Una dinastia di pittori. Jacopo Bassano, i figli e la bottega,Vicenza,Palazzo Thiene - Ferdinando Rigon

Jacopo Bassano_Madonna con Bambino e San GiovanninoLa mostra riunisce gli 11 dipinti di proprietà della Banca Popolare di Vicenza opera dei pittori della dinastia dei Dal Ponte: Jacopo (Bassano del Grappa, 1510/15 - 1592), che ne fu di gran lunga il maggiore esponente, i suoi figli Francesco, Leandro, Giambattista, Gerolamo (tutti detti “Bassano”), e il loro iper-prolifico atelier. Tale nucleo bassanesco, custodito presso il magnifico Palazzo Thiene a Vicenza (dovuto in gran parte ad Andrea Palladio), costituisce nell’insieme uno dei più ampi e rappresentativi di proprietà privata oggi accessibile al pubblico.


Ben 6 delle opere esposte sono state acquistate sul mercato internazionale dalla Banca nell’ultima decina di anni. In effetti, l’eccellente catalogo della collezione pubblicato giusto sul finire del 2001 (La Pinacoteca di Palazzo Thiene. Collezione della Banca Popolare di Vicenza, a cura di Ferdinando Rigon, Skira, Milano 2001) ne schedava accuratamente solo cinque (per opera del compianto Roger Rearick, tra i massimi specialisti della pittura dei Bassano), fra i quali era già compreso l’unico esemplare totalmente autografo di Jacopo: la piccola Madonna con Bambino e San Giovannino (fig. 1), databile sul finire degli anni Cinquanta del Cinquecento, perfetta per essenzialità strutturale e funzionalità devozionale.

Jacopo Bassano_Galleria Accademia Carrara(1)Incisa in controparte da Theodor Matham alla metà del Seicento (quando si trovava nella celebre collezione di Gerrit Reynst, ad Amsterdam, che nel 1660 confluì in gran parte nelle raccolte di Carlo II d’Inghilterra), la tela costituisce lo sviluppo in orizzontale, con una molto accresciuta presenza drammaturgica del paesaggio, di un tipo iconografico e compositivo elaborato a più riprese da Jacopo a partire dai primi anni Quaranta (ricordiamo le versioni della Galleria dell’Accademia Carrara di Bergamo, sorta di prototipo della serie, fig. 2, quella più tarda della Collezione Contini Bonacossi, oggi agli Uffizi, e quella, di poco successiva alla nostra, conservata all’Art Institute di Chicago).

A questo dipinto di indiscussa autografia, si è aggiunta da pochissimo, acquistata a Vienna lo scorso 15 ottobre all’asta autunnale di Dorotheum dedicata agli Alte Maister, una tela di grande formato (cm. 117,5 x 145,7) raffigurante Orfeo che incanta gli animali col suono di una viola (fig. 3).
Resa nota per la prima volta da Wilhelm Suida nel 1936, l’opera è senz’altro riferibile all’attività di Jacopo fra la fine degli anni ’70 e la prima metà del successivo decennio del Cinquecento, coeva a dipinti come il S. Martino dona il suo mantello a un povero del Museo di Bassano del Grappa. Realizzata presumibilmente con un contenuto ausilio della bottega, la tela potrebbe corrispondere a quella di analogo soggetto descritta nello studio del maestro dall’inventario redatto alla sua morte e a fine Seicento conservata presso la dimora di una nobile famiglia bassanese.
 
Jacopo%20Bassano_Orfeo

La tela costituisce una delle rare puntate di di Jacopo Bassano sul terreno delle rappresentazioni mitologiche: secondo il racconto delle Metamorfosi di Ovidio, e in linea con la tradizione figurativa cinquecentesca, Orfeo è raffigurato intento a cantare accompagnandosi col suono di una lira da braccio mentre gli animali immobili lo ascoltano rapiti dalla sua maestria. Di notevole impatto spettacolare, l’Orfeo si caratterizza per la vivida, scioltissima e brillante pittura di tocco, tipica del Bassano tardo, con pennellate veloci e abbreviate che, tra strie di luce, riflessi e cangiantismi, sbozzano le figure e l’espressivo brano di paesaggio al tramonto, raggiungendo il vertice della loro efficacia coloristica sul vello della pecora e dell’agnello, sul muso affilato del cane, sulla mossa criniera del cavallo, sul becco, le ali e il corpo del gufo, sull’orecchio e le corna del bue, sul grumo materico del nodo svolazzante della fusciacca che sostiene la veste di Orfeo.

ORFEOLa tela presenta, in effetti, un campionario completo delle ben note predilezioni animaliste di Jacopo (che già Vasari, nella seconda edizione delle Vite del 1568, segnalava, all’interno della biografia dedicata a Tiziano, come autore di opere “tenute in buon pregio, e massimamente per cose piccole et animali di tutte le sorti”): una predilezione che nella sua produzione matura aveva trovato innumerevoli opportunità di esercizio, variazione e perfezionamento, non solo nei dipinti di soggetto sacro, ma in termini ancor più sistematici e strutturali nelle serie delle Stagioni, degli Elementi e delle Storie di Noè che il pittore era andato elaborando a partire dalla fine del settimo decennio.
Iconograficamente rimarchevole è la scelta delle specie raffigurate, in cui, accanto a qualche sparuta presenza più esotica, domina una vasta gamma di animali da cortile e da fattoria, a conferire la massima attualizzazione alla vicenda narrata, trasformata in una sorta di favola pastorale contemporanea ambientata nella campagna veneta.

Leandro Bassano_Matrimonio mistico di Santa CaterinaIn questa circostanza vengono presentati anche gli altri due quadri bassaneschi divenuti negli ultimi tempi di proprietà della Banca: il Matrimonio mistico di Santa Caterina con angeli musicanti, di Leandro Bassano (fig. 5), e l'Adorazione dei pastori, opera più genericamente da ricondurre all’attività della bottega.

Fra le altre opere in mostra, da più lungo tempo nelle collezioni di Palazzo Thiene, si segnalano in particolare l’Annuncio ai pastori (fig. 7), ripresa letterale ma di notevole fattura di un prototipo di Jacopo (che dovrebbe corrispondere all’esemplare oggi presso la Galleria del Castello a Praga) operata da Francesco sul finire degli anni ‘70, e il Lazzaro al banchetto del ricco Epulone di Leandro, che recupera, adattandoli al nuovo soggetto, l’impianto e la logica compositiva della Cena in Emmaus firmata da Jacopo e Francesco oggi in collezione privata inglese, eseguita nel 1577 circa.


Una dinastia di pittori. Jacopo Bassano, i figli e la bottega
si inserisce nel fortunato progetto espositivo Capolavori che ritornano, giunto ormai al suo diciottesimo appuntamento, a conferma dell’attenzione e dell’impegno costante che l’Istituto riserva all'acquisizione di opere d'arte antica.
Luca Bortolotti, 30/12/2013

Questi nel dettaglio gli 11 dipinti esposti in mostra:

La%20collezione%20dei%20Bassano1. Jacopo Bassano, Orfeo incanta gli animali con il suono della lira, principio IX decennio sec. XVI, olio su tela, cm 116 x 146;
2. Leandro Bassano, Matrimonio mistico di santa Caterina con angeli musicanti, 1580-90 circa, olio su tela, cm 67 x 83;
3. Bottega di Jacopo Bassano, L’Adorazione dei pastori, pincipio del sec. XVI, olio su tela, cm 73.6 x 76.2;
4. Jacopo BassanoMadonna con il Bambino, 1559 circa, olio su tela, cm 51,9 x 41;
5. Jacopo e Leandro Bassano, Lazzaro alla mensa del ricco Epulone, 1578-1580, olio su tela, cm 117,5 x 164,5;
6. Francesco Bassano, L’Adorazione dei magi, ante 1578, olio su tela, 121 x 148 cm;
7. Francesco Bassano, Annuncio ai pastori, ante 1578, olio su tela 127 x 177,8 cm;
8. Francesco Bassano, Andata al Calvario, post 1578, olio su tela, cm 97 x 129;
9. Leandro Bassano, Annuncio ai pastori, ante 1595, olio su tela, 97 x 135 cm;
10. Leandro Bassano (attr.), L’elemento Terra, olio su tela, cm 114,8 x 141,7;
11. Gerolamo Bassano, L’ elemento Aria, 1605?1615 circa, olio su tela, cm 94 x 122.


Francesco Bassano_Annuncio ai pastoriIn occasione della mostra per quattro settimane consecutive il Salone Palladiano di Palazzo Thiene ospiterà "Le Conferenze della domenica”, tutte dedicate a temi bassaneschi.

Questo il programma dettagliato delle conferenze:

Domenica 12 gennaio 2014, ore 16.30
Di padre in figlio. Nascita di una dinastia: i Bassano, Fernando Rigon (curatore della mostra);
Domenica 19 gennaio 2014, ore 16.30
Jacopo Bassano e la "sua" scimmia, Fernando Rigon (curatore della mostra);
Domenica 26 gennaio 2014, ore 16.30
La fortuna critica di Jacopo Bassano, Paola Marini (Direttore del Museo di Castelvecchio di Verona);
Domenica 2 febbraio 2014, ore 16.30
Francesco e Leandro Bassano: l'eredità paterna, Giuliana Ericani (Direttore del Museo, Biblioteca, Archivio di Bassano del Grappa).



LOCANDINA_CAPOLAVORI_2013Una dinastia di pittori. Jacopo Bassano, i figli e la bottega
Vicenza, Palazzo Thiene
a cura di Ferdinando Rigon

6 dicembre 2013 - 2 febbraio 2014
Biglietto gratuito
Orario: Venerdì, sabato domenica dalle 10,00 alle 18,00

palazzothiene@popvi.it

http://www.palazzothiene.it/


 

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