DA RUBENS A MARATTA Le meraviglie del Barocco nelle Marche, mostra Osimo - Vittorio Sgarbi

Carlo MARATTA Madonna con san Francesco di Sales - part_In conseguenza del successo ottenuto (oltre 25.000 visitatori), la mostra Da Rubens a Maratta è stata prorogata sino al 12 gennaio 2014. Con l'occasione una nuova opera pittorica si è aggregata al nucleo già corposo dei dipinti esposti: si tratta di una grande tela d'altare raffigurante la Madonna col Bambino e Sant'Anna opera di Gian Domenico Cerrini, detto il Cavalier Perugino, conservata presso la Chiesa Parrocchiale di Porto Potenza Picena (fig. 5).
Da Rubens a Maratta è la seconda puntata di un ciclo di mostre a cura di Vittorio Sgarbi, che procede a una ricognizione capillare  delle abbondanti e notevoli testimonianze dell’arte del Seicento conservate nelle Marche. La mostra è arricchita da una trama di itinerari collegati al tema dell’esposizione, che si snoda lungo il percorso urbano e nel territorio circostante.


Dopo l’evento che, tre anni or sono, si concentrò sull’area di San Severino e dell’Alto Maceratese (Meraviglie del Barocco 1, San Severino Marche, Sedi varie, 24 luglio 2010 – 16 gennaio 2011), l’attuale esposizione mette a fuoco il vasto territorio che si estende dalla zona costiera di Osimo, Ancona, Camerano, Loreto, Senigallia, Pesaro e Fano, sino dell’entroterra, con le aree di Fabriano, Serra San Quirico e Sassoferrato. Ospitata presso le sedi contigue di Palazzo Campana e del Museo Civico, l’esposizione presenta oltre 100 opere, tra dipinti, arazzi, sculture e oreficerie sacre.

POMARANCIO (C_ RONCALLI detto il) Sacra Famiglia con San Giovannino, Reggio Emilia, Collezione Privata Brighi-Nanni - FOTOTra i principali artisti, oltre ai due specificamente ricordati nel titolo della mostra, Peter Paul Rubens e Carlo Maratti (fig.1), spiccano i nomi di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio (fig. 2), Mattia Preti, Francesco Solimena, Simon Vouet, Guido Reni (fig. 4), Guercino, Orazio Gentileschi, Simone Cantarini, Giovanni Francesco Guerrieri e Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato; ma va rilevato l’impegno specifico del Comitato Scientifico - composto tra gli altri da Antonio Paolucci, Lorenza Mochi Onori, Stefano Papetti, oltre al curatore Vittorio Sgarbi e alla presidente onoraria Mina Gregori - volto a selezionare non solo i capolavori del Seicento marchigiano più noti e studiati (oltreché, in taluni casi, già esposti in precedenti occasioni), ma anche molte opere poco conosciute o perfino inedite.

Fu la committenza dei vescovi delle diocesi locali e degli alti prelati attivi a Loreto che permise di arricchire il territorio con le opere dei grandi maestri succitati, mentre si deve ai cardinali della famiglia Barberini la presenza di lavori dovuti ad alcuni fra i maggiori artisti attivi nell’Urbe legati all’ambito barberiniano, quali Gian Lorenzo Bernini, Giacinto Brandi e François Perrier.


P_P_ RUBENS (Manifattura Fiamminga, Arazzo) Assunzione della Vergine, Ancona, Museo DiocesanoFra i pezzi più interessanti esposti in mostra merita una segnalazione a parte lo smagliante arazzo del Museo Diocesano di Ancona, eseguito su cartone di Rubens (fig. 3), che fa parte di una serie di quattro tappezzerie di manifattura fiamminga commissionata dalla Confraternita del Sacramento di Ancona, che ne è ancora custode. Gli arazzi a tutt’oggi vengono esposti solo una volta l’anno, in occasione delle festività religiose alle quali si riferiscono i soggetti rappresentati, ciò che ha permesso loro di mantenere uno stato di conservazione sbalorditivo e decisamente fuori dalla norma.

Uno degli itinerari collegati alla mostra si snoda all'interno della città di Osimo, mentre l’altro attraversa i luoghi del territorio caratterizzati dalle più rilevanti opere d’arte dell'epoca: Loreto, con Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, e Camerano, attraverso il suo più illustre cittadino, Carlo Maratti (è questa la dizione del cognome che, a dispetto del titolo scelto per l’esposizione, sarebbe invero da preferire alla luce delle indicazioni documentarie, sebbene egli sia più universalmente noto come Maratta).
Nel percorso urbano di Osimo è prevista la visita del Museo Diocesano, del Duomo e della Basilica di San Giuseppe da Copertino (in cui si conserva un’opera di Mattia Preti fino ad oggi pressoché sconosciuta), ma anche, eccezionalmente, quella di alcuni palazzi storici che presentano importanti testimonianze seicentesche, tra cui emerge Palazzo Gallo, con l'affresco del Salone delle Feste eseguito dal Pomarancio. Sull'altare maggiore della chiesa di San Marco, infine, si può ammirare una tela monumentale del Guercino.

Reni_Davide Golia_6(1)Uno spazio speciale è riservato a Carlo Maratti, nato a Camerano nel 1625, del quale ricorre quest’anno il terzo centenario della morte (Roma, 1713). Protagonista assoluto della scena artistica capitolina, apprezzatissimo presso i vertici ecclesiastici, ma anche nelle principali Corti Europee, maestro influentissimo, artista colto e poliedrico per eccellenza, Maratti rappresentò una sorta di modello esemplare per il classicismo pittorico internazionale fra XVII e XVIII secolo, al quale l'attività fortunata dei migliori allievi e seguaci, come Giuseppe Chiari, garantirono una profonda e duratura capacità di penetrazione nel linguaggio artistico europeo del Settecento.

Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, è curato da Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti.
Lu.Bo., 22/11/2013



Cavalier_Perugino_(Gian Domenico Cerrini, detto)Da Rubens a Maratta. Le meraviglie del Barocco nelle Marche
2. Osimo e la Marca di Ancona

a cura di Vittorio Sgarbi
Osimo, Palazzo Campana  e Museo Civico, 29 giugno - 15 dicembre 2013,

orario:
dal 29 giugno al 30 settembre
10,00 - 13,00 16,30 - 20,30  (venerdì 16.30 - 23,00)
10,00 - 23,00 (prefestivi e festivi)
lunedí mattina chiuso
ottobre novembre dicembre
09,30 - 12,30 16,00 - 19,00
10,00 - 19,00 (prefestivi e festivi)
lunedí chiuso

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