altro, in deroga a qualunque piano regolatore, hanno distrutto tutto.   
- Già… Vabbé proprio tutto no, non sia troppo catastrofico, e poi si consoli, non è mica solo a Mazzarino che è successo lo scempio storico architettonico del paesaggio. Quando vedo queste fatture penso a quanto mostra e dice Pier Paolo Pasolini a Ninetto Davoli nel documentario capolavoro di filosofia architettonica del paesaggio intitolato la “Forma della città di Orte” (1974).
 

PPP piazza la macchina da presa nei campi sotto Orte, e mostra al vergine testimone Ninetto il condominio di 5 piani color rosa, edificato appena fuori dalla città antica agli inizi degli anni ’60, che quando passi dalla A1 vorresti che al posto di una Mdp, PPP, c’avesse avuto l’artiglieria di Garibaldi… Non che le case popolari non si dovessero edificare, per carità, ma vuoi ragionarci dove metterle, ce la vuoi avere una visione del rapporto tra Storia, Architettura, Paesaggio? Che Politico sei? Lotofago! Che differenza c’è tra l’abusivismo illegale e l’abuso legalizzato?
- Non me ne parli, sono architetto urbanista a Palermo… PPP colse in una frase cristallina il concetto: “L’Italia del dopoguerra è un Paese che ha visto lo sviluppo senza progresso…”
 

- E ora? Che si fa, ora?
- Ora non ci resta che salvare il salvabile…liberare i cittadini da questa nuova forma di schiavitù.
FIG3(1)- Giusto, ma il salvabile è sotto attacco continuo, come fai a fermare lo Tsunami inarrestabile di cemento? Fuori da Mazzarino ci sono scheletri in foratino e cemento armato ovunque, edifici mai finiti…favori tribali. Qui come altrove, in Italia.
- Argan, riferendosi a Roma, chiamava quell’ammasso urbanistico informe scoordinato rispetto al tessuto urbanistico storico: “l’adipe neoplastico architettonico della contemporaneità…”
- Ecco, la Sicilia e l’Italia sono così: la crescita incontrollata di un gruppo di cellule edilizie, a scapito dell’omeostasi tissutale storica, è stata determinata da alterazioni del patrimonio genetico e antropologico. Dilagano le neoplasie. Per combattere le tenaglie dei carcinomi ci vogliono legioni di chirurghi e oncologi ippocratici virtuosi: altro che politici, amministratori, imprenditori, ci vogliono i cani pastori per il gregge…Il paziente rischia grosso la metastasi, rischia il decesso (Figg. 3-4).

FIG4(3)- La inviterei a pranzo per proseguire la conversazione…oltre a mia moglie, che insegna letteratura araba a Palermo, ci sarà il primo sindaco di Mazzarino del dopoguerra, ha 90 anni…un mezzo parente mio…
- Mi piacerebbe accettare Architetto M., sarebbe un onore parlare con il Sig. Sindaco emerito. Magari un’altra volta, mi aspettano a Finziade…
- Ci conto…
- La saluto, adesso vado in città. Grazie per questa conversazione peripatetica, manco ci fossimo dati un appuntamento…
- Alle volte capita, sa?: la metempsicosi pitagorica, platonica, buddista, induista eccetera, eccetera…


FIG5(4)Mentre che un’onda di vapori di sugo per le paste al forno ferragostane si sprigiona dalle cucine e avvolge Mazzarino tutta, aprendoti a voragine la bocca dello stomaco, procedi sull’asse viario intonso, barocco e maestoso dei Branciforti. Urbanistica miracolosamente preservata, crocchi di freschi paesani masculi davanti ai bar, che al contempo le signore mogli ai fornelli grondano sudore. Chiesa Madre, San Sebastiano, Convento gesuitico Carafa, Associazione Partigiani e Reduci di Guerra… Quivi morì, nel 1614, Filippo Paladini nato in Val di Sieve (Fig. 5)
 
Rimonta Auriga sul tedesco carro condotto dai fidi cavalli motori e dalla collina mazzarinese vai verso le belle pietre di Philosophiana, Itinerarium Antonini, terme romane. Trapassa il paesaggio intonso fino alla pineta ridotta in cenere un paio di settimane fa, e pertanto presidiata dai guardiani forestali in divisa verde antincendio, dovesse ricapitare mai, dovesse riaccendersi mai la fiamma purificatrice della devastazione, tanto che ti sorge il dubbio possa dolosamente ricapitare, macari per mano stessa dell’antivirtuoso forestale piromane.

FIG6(4)E sì perché a questo punto, mio caro Platone, che forse ti facevi filosofiche abluzioni purificatrici a Philosophiana prima che ci arrivassero i romani - divenuta poi Villa Romana come quella del Casale a Piazza Armerina, poi Bizantina, e poi collassata fino ad oggi, toponomasticamente decaduta in Sofiana - la faccenda altresì è limpida e chiara: l’antincendio è preda dei piromani, la politica in mano ai tiranni e agli sciacalli, la giustizia insidiata dai fraudolenti evasori, le banche governate da ladri e strozzini, le sovrintendenze archeologiche dagli amici dei tombaroli, eccetera, eccetera, eccetera…  Mentre qualcuno aspetta l’avvento di un profetico capellone, sullo sfondo di un arcobaleno dell’avvenire (Figg. 6-7).
Vedeste Platone e Cardinal Mazzarino come stanno andando le cose quaggiù…!
Gnôthi seautón/ Estote prudentes sicut serpentes…”

FIG7Frattanto, il Cardinal Mazzarino, ancora suggerisce: “Osservar la modestia in un portamento grave, e camminar posato. Dall’altro lato, con occhi lincei riflettere a tutto; e con una sagace guardatura mostrar essere appagato della tua curiosità. Poiché questi tali, comunemente passano per saggi, scaltri, ed attenti” (Breviario dei politici secondo il Cardinale Mazzarino, Paris, 1698).

Didascalie immagini:

Dove non indicato le immagini sono dell’autore.
Periferia con pascolo tratta da: www.street-view.it
Morfologia di carcinoma tratta da:
http://en.wikipedia.org/wiki/File:Sinonasal_undifferentiated_carcinoma_-_very_high_mag.jpg

Filippo Paladini, Pietà con San Giacomo, Caltagirone, tratta da:
http://www.revestito.it/photogallery/albums/Filippo%20Paladini/normal_Piet%E0%20con%20San%20Giacomo%20(1605).jpg


Le puntate precedenti:

SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 1. "Gela non è una città povera" (parte prima)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 2. "Gela non è una città povera" (parte seconda)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 3. "Dioniso, il satiro e il mulo" (parte prima)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 4. "Dioniso, il satiro e il mulo" (parte seconda)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 5. "La guerra degli Antenati e la guerra alle Antenne" (parte prima)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 6. "La guerra degli Antenati e la guerra alle Antenne" (parte seconda)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 7. "Time-line in Desusino" (parte prima)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 8. "Time-line in Desusino" (parte seconda)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 9. "Da Camico a Butera, da Kokalo a Zonin"
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 10 "Statio Philosophiana in Itinerarium Antonini Augusti, parte prima"