E' giunta al ventottesimo numero la rivista internazionale "Studi sul Settecento Romano" (Sapienza Università di Roma). Nata dall'idea della sua curatrice e direttrice scientifica Elisa Debenedetti, l'opera ha presentato negli ultimi tre volumi contributi dedicati a disegnatori, pittori, collezionisti e teorici dal Barocco al Purismo.
La rivista ha delineato il ritratto di un secolo che ha individuato Roma quale teatro internazionale della nascita dell’arte moderna ed ha fatto del gusto una legge assoluta.

Nel piano dell’opera gli ultimi quattro volumi, raggruppati due a due, sono stati dedicati ai:

Collezionisti, disegnatori e teorici dal Barocco al Neoclassico, vol. I (2009);
Collezionisti, disegnatori e pittori dall’Arcadia al Purismo, vol. II (2010);
Palazzi, chiese, arredi e scultura, vol. I (2011);
Palazzi, chiese, arredi e scultura, vol. II (2012 in preparazione)


I volumi trattano sostanzialmente del collezionismo artistico dell’epoca promosso da importanti famiglie romane quali gli Albani, i Colonna, i Lante, gli Sforza Cesarini, i Ruspoli, i Massimo ed i Petroni, a cui si affiancano nello splendido mecenatismo dell’epoca esponenti di rinomate casate che legarono il loro nome alla città papale quali i Grimani, i Rasponi-Murat, i Riccardi fino a giungere alle raccolte di gemme di Luigi XV e Caterina di Russia.

Nelle ultime pubblicazioni si sono avvicendati interventi di studiosi che hanno affrontato una puntuale ricerca sul campo arricchita di apparati documentari oltre che iconografici dando vita ad una ricca mole di informazioni, a tutt’oggi inedite, all’interno del panorama artistico settecentesco romano.

Novità e nuove trame prendono vita secondo l’interesse dei singoli autori tesi a ricostruire gli interventi architettonici di un palazzo come le raccolte collezionistiche di un cardinale o di un artista, assai rilevanti a riguardo gli inventari post mortem dei pittori Benedetto Luti ed Antonio Cavallucci.

L’insieme dei saggi compongono con grande sensibilità tanti piccoli tasselli che vanno a delineare quel tessuto storico artistico romano apprezzato sin dalla metà del secolo in tutta Europa e promosso il fenomeno del Grand Tour. A tal proposito si richiama  la vivida storia di un piccolo capolavoro realizzato da Hubert Robert nella chiesa della Trinità ai Monti, fino a affrontare le raffinate esecuzioni, ancora oggi relegate all’arte minore, degli argentieri Giovanni Paolo e Pietro Zappati.

Il prossimo volume comprenderà in particolare saggi sulle famiglie Capponi,  Falconieri, Carafa di Belvedere, Lante a Roma e a Frascati, Ruspoli, Taja a Roma, Cussida e Gavotti; sulla decorazione postpiranesiana della villa Saffarona a Lucento (Torino), e ancora nuovi aggiornamenti su Plautilla Bricci, Gaspare Serenario, Michelangelo Cerruti, Marco Benefial, Andrea Locatelli, Elizabeth Vigée Le Brun e Luigi Salimei. Sull’architettura importanti contributi su Nicola Salvi, Ferdinando Fuga, Alessandro Galilei, Sebastiano Cipriani e Alessandro Specchi.

Affascinati dalla scoperta di questo microcosmo che incessantemente continua, per desiderio e volontà della sua infaticabile curatrice, a ricostruire avvenimenti e committenze artistiche romane non possiamo che restare in trepida attesa della prossima iniziativa editoriale.
 
Simona Sperindei

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