SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO 6 - Giovanni Fontecoperta

FIG9Wolfgango Goethe Was würde Sie sagen? Come avresti commentato Giovanni Wolfango vedendo le macerie della cattedrale? Tu tedesco di Frankfurt am Main - che sostasti a Castrum foeminarum il 28 aprile 1787 - cosa avresti scritto e detto con gli occhi profondi del Poeta: “pellegrino tra le Reliquie Sante e le Antichità” ? (Figg. 1-2). Cosa avresti detto sapendo che un omino vegetariano coi baffetti di Braunau am Inn, un mascellone testosteronico di Dovia di Predappio, un baffone falso georgiano, un grasso amante del sigaro e col whiskey nel sangue dell’Oxforshire, e per finire un americano sulla sedia a rotelle, avrebbero un giorno ridotto l’Europa in macerie? Cosa diresti oggi della cattedrale ricostruita, fitta fitta di immagini di un papa gesuita argentino?


FIG10Ti rallegreresti nel vedere gli affreschi del Borremans restaurati che quando li vedesti integri erano arte contemporanea del secolo tuo. Ignoreresti però la Madonna del Carmelo di Filippo Paladini - nato a Val di Sieve nel Mugello a.D. 1544 ca., morto a Mazzarino nel 1614 - che a te i manieristi filo-caravaggeschi non li consideravi proprio, tanto meno i sanguemisto tosco-siculi.
Cosa diresti invece del turrito e stellato Museo archeologico, grande quasi quanto quello di Siracusa, in contrada riarsa Santo Spirito, all’ombra dell’Abbazia di Ruggero II, dove troneggia quel fonte battesimale grande come una piscina, che forse ammirasti?
Al Museo, Arca spaziale delle povere ossa degli Antenati, conservate senza aria condizionata nelle cassette calcinate dei depositi, ti inginocchieresti in raccoglimento (Fig. 3). Ti aggireresti abbacinato da tanta scienza archeologica.

FIG12FIG13Quanti “wunderbar” esclamativi a occhi sgranati e gote rubizze, gocciolando sudore dalla fronte esclameresti di fronte alle teche stratigrafiche di tutte quelle necropoli del Nisseno, col vasellame finissimo, figurato da mirabili mani attiche in sequenza infinita di delfini guizzanti, divinità mitologiche, scostumate prodezze erotiche, libagioni, simposi, danze e musiche dell’aldilà, sculturine (Fig. 4).

Ti soffermeresti brevemente a vedere le teche degli antenati sicani, ma forse corrucceresti i sopracciglioni germanici tirando dritto, non capendo la potenza di quei segni astratti della ceramica castellucciana, che invece ammirerebbero con altisonanti “wunderbar” avanguardistici i sopraggiunti Paul Klee e Wassily Kandinsky, speculando, altresì, sulla modernità del primitivo.

Tutti e tre vi mettereste allora seduti nella dismessa biblioteca al centro del Museo, bevendo macari qualcosa di fresco, a discuterne di tutti questi morti artisti anonimi che oggi si chiamano comparativamente musealizzati: “Maestro di Oxford, Maestro di New York, Maestro di Berlino”, ma che nacquero, vissero, morirono in Attica, Grecia, con buona pace di Frau Merkel. Parlereste poi di guerre, sangue, tremuoti e distruzione di cui furono vittime gli Antenati nostri. Che ci volete fare cari künstlerkollegen? “Das ist die Geschichte. Das Wasser fließt unter den Viadukten der Hymera/Salso Fluss …”.
FIG14FIG16Vi soffermereste poi a parlare con Maria Rosa Amico, l’eroica specializzanda in archeologia dell’Università di Catania, intenta a fotografare i reperti di Pietraperzia, maneggiando con cautela la piccola pisside nera, e commentereste coi lagnusi custodi, sorpresi dalla vostra spiritica solitudine nel Museo nisseno, mentre a Berlino: “le file ciabattone, ci sono”, e “l’aria condizionata alla grandissima funziona” e “pure il bookshop c’è, mentre qua, ‘u dismisero”.
Risalireste poi su un carro tedesco federale repubblicano, e sotto il pico del sole agostano giungereste al punto più alto e panoramico di Caltanissetta. Qui sul Monte San Giuliano, nell'a.D. 1900, su progetto di Ernesto Basile, fu eretta la statua del Redentore trionfante che per un secolo ha dominato la vallata, mentre oggi, anziché il vuoto paesaggio, Iddu, ‘u figgiu di Dio, fronteggia incredulo e statuario la selva di antenne GSM che coprono con il loro campo elettromagnetico globale il nisseno tutto.
Vi fareste possibilmente spiegare, e comprendereste, le fortune di Hertz e Marconi, e anche il perché, proprio a Caltanissetta, svetta l’antenna della RAI Radio-TV più alta d’Italia, con i suoi 283m, oggi dismessa, ma erta ancora bianca e rossa verso il cielo, a condizionare il paesaggio per decine e decine di Km. (Figg. 5, 6).

FIG17Più difficile vi sarebbe capire - Liebe Freunde Künstler - le ragioni per cui gli Amerikanischen, dal 1943 ad oggi, in Sizilien, ci sono rimasti in pianta stabile facendo ciò che volevano: Sigonella, Comiso e adesso Niscemi. Non certo per amor del Humanistichen Klassizimus, ma per debito di liberazione da sbarco, per controllare in eterno la situazione mediterranea e mediorientale, per piazzare missili a corto e medio raggio, armamenti atomici come quello che, nonostante tutto, mai più usarono dopo il 9 agosto ’45. In deroga alla sovranità nazionale, fanno paura per la salute e l’ambiente le 46 tracotanti antenne che già spadroneggiano piazzate nell’impianto dall’acronimo MUOS (Mobile User Objective System), il sistema satellitare globale ad altissima frequenza UHF e a banda stretta per governare, con efficientissimi smartphones GSM, le truppe di cielo, di mare e di terra degli USA, ma soprattutto i micidiali droni per le guerre senza frontiere del domani. Wie Krieg, liebe Freunde Künstler?

Si generano alte, sudate e agitate le voci al cielo nella Riserva Naturale della Sughereta di Niscemi dove nel giorno di Nagasaki si protesta contro le antenne del MUOS. Sette picciotti sfondaro la recinzione, s’arrampicaro puro sulle dette antenne, gridando il tradimento del Presidente Crocetta che rispose d’avere “mani legate” contro il Gigante Muos, Golia globale che avrà, accada quel che accada, le sue quattro torri planetarie dove risiedere, oltre a Niscemi, a Chesapeake (Virginia); Kojarena (Australia occidentale); e alle Hawaii.
Vai a smontare i torrioni del gigante Muos con i proiettili litici sicani, altro che David.

FIG18Was können Sie tun, meine liebe Freunde Künstler
? Das ist die Geschichte. Das Wasser fließt unter den Viadukten der Hymera/Salso Fluss…” (Cosa volete farci cari amici artisti? La Storia è questa. L’acqua passa sotto i viadotti del fiume Hymera/Salso) (Figg. 8-9).

Frattanto però, liebe Freunde Künstler, gli sbarchi proseguono da parte di chi la Guerra la fugge, annega alla Plaia di Catania il “clandestino”, annega il siriano, annega l’egiziano, annega l’abissino, annega il nigeriano:
Solo voy con mi pena / sola va mi condena / correr es mi destino / para burlar la ley / perdido en el corazon / de la grande Babylon / Me dicen clandestino por no llevar papel /fantasma en la ciudad / Mi vida va proibida dice la autoridad” (Manu Chao, Clandestino, 1998)  
(19/10/2013)

Didascalie immagini:

Dove non indicato le immagini sono dell’autore.
Goethe in campagna, J.H.T. Tischbein, 1787 tratta da http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/45/Johann_Heinrich_Wilhelm_Tischbein_007.jpg
Statua del Redentore tratta da http://www.iluoghidelcuore.it/redentore
Antenne Muos tratte da http://www.infoaut.org/images/stories/muos%20101.jpg


Le puntate precedenti:
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 1. "Gela non è una città povera" (parte prima)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 2. "Gela non è una città povera" (parte seconda)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 3. "Dioniso, il satiro e il mulo" (parte prima)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 4. "Dioniso, il satiro e il mulo" (parte seconda)
SICILIA: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO - 5. "La guerra degli Antenati e la guerra alle Antenne" (parte prima)


 

Torna alla lista        Stampa