Presentazione del volume edito da
L’Erma di Bretschneider
 

MURRINA VASA

a Luxury of Imperial Rome

di

Dario Del Bufalo
martedì 14 marzo 2017 ore 18,30
Bertolami Fine Arts

Palazzo Caetani Lovatelli,
piazza Lovatelli 1

INTERVENGONO:
Raniero Gnoli,
Vittorio Sgarbi,
Roberto Marcucci e Dario Del Bufalo

 
INFO:
+39 06 3218464  - +39 06 32609795
www.bertolamifinearts.com
UFFICIO STAMPA:
Scarlett Matassi +39 345 0825223 – info@scarlettmatassi.com
 
 
Di che materiale erano fatti i famosi, costosissimi e ambiti Murrina Vasa, il top del lusso nella Roma imperiale? Sull’argomento si sono succedute nei secoli le interpretazioni più varie.
Nel suo ultimo libro, Murrina Vasa. A luxury of Imperial Rome, Dario Del Bufalo fa il punto della questione giungendo a una conclusione chiara e inequivocabile.
Il libro, edito dall’Erma di Bretschneider, sarà presentato martedì 14 marzo alle 18,30 a Palazzo Caetani Lovatelli. A raccontarci il mistero dei vasi murrini, il lusso esasperato e la raffinata civiltà del mondo che li produsse, interverranno, insieme all’autore, Vittorio Sgarbi e Raniero Gnoli, uno dei massimi esperti di marmi e pietre da decorazione del mondo antico.
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Tra i materiali utilizzati dall’arte antica, La Murrha fu probabilmente quello più prezioso e discusso.
 
Gli oggetti di Murrha, i famosi Murrina Vasa, sono ancora oggi circondati da un alone di leggenda. Stando alle fonti, per entrarne in possesso i magnati della Roma imperiale arrivavano a sborsare cifre folli. Quanto poteva valere il mestolo da vino murrino appartenuto a Petronio? Non meno di 300.000 sesterzi. La storia del celebrato manufatto è nota: l’arbiter elegantiarum lo distrusse in punto di morte per sottrarlo agli appetiti di Nerone, che si consolò acquistando, alla modica cifra di un milione di sesterzi, una coppa di analoga materia. 
 
 L’argomento dei Murrina Vasa è stato oggetto di diffusa trattazione da parte degli scrittori latini. Ne hanno parlato Properzio e Giovenale e – con eloquente precisione – Plinio nel XXXVII libro della Naturalis Historia. Le descrizioni dettagliate, le cronache e gli aneddoti non sono però riusciti a chiarire ai posteri un punto fondamentale: cos’era la Murrha?
 
Nel tentativo di rispondere a questa domanda, gli studiosi si sono accapigliati per secoli, sfornando le ipotesi più varie e bizzarre. Qualcuno ha pensato che la preziosa materia si identificasse col marmo, altri con l’alabastro. Si è parlato di fluorite, vetro, porcellana, conchiglia, ambra, mirra, diaspro e chi più ne ha più ne metta, ma nessuna ipotesi è mai risultata del tutto convincente e attendibile.
 
La soluzione del mistero arriva in un volume di Dario Del Bufalo, frutto di una lunga ricerca condotta attraverso la completa disamina delle fonti e la ricognizione degli oggetti antichi realizzati in materiali preziosi conservati nei musei e nelle raccolte di tutto il mondo. Nell’opera, edita dall’Erma di Bretschneider, sono per la prima volta repertoriati più di 300 esemplari di vasi murrini conservati nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, tra essi un capolavoro delle arti applicate di tutti i tempi: la strabiliante Tazza Farnese, oggi conservata a Napoli presso il Museo Archeologico Nazionale

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