Ottavio Leoni, fig_ 1Il volume curato da Franesco Solinas, con saggi di Dagmar Korbacher e Yuri Primarosa, costituisce il più aggiornato volume monografico su Ottavio Leoni (1578-1630), disegnatore prodigioso “allievo” del cardinal Del Monte, amico e ritrattista di Caravaggio, principe dell’Accademia di San Luca nel 1614-1615 e vero protagonista nel genere del ritratto nei primi tre decenni del secolo. Il libro sarà presentato al pubblico da Giulia Fusconi e Arnauld Brejon de Lavergnée giovedì 5 febbraio alle 17:30 presso l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma.


Il catalogo dei novanta disegni di Leoni a Berlino, curato da Yuri Primarosa, è impreziosito delle indagini tecniche e diagnostiche condotte da Georg Josef Dietz et Stefan Röhrs, realizzate nel quadro di una collaborazione del CNR francese con il Kupferstichkabinett di Berlino.
Il volume, ricco di opere inedite e scoperte documentarie, è stato stampato nel dicembre del 2013 per i tipi di De Luca Editori d’arte, con un corredo illustrativo di più di 150 disegni dell’artista, la maggior parte dei quali pubblicati in scala 1:1.

Ottavio Leoni, fig_ 2Lontani dall’enciclopedismo delle serie gioviane, i ritratti disegnati «alla macchia» da Leoni restituiscono un’immagine fedele della società virtuosa a lui contemporanea, mettendo in scena – come ebbe a dire Roberto Longhi – «la più bella galleria di volti della Roma del primo seicento, dai giorni del Caravaggio, all’apparire del Bernini»: non solo «sommi Pontefici, […] Principi, Cardinali, Signori titolati», ma anche gentiluomini, artisti, amici, parenti, belle cantatrici e valent’huomini d’ogni provenienza e «d’ogni altra qualità purché famosi fussero» (Baglione 1642).

Ma cosa muoveva l’artista a questo immenso lavoro? A cosa servivano le diverse centinaia di ritratti su carta realizzati nel corso della sua lunga carriera? I fogli erano destinati a un committente privilegiato? Esisteva un progetto unitario e coerente che legava i volti di questa affollata galleria cartacea? Lo studio dei disegni di Leoni a Berlino ha permesso di offrire risposte più circostanziate a questi interrogativi grazie al riconoscimento della partecipazione dell’artista alla prestigiosa edizione delle Effigies cardinalium nunc viventium, pubblicata a Roma nel 1608 con i ritratti di Paolo V e di tutti i sessantasette porporati del Sacro Collegio. L’intervento di Ottavio in qualità di disegnatore alla redazione del prezioso volumetto inciso ha consentito di fare nuova luce sull’opera e sulle relazioni artistiche del ritrattista nei primi anni del Seicento, quando si compiva la sua brillante ascesa sulla scena romana, al ritorno dal soggiorno alla corte di Mantova nel marzo del 1599.

Ottavio Leoni, fig_ 3Abile disegnatore «alla macchia», esperto supervisore alla traduzione incisa dei suoi fogli, Leoni fu anche un valente pittore di effigi da testa o su tela d’imperatore e di «ritratti in grande, quanto il vivo, fatti di buona maniera e rassomiglianti» (Baglione 1642).
Alla sua attività da cavalletto rende piena giustizia il lungo saggio introduttivo di Francesco Solinas, che propone nuove importanti aggiunte al catalogo del pittore.
01/02/2015



OTTAVIO LEONI (1578-1630) Les Portraits de Berlin

a cura di Francesco Solinas
pp. 304; 150 col., 27 b/n
De Luca Editori d'Arte, Roma 2014
euro 50,00




DIDASCALIE IMMAGINI:

1. Ottavio Leoni, Ritratto di Faustina Calora Pacifici, 1600-1602 circa (Berlino, Kupferstichkabinett)
2. Ottavio Leoni, Ritratto di Caravaggio, 1625 circa (Firenze, Biblioteca Marucelliana)
3. Ottavio Leoni, Ritratto di giovane gentiluomo con ampia gorgiera, 1606-1610 (Berlino Kupferstichkabinett)


 

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