Specializzata in pittura fiamminga, olandese e tedesca dal ‘500 al ‘600, la galleria Caretto&Occhinegro partecipa per la prima volta a Modenantiquaria, la più prestigiosa fiera del Nord Italia dedicata all’arte e all’antiquariato, quest’anno giunta alla sua XXXII edizione.
 Per l’occasione, la galleria presenterà il dipinto realizzato da  Joos van Cleve e Il Maestro delle Mezze Figura Famminili, “Madonna con Bambino e Sant’Anna”.
Il così detto “Leonardo del Nord” realizzò due varianti di questo dipinto, una delle quali oggi conservata proprio a Modena (Galleria Estense), in cui sono presenti alcune differenze nel paesaggio e nella composizione generale, collocandosi cronologicamente non oltre il secondo decennio del XVI secolo (1515 ca.). L’opera delle collezioni estensi è il prototipo del dipinto presentato da Caretto&Occhinegro, nonché un’importante testimonianza del consenso e del successo della pittura fiamminga presso i grandi collezionisti del territorio modenese.
 Le scelta di Caretto&Occhinegro si colloca proprio in questo solco, volendo offrire in esclusiva per l’importante rassegna antiquaria un dipinto di qualità e importanza museale, già esposto in varie mostre pubbliche e pubblicato sui più autorevoli testi scientifici di riferimento e una volta appartenuto alla collezione di Joseph Cremer, celebre personaggio del collezionismo americano novecentesco.
 La figura di Joos van Cleve fu sicuramente tra le più eminenti di tutta la stagione cinquecentesca della pittura fiamminga. Fulcro della sua attività fu Anversa, città nella quale visse ed operò pur compiendo diversi viaggi in Francia e, con molta probabilità, in Italia settentrionale (secondo alcuni, due volte) dove sono oggi conservate diverse opere certamente da lui eseguite.
La pittura di questo “Leonardo del Nord” si caratterizza per il solenne respiro, dominato da una facilità e fluidità narrativa che esclude ogni rigore e scioglie con scorrevolezza entusiasta la più varia materia stilistica. Inventore fecondissimo, la sua bottega fu tra le più vulcaniche del Manierismo Anversese, votata ad una sistematico eclettismo unito ad una formidabile perizia tecnica.
L’opera è da collocarsi cronologicamente nella prima maturità di Van Cleve, cioè tra il 1520 ed il 1530, proprio quando, stabilitosi ad Anversa ed aperta ufficialmente una bottega, la sua attività artistica diventa maggiormente prolifica e fruttuosa.
Il successo della composizione spinse van Cleve a replicarla, apportando alcune significative varianti rispetto alla prima versione Estense, anche tramite l’apporto di pittori specialisti di paesaggio.
Tra questi, una figura di spicco fu il così detto “Maestro delle Mezze Figure Femminili”, al quale si ascrive la realizzazione del paesaggio sullo sfondo dell’opera, rendendola complessivamente meno austera e più accondiscendente al gusto del mercato internazionale, innamorato delle ridondanze grafiche e degli arcaismi goticheggianti, mescolati a fantasiosi e personalissimi elementi italiani, sotto l’egida di un generale tono aneddotico e un’azzimata enfasi alla fiamminga.
 
Caretto&Occhinegro
Modenantiquaria, STAND C3
 
 
 

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