Jacopo_di_Paolo_Annunciazione(part_)I Musei Civici d'Arte Antica organizzano un'importante esposizione che trae origine dal deposito presso i Musei Civici d’Arte Antica, da  parte di un collezionista privato, di due preziose tavole raffiguranti la Madonna con Bambino di Jacopo di Paolo (documentato dal 1378 al 1426) e la Crocifissione di Simone di Filippo, detto dei Crocefissi (documentato dal 1355 al 1399).
L’esposizione costituisce un’importante occasione di confronto fra due personalità artistiche ben distinte, a capo di botteghe che dominarono la scena artistica locale durante la seconda metà del Trecento e, nel caso di Jacopo, fino al primo Quattrocento.
Simone, fu attivo nel solco tracciato dalla pittura di Vitale da Bologna, di cui fornisce una versione che si potrebbe definire dialettale. Figlio del calzolaio Filippo di Benvenuto, venne ribattezzato Simone “dei Crocifissi” in epoca seicentesca. I suoi inizi si collocano a metà del sesto decennio del Trecento con gli affreschi raffiguranti Storie di Cristo, provenienti dalla chiesa di Santa Maria di Mezzaratta, oggi nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, che sembrano importare le innovazioni spaziali e plastiche giottesche declinate secondo una più prosaica e immediata espressività.
La lezione della pittura di Vitale si presenta più incisiva in opere come il Polittico n. 474 della Pinacoteca di Bologna, mentre tavole come la Pietà di Giovanni Elthinl (1368) e il Crocifisso di San Giacomo (1370) evidenziano l’influsso di Jacopo Avanzi. Alla ripresa letterale di Giotto operata da quest'ultimo Simone, però, preferisce immagini di maggiore efficacia devozionale, puntando sull’essenzialità della composizione e su un’espressività semplice e immediata, come nella Madonna di Giovanni da Piacenza (1382).

Anche Jacopo di Paolo agli esordi è attivo nel cantiere della chiesa di Mezzaratta, dove affresca due Storie di Mosè, eseguite forse sulla base di idee di Jacopo Avanzi, in cui è evidente l’apertura alle nuove istanze del neo-giottismo, ma anche alle più immaginose sollecitazioni tardo-gotiche di Giovanni da Modena. Il marcato senso plastico delle figure e la razionalità dell’impianto spaziale, riscontrabili in dipinti quali la piccola tavola con il San Giovanni Battista, in deposito presso il Museo Davia Bargellini, la piccola pala con la Madonna in trono, in deposito presso i Musei Civici d'Arte Antica, le tavolette con le Storie di Santa Margherita, divise tra la Fondazione Longhi di Firenze e la Galleria Moretti, sono infatti frutto di una nuova riflessione sull’esperienza di Giotto, espressione dello scarto generazionale fra Simone e Jacopo. 
L’attività di quest’ultimo fu assai versatile, essendo egli stato impegnato a vari livelli entro la realtà politica e culturale della città. Prestigiose imprese decorative cittadine lo videro all’opera anche in collaborazione con scultori, come nel grande cantiere di San Petronio, avviato nel 1390, per il quale egli fornì i disegni per le sculture nel basamento della facciata ed il progetto per le vetrate ed il polittico ligneo nella cappella dei Magi di Bartolomeo Bolognini.
Catalogo Edisai Ferrara, a cura di Daniele Benati e Massimo Medica con scritti di Daniele Benati, Massimo Medica, Gianluca Del Monaco e Fabio Massaccesi.
 
Simone e Jacopo due pittori bolognesi al tramonto del Medioevo
a cura di Daniele Benati e Massimo Medica  
24 novembre 2012 – 3 marzo 2013
Sede e informazioni:
Museo Civico Medievale - Istituzione Musei Civici del Comune di Bologna - 
via Manzoni, 4 Bologna
Tel. 051.2193916 o 051.2193930
museiarteantica@comune.bologna.it
http://www.comune.bologna.it/iperbole/museicivici
 
Orario d’apertura:
martedì-venerdì 9.00-15.00;
sabato, domenica e festivi infrasettimanali: 10.00-18.30
Chiuso lunedì
Ingresso libero
 
 

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